Carattere e descrizione del Deerhound
Un Greyhound a pelo ruvido di 76 centimetri, con una tranquilla dignità
Il Deerhound è il levriero che per millenni ha cacciato il cervo rosso nelle Highland, ed è uno dei cani più alti che esistano: lo standard chiede almeno 76 centimetri al garrese nei maschi. Il suo comportamento, dice lo stesso testo, è caratterizzato dalla dolcezza e dalla dignità.
In questa pagina: quanto è grande, i colori del manto, com’è fatto quel pelo irsuto, il carattere, quanto vive e – il capitolo che conta più di tutti – di cosa si ammala.
Sommario
Il Deerhound in breve
Il Deerhound è un levriero scozzese a pelo duro: lo standard lo descrive come un Greyhound a pelo ruvido, di più grande taglia e di ossatura più forte. Almeno 76 cm e circa 45,5 kg nei maschi. Il carattere, testuale: è obbediente e facile da educare, poiché non chiede che di essere gradito. Si comporta con una tranquilla dignità.
Quanto è grande un Deerhound

Lo standard dà le misure in un modo da leggere con attenzione, perché sono minimi e non massimi: minima altezza al garrese desiderata 76 cm nei maschi e 71 cm nelle femmine.
Non c’è un tetto. Un Deerhound di ottanta centimetri non è fuori standard, e in esposizione i soggetti grandi non vengono penalizzati per la taglia.
Il peso indicato è circa 45,5 kg per i maschi e circa 36,5 kg per le femmine. Su un cane così alto sono numeri che raccontano una struttura asciutta: un Alano di quell’altezza pesa dieci o quindici chili in più.
L’aspetto generale, in una riga, è la definizione più chiara che uno standard possa dare: assomiglia ad un Greyhound a pelo ruvido, di più grande taglia e di ossatura più forte.
Il dorso ha una nota che spiega la silhouette: la linea dorsale diritta non è desiderabile. Il rene è ben arcuato e la groppa scende verso la coda: visto di lato, il Deerhound disegna una curva, non una linea.
Il torace è profondo più che ampio, con costole piatte: la cassa di un cane da corsa.
La coda è lunga e arriva quasi a terra. Sulla parte superiore il pelo è spesso e molto duro, e lo standard usa un’espressione che ricorre in tutto il testo: filo di ferro.
La testa è lunga, senza stop, con la canna nasale leggermente aquilina. E c’è un dettaglio che agli allevatori piace molto: nei cani di mantello più chiaro, si preferisce il muso nero.
Le orecchie hanno la descrizione più bella dello standard. Sono piccole – più le orecchie sono piccole, meglio è – ripiegate all’indietro, e al tatto assomigliano al pelo del topo.
I colori del manto del Deerhound

Il colore che tutti associano alla razza è il grigio-blu scuro, ed è il primo che lo standard cita. Ma non è l’unico.
L’elenco completo comprende grigi più scuri e più chiari o bringé e gialli, rosso-sabbia o fulvo rosso con parti nere.
Il grigio resta il colore di riferimento, quello dei cani nei dipinti ottocenteschi e nella maggior parte dei Deerhound che si vedono oggi in esposizione.
Sul bianco lo standard è chiaro e insieme tollerante: il bianco al petto, le dita bianche ed una piccola macchia bianca all’estremità della coda sono ammessi, ma meno bianco c’è, meglio è, dato che il Deerhound è un cane monocolore.
Due cose invece non passano: il bianco sulla testa ed il collare bianco non sono accettabili. Un Deerhound con la macchia bianca sul muso o il collo bianco è fuori tipo.
Il pelo è la seconda caratteristica identificativa della razza, e lo standard lo descrive con parole molto fisiche: irsuto, ma senza sovrabbondanza di peli. Il pelo lanoso è inaccettabile.
E poi la definizione del pelo giusto, che si capisce solo mettendoci la mano sopra: spesso, aderente al corpo, irregolare, ruvido o scricchiolante sotto le dita.
La lunghezza è indicata: da 8 a 10 centimetri su tronco, collo e posteriore. Sulla testa, sul petto e sul ventre il pelo è molto più morbido.
Sul muso ci sono buoni baffi di pelo abbastanza serico ed un po’ di barba: sono loro a dare al Deerhound quell’espressione da vecchio gentiluomo scozzese.
La manutenzione è minima: una spazzolata a settimana e, un paio di volte l’anno, una ripulita a mano del pelo morto. Niente forbici e niente tosatrice: il mantello ruvido, se si taglia, non torna.
Il carattere del Deerhound

Il paragrafo caratteriale di questo standard è uno dei più belli che si trovino in giro, perché mette in fila la contraddizione della razza: la sua costruzione suggerisce l’eccezionale combinazione di velocità, potenza e resistenza necessarie per atterrare un cervo, ma il suo normale comportamento è caratterizzato dalla dolcezza e dalla dignità.
Poi arriva la frase che spiega perché chi ha un Deerhound difficilmente passa ad altro: è obbediente e facile da educare, poiché non chiede che di essere gradito.
E la chiusura: docile, dotato di buon carattere, non è mai diffidente, aggressivo o pauroso. Si comporta con una tranquilla dignità.
Nella pratica quotidiana la tranquilla dignità si traduce in una cosa che sorprende tutti: in casa il Deerhound non esiste. Dorme. Si sposta da un tappeto all’altro e torna a dormire. Un cane di cinquanta chili che occupa molto spazio e fa zero rumore.
Fuori, appena c’è dello spazio aperto, cambia tutto. Il Deerhound accelera come solo un levriero sa fare, e l’andatura descritta dallo standard – facile, vivace e sicura, con lunghe falcate – si capisce vedendolo.
L’altra cosa che va detta con chiarezza è l’istinto predatorio. Questo è un cane selezionato per inseguire e atterrare un cervo rosso: un capriolo, una lepre o un gatto che scappa attivano un programma antico, e nessun richiamo lo interrompe.
Lo sguardo, nello standard, ha due modalità: è dolce quando il cane è a riposo, ma, quando è attento, è penetrante e distante. Chi convive con un Deerhound riconosce l’istante in cui passa dall’uno all’altro.
Con le persone è amichevole con tutti e guardiano di niente: non abbaia, non difende, non diffida. Con gli altri cani è generalmente sociale, e con i cani molto piccoli va valutato caso per caso, perché la differenza di taglia è enorme.
Con i bambini è dolce e paziente, ma resta un cane di cinquanta chili con una coda che arriva a terra: nelle case piccole i danni sono involontari.
Deerhound in casa: un cane gigante che occupa il divano

Ha senso dedicare un capitolo a questo, perché è la cosa che chi non ha mai avuto un levriero grande non si aspetta: il Deerhound è un cane da appartamento nel senso più letterale, purché l’appartamento sia grande.
Il motivo è il metabolismo dei levrieri: sono sprinter. Danno tutto in pochi minuti e poi hanno bisogno di recuperare, e il recupero è il novantacinque per cento della loro giornata.
Un Deerhound adulto ben gestito dorme dalle diciotto alle venti ore al giorno, e non per pigrizia: è la sua fisiologia.
Questo però non lo rende un cane facile da tenere. Ha bisogno di spazio per correre, e correre significa un terreno recintato di dimensioni serie o un’area cani grande: un giro dell’isolato al guinzaglio, per un cane costruito così, non è esercizio.
Serve anche una cuccia vera e imbottita: su un cane asciutto di cinquanta chili, i gomiti e le anche sul pavimento duro fanno callosità in poche settimane.
E servono superfici non scivolose. Un levriero gigante che parte in accelerazione sul parquet si fa male, e nei primi mesi soprattutto.
Il freddo non è un problema: il pelo irsuto viene dalle Highland. Il caldo sì: d’estate le uscite si spostano all’alba e alla sera.
Un’ultima cosa pratica che nessuno dice: un Deerhound in piedi arriva comodamente al piano di lavoro della cucina, e con la coda spazza i tavolini bassi. Non è un difetto del cane, è la geometria.
Deerhound, Greyhound e Irish Wolfhound: le differenze

Il Deerhound viene confuso con due razze, e sono due confusioni diverse: con il Greyhound per la costruzione, con l’Irish Wolfhound per la taglia e il pelo.
Con il Greyhound la parentela è dichiarata nello standard stesso: il Deerhound è un Greyhound a pelo ruvido, di più grande taglia e di ossatura più forte. Stesse linee, stesso mestiere, pelo e dimensioni diverse.
Con l’Irish Wolfhound la differenza è di sostanza. Il Wolfhound è più alto ancora – almeno 79 cm nei maschi – ma soprattutto è più massiccio: pesa almeno 54,5 kg contro i 45,5 del Deerhound, e la sua costruzione ha meno di levriero e più di cane da presa.
Detto in modo pratico: il Deerhound resta un levriero anche a settantasei centimetri, con quel torace profondo e stretto e quel rene arcuato. Il Wolfhound sembra un cane di un’altra famiglia.
Il Whippet è la versione piccola dello stesso principio, e chi convive con entrambi racconta la stessa cosa: caratteri simili, ingombri incomparabili.
Fra gli altri levrieri a pelo lungo o duro, il Barzoi e il Levriero Afgano hanno mantelli serici e lunghi, non irsuti: l’unico levriero a pelo duro di questa taglia, nella nomenclatura FCI, è il Deerhound.
Quanto vive un Deerhound e di cosa si ammala
Questo è il capitolo più importante della razza, e va letto prima di innamorarsene. Il Deerhound è un cane con problemi di salute documentati e seri, e chi lo prende deve saperlo.
Sulla longevità il dato più solido è vecchio ma vale: un’indagine del Kennel Club britannico del 2001 su 287 decessi ha trovato un’età mediana di 8 anni e 8 mesi, con il soggetto più longevo a 16 anni e 9 mesi. È una vita da cane gigante: corta.
Il primo problema è il cuore. La cardiomiopatia dilatativa nel Deerhound non è un rischio teorico: uno studio prospettico pubblicato nel 2021 sul Journal of Veterinary Cardiology ha esaminato 99 Deerhound britannici e ha trovato una prevalenza di forme precliniche del 21,6 per cento.
Lo stesso studio ha rilevato aritmie ventricolari nel 13,6 per cento della popolazione, e nel 42 per cento dei soggetti già affetti. Preclinico vuol dire che il cane sta bene e non ha sintomi: si vede solo con l’ecocardiogramma.
Il secondo problema è l’osteosarcoma, il tumore osseo. Uno studio britannico VetCompass del 2023 ha messo il Deerhound al primo posto fra tutte le razze per prevalenza annuale: 3,28 per cento, davanti a Leonberger (1,48%), Alano (0,87%) e Rottweiler (0,84%).
Su base di vita, le stime disponibili parlano di oltre il 15 per cento dei soggetti colpiti. Il segnale iniziale è una zoppia che non passa, spesso su un arto anteriore, e la regola pratica è una sola: in un Deerhound adulto una zoppia persistente si radiografa subito.
Il terzo è la torsione dello stomaco, la sindrome dilatazione-torsione gastrica, che nei cani giganti con il torace profondo è un’emergenza da conoscere prima che accada: pasti divisi, niente attività intensa vicino ai pasti, e la sequenza dei sintomi imparata a memoria.
Poi ci sono due voci per cui i club di razza consigliano i test: il deficit di fattore VII, un disturbo della coagulazione che può restare invisibile fino a un intervento chirurgico, e lo shunt portosistemico.
E una nota che riguarda tutti i levrieri: l’anestesia. Sono cani asciutti, con poco grasso e valori del sangue diversi dalla media, e il veterinario va scelto fra chi lo sa.
A chi è adatto il Deerhound
È adatto a chi ha spazio: in casa e, soprattutto, un terreno recintato dove possa correre.
È adatto a chi vuole un cane silenzioso: il Deerhound non abbaia quasi mai e in casa si nota solo per l’ingombro.
È adatto a chi apprezza un carattere dolce: lo standard dice non è mai diffidente, aggressivo o pauroso, e mantiene la promessa.
È adatto a chi cerca un cane facile da educare: non chiede che di essere gradito, e con i metodi gentili collabora.
È adatto a chi vive in campagna o in collina e cammina ogni giorno.
Non è adatto a chi non può fare i conti con la salute: prima razza al mondo per osteosarcoma e un cane su cinque con forme precliniche di cardiomiopatia sono numeri che vanno accettati prima, non scoperti dopo.
Non è adatto a chi si affeziona e non regge una vita corta: la mediana è sotto i nove anni.
Non è adatto a chi ha un giardino con una recinzione bassa o un cancello che si apre: un levriero che parte dietro un capriolo non torna a comando.
Non è adatto a chi cerca un cane da guardia: qui non c’è niente da guardare.
E non è adatto a chi vive in un appartamento piccolo: la questione non è l’energia, è la geometria.

