Cocker Spaniel Americano
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Cocker Spaniel Americano in breve
Il Cocker Spaniel Americano è, parole dello standard, il più piccolo dei cani da caccia: altezza ideale 38,10 centimetri nei maschi e 35,56 nelle femmine, per 11-14 chili. Ha la testa arrotondata con lo stop pronunciato, le orecchie a lobo lunghe e frangiate, un pelo serico e tre varietà di colore: Nero, ASCOB e Multicolori. Lo standard lo vuole libero e allegro e di temperamento costante. Vive 12-15 anni.
Che cane è il Cocker Spaniel Americano

È il cocker americano: nato dal Cocker inglese e diventato razza a sé nel 1946, più piccolo, con la testa più corta e le frange più abbondanti. Ed è uno dei cani di famiglia più amati del mondo.
Il suo standard è pieno di dettagli che lo rendono riconoscibile. L’altezza è indicata come ideale, con una tolleranza di poco più di un centimetro e la squalifica per chi la supera: sono pollici convertiti, ed è la precisione tipica degli standard americani.
I colori non sono colori ma tre varietà ufficiali: Nero, ASCOB (qualsiasi tinta unita diversa dal nero, dal crema più pallido al rosso più acceso) e Multicolori. Nelle esposizioni competono separatamente, e in Italia l’ENCI le registra separatamente sul pedigree.
Il carattere è la ragione del suo successo: lo standard lo vuole libero e allegro e di temperamento costante, e nella vita reale è un cane socievole, appiccicoso, senza istinti di guardia e felice di stare in mezzo alla gente.
Ha ancora il naso e la voglia di lavorare di un cane da cerca, e questa è la chiave per tenerlo bene: dagli qualcosa da annusare ogni giorno e avrai un cane soddisfatto.
Due cose da mettere in conto prima di prenderlo, e sono entrambe pratiche. Le orecchie: lunghe, pesanti e coperte di pelo, sono la ragione per cui i cocker vanno dal veterinario, e chiedono un controllo settimanale per tutta la vita. E la toelettatura: spazzola ogni due giorni e toelettatore ogni due mesi.
Terza cosa, la più sottovalutata: questa razza ingrassa. Il peso, in un cocker, peggiora tutto, dalle articolazioni alla pelle.
Storia ed origine del Cocker Spaniel Americano

Il Cocker Spaniel Americano nasce da un’altra razza: il Cocker Spaniel Inglese portato negli Stati Uniti nell’Ottocento. Il capostipite riconosciuto è Ch. Obo II, nato negli USA intorno al 1881, e da lui parte una selezione che va in una direzione precisa: cani più piccoli, con la testa più corta e bombata, le frange più abbondanti e un carattere pensato per la casa.
Nel 1946 l’American Kennel Club prende atto e riconosce due razze distinte. Da notare, per capire gli articoli americani: negli Stati Uniti “Cocker Spaniel” senza aggettivi significa l’americano. Poi arriva la popolarità: è il cane numero uno nelle registrazioni AKC dalla fine degli anni Trenta agli anni Cinquanta, e ci torna a metà anni Ottanta.
Nella pagina trovi anche i due cocker che sono entrati nella cultura di massa: Checkers, il cane di Richard Nixon protagonista del famoso discorso del 1952, e Lilli, la protagonista di Lilli e il Vagabondo (1955), che è un Cocker Americano. E i numeri italiani di oggi: 1.015 cuccioli in dieci anni e 19 affissi.
Carattere e descrizione del Cocker Spaniel Americano

Lo standard lo apre definendolo il più piccolo dei cani da caccia e chiede che sia libero e allegro, sano, ben armonico e che in azione mostri un’appassionata inclinazione al lavoro. Sul carattere è telegrafico e chiarissimo: di temperamento costante, senza alcun segno di timidezza.
L’altezza ideale è 38,10 centimetri nei maschi e 35,56 nelle femmine, con una tolleranza di 1,27 centimetri: sono pollici convertiti, e oltre quella misura il cane viene squalificato. Ha il cranio arrotondato con lo stop pronunciato, gli occhi marrone scuro e le orecchie a lobo inserite basse e coperte di frange.
Nella pagina trovi le tre varietà di colore con le loro regole severissime (Nero, ASCOB cioè qualsiasi tinta unita diversa dal nero, e Multicolori, dove il colore principale oltre il 90% è squalifica), il capitolo sul pelo (serico, e lo standard vieta che le frange nascondano il movimento), quello sulle orecchie e le otiti, il confronto con il Cocker Inglese e la parte sulla salute. Vive 12-15 anni.
Addestramento ed educazione del Cocker Spaniel Americano

È un cane facile: con il rinforzo positivo impara in poche ripetizioni, perché lavora volentieri per il cibo e per la compagnia. L’attenzione va sulle ricompense, che vanno scalate dalla razione giornaliera, perché questa razza ingrassa con facilità e il peso è il primo nemico della sua salute.
Con un Cocker Americano la routine quotidiana conta più dell’addestramento, e sono tre cose. Il controllo settimanale delle orecchie, lunghe e pesanti, che trattengono umidità e portano otiti. La pulizia degli occhi. E il peso, da tenere sotto controllo con la bilancia e non a occhio. La pagina spiega come impostare la routine così che il cane la accetti da cucciolo. Ci sono le attività: è piccolo, veloce e collaborativo, quindi le cose giuste sono quelle che uniscono naso e gioco, dalla ricerca olfattiva ai percorsi facili. C’è quanto movimento serve, più di quanto la sua aria da cane di casa suggerisca. Ci sono le priorità dei primi mesi, dalla socializzazione alla gestione della sensibilità, perché è un cane che si spegne con i toni alti. Ci sono gli errori tipici, primo fra tutti il cibo usato male. E c’è la toelettatura, che su quel mantello è impegnativa. Se hai un Cocker Americano, questa pagina è la sua manutenzione.
Allevamento del Cocker Spaniel Americano

In Italia il Cocker Americano è una razza diffusa e stabile: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha registrato 1.015 cuccioli, con un picco di 150 nel 2023, e ci sono 19 affissi dedicati (cinque in Lombardia e quattro in Sicilia). Per varietà: ASCOB 430, multicolori 298, nero 269.
Il prezzo di un cucciolo con pedigree sta fra 1.000 e 1.800 euro. Il mantenimento è quello di un cane da 13 chili, fra i 50 e gli 80 euro al mese, più la voce fissa di questa razza: il toelettatore ogni due mesi.
I test da pretendere sono due, entrambi con il DNA e entrambi economici: la deficienza di PFK (si stima almeno il 10% di portatori nei cocker) e la prcd-PRA per gli occhi, più le lastre delle anche e la visita oculistica. In una razza con tanta offerta, sono l’unico modo di distinguere un allevamento serio da uno che ha solo cuccioli disponibili.


