Allevamento del Cocker Spaniel Americano
Quanto costa un cucciolo e quali test pretendere
In Italia il Cocker Spaniel Americano è una razza diffusa: 1.015 cuccioli iscritti fra il 2015 e il 2024 e 19 affissi dedicati. Con tanta offerta il problema non è trovare un cucciolo, è scegliere l’allevamento. In questa pagina trovi quanto costa, quali test devono avere i genitori e i numeri veri delle iscrizioni ENCI.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Cocker Spaniel Americano

La cifra realistica per un cucciolo con pedigree ENCI, da un allevamento che fa i test, è fra i 1.000 e i 1.800 euro.
In questa razza la forbice è ampia e non dipende dal colore: dipende da cosa c’è dietro. Test dei genitori, crescita dei cuccioli, socializzazione e assistenza dopo la consegna sono le cose che fanno la differenza fra un cocker equilibrato e un cane con problemi di salute o di carattere.
Il mantenimento è quello di un cane da 13 chili: fra i 50 e gli 80 euro al mese fra cibo, antiparassitari e veterinario.
La voce fissa che questa razza ha e molte altre no è il toelettatore: una seduta ogni due mesi, fra i 40 e i 60 euro. Si può imparare a fare a casa, ma il tempo lo devi mettere.
La seconda voce ricorrente, purtroppo, sono i controlli delle orecchie: se la routine settimanale la fai, spendi zero; se non la fai, le otiti diventano un appuntamento fisso dal veterinario.
Un avvertimento sugli annunci: con cento cuccioli l’anno in Italia, il mercato del cocker è pieno di cucciolate senza pedigree e senza test. Un cucciolo a 400 euro senza documenti non è un risparmio: è un rischio su una razza con due malattie genetiche testabili.
I test da pretendere e le domande da fare
Il primo test è quello per la deficienza di fosfofruttochinasi (PFK). È una malattia metabolica recessiva che rompe i globuli rossi e dà anemia e crolli dopo l’esercizio; si stima che almeno il 10% dei cocker sia portatore, e il test del DNA è semplice ed economico. Un allevatore che non lo conosce non è un allevatore da cui comprare.
Il secondo è la prcd-PRA, l’atrofia progressiva della retina: recessiva, con test del DNA, e basta che un genitore sia libero perché nessun cucciolo si ammali.
Il terzo è la visita oculistica specialistica, che serve per cataratta e glaucoma, che i test genetici non coprono.
Il quarto sono le lastre delle anche e la valutazione delle rotule: meno drammatiche che in razze più grandi, ma vanno chieste.
La quinta domanda riguarda la varietà: Nero, ASCOB o Multicolori. È un dato che finisce sul pedigree, e in una cucciolata mista è utile saperlo prima.
La sesta riguarda il carattere dei genitori, e in questa razza è importante quanto i test: devono essere cani sicuri e allegri, che ti vengono incontro. Lo standard chiede temperamento costante, senza alcun segno di timidezza, e un genitore che si nasconde è un segnale da prendere sul serio.
La settima riguarda la toelettatura: chiedi come sono stati abituati i cuccioli a spazzola, phon e forbici. Otto settimane di lavoro dell’allevatore ti risparmiano quindici anni di lotte.
E l’ultima, che in una razza con tanta offerta separa i seri dagli altri: chiedi quante cucciolate fa all’anno e cosa succede se il cane non funziona nella tua famiglia.
Il Cocker Spaniel Americano in Italia: i numeri dell’ENCI
Fra le razze di questa pagina, il Cocker Americano è una delle più solide: mille cuccioli in dieci anni sono un mercato vero.
In dieci anni fanno 1.015 cuccioli, con una media di cento l’anno. Il triennio 2021-2023 è stato il più forte (143, 122 e 150 iscritti), e il 2024 segna un calo netto a 68: è il tipico assestamento dopo gli anni della pandemia, che hanno spinto le adozioni in tutte le razze da compagnia.
Gli affissi sono 19, distribuiti così: cinque in Lombardia, quattro in Sicilia, due ciascuno in Piemonte, Toscana e Veneto, e uno in Friuli Venezia Giulia, Puglia, Lazio e Marche.
L’API dell’ENCI registra anche le tre varietà di colore, e la classifica italiana è la seguente.
L’ASCOB domina con 430 cuccioli, seguito dai multicolori con 298 e dal nero con 269. In pratica: il cocker miele è quello che gli italiani scelgono di più, ma tutte e tre le varietà sono ben rappresentate.
Il consiglio pratico, in una razza con questi numeri, è l’opposto di quello per le razze rare: non avere fretta di prendere il primo cucciolo disponibile. L’offerta c’è, quindi puoi permetterti di aspettare l’allevamento giusto, quello che ti mostra i test e i genitori.
E una cosa che vale per i prossimi quindici anni, perché tanto vive un cocker: metti in conto la toelettatura e il controllo settimanale delle orecchie come parte del pacchetto. Chi lo fa ha un cane sano e allegro fino alla fine; chi non lo fa passa quindici anni a curare otiti.

