Carattere e descrizione del Braque de l’Ariège

Taglia, il bianco e arancio, le orecchie arrotolate e il temperamento

Il Braque de l’Ariège è un cane da ferma francese che nel 1964 aveva smesso di esistere sulla carta: dopo quell’anno nessun cane della razza risultava più iscritto al libro delle origini francese. Oggi c’è di nuovo, e il suo standard è uno dei più recenti in assoluto, del 2023.

In questa pagina: quanto è grande, il mantello bianco e arancio, il tartufo che non deve mai essere nero, le orecchie arrotolate, il carattere, quanto vive e a chi è adatto.

Sommario

Il Braque de l’Ariège in breve

Il Braque de l’Ariège è un cane da ferma continentale francese di taglia grande: 58-65 cm i maschi, con taglia preferita di 61, e 54-63 le femmine, preferita 59. Il peso lo standard non lo indica e in pratica sta fra i 25 e i 30 chili. Ha il pelo corto, piuttosto spesso e ben fornito, lucido ed è bianco con macchie fulvo arancio. Il carattere, testuale: stabile e socievole con gli umani e con gli altri cani; resistente, docile e facile da addestrare.

TagliaGrande: 58-65 cm i maschi, 54-63 cm le femmine
Altezza al garreseMaschi 58-65 cm, preferita 61; femmine 54-63 cm, preferita 59
PesoLo standard non lo indica: in pratica fra i 25 e i 30 kg
Vita mediaIntorno ai 12-14 anni
MantoCorto, piuttosto spesso e ben fornito, lucido
ColoriBianco con macchie fulvo arancio o marrone chiaro, a volte punteggiato
Livello di energiaAlta: è un cane da ferma da giornata intera
Adatto aChi caccia con il cane da ferma e ha spazio per farlo correre

Quanto è grande un Braque de l’Ariège

Braque de l'Ariège bianco e arancio fotografato di lato

I maschi vanno dai 58 ai 65 centimetri al garrese, le femmine dai 54 ai 63. Lo standard però fa una cosa che pochi fanno: indica anche la taglia preferita, 61 cm nei maschi e 59 nelle femmine, con due centimetri di tolleranza.

Il peso non c’è: nella pratica siamo fra i 25 e i 30 chili. È un bracco grande, ma non pesante.

L’aspetto generale spiega bene la differenza fra grande e pesante: ossatura potente ma senza pesantezza eccessiva, robusta e di aspetto forte. Si preferiscono soggetti con arti asciutti, muscoli prominenti e linee ben definite.

E poi c’è una frase che nella nomenclatura FCI si legge di rado, perché parla apertamente di bellezza: il mantello bianco screziato di fulvo insieme alla sua taglia gli danno un aspetto distinto e nobile.

Le proporzioni sono medie: il corpo è leggermente più lungo dell’altezza al garrese, e cranio e muso sono quasi uguali, con un centimetro di scarto.

Il torace è largo, profondo, disceso al gomito, con sezione ovale e costole arrotondate senza esagerazione. La linea superiore è quasi diritta con il rene leggermente convesso.

La coda è un capitolo che riguarda anche noi: lo standard dice che è tradizionalmente tagliata di sei decimi, ma aggiunge che la coda lunga naturale è ammessa. In Italia il taglio è vietato dalla legge, quindi i cani che si vedono da noi hanno la coda intera.

CosaCosa dice lo standard
Altezza dei maschiDa 58 a 65 cm, con taglia preferita di 61 cm
Altezza delle femmineDa 54 a 63 cm, con taglia preferita di 59 cm
La tolleranzaDue centimetri in più o in meno sulla taglia preferita
Il pesoNon indicato: nella pratica fra i 25 e i 30 kg
Le proporzioniIl corpo è leggermente più lungo dell’altezza al garrese
Cranio e musoLunghi quasi uguali, con un centimetro di scarto
Il toraceLargo, profondo, disceso al gomito, di sezione ovale
L’insiemeOssatura potente ma senza pesantezza, arti asciutti e linee definite

Il bianco e arancio e il tartufo che non è nero

Braque de l'Ariège presentato in stand su una pedana blu

Il mantello è bianco con macchie fulvo arancio in tutte le sfumature, dal pallido al vivo, e un leggero marrone. Il bianco è molto esteso o invadente, e può essere punteggiato.

Le macchie nere sul mantello sono un difetto eliminatorio. Non un difetto grave: un difetto che esclude il cane. È il modo con cui questa razza si tiene separata dagli altri bracchi europei.

La stessa logica vale per il tartufo, ed è il tratto più caratteristico: va dall’arancio al marrone più o meno pallido a seconda del colore del mantello, mai nero. Un naso nero squalifica.

Anche le unghie nere sono un difetto eliminatorio, e la cosa dice quanto questa razza sia definita dalla depigmentazione: qui il nero non deve esserci da nessuna parte.

C’è poi un difetto eliminatorio che sembra uscito da un manuale di cinofilia antica: il tartufo doppio, cioè il naso le cui narici sono separate da un solco profondo. Era un tratto dei vecchi bracchi meridionali, e nel Braque de l’Ariège moderno è escluso.

Gli occhi hanno l’iride ambra o marrone secondo il colore del mantello, e lo sguardo che chiede lo standard è dolce, franco ed espressivo. Occhi troppo chiari o gazzuoli squalificano.

Il pelo è corto, piuttosto spesso e ben fornito, lucido, più fine e liscio su testa e orecchie: manutenzione praticamente zero.

AspettoCosa dice lo standard
Il peloCorto, piuttosto spesso e ben fornito, lucido
Su testa e orecchiePiù fine e liscio
Il coloreBianco molto esteso con macchie fulvo arancio, dal pallido al vivo
Il marroneAmmesso in tonalità leggera
La punteggiaturaAmmessa: il bianco può essere screziato
Le macchie nereDifetto eliminatorio
Il tartufoDall’arancio al marrone chiaro, mai nero
Le unghieLe unghie nere sono un difetto eliminatorio

La testa e le orecchie che arrivano al tartufo

La testa deve essere lunga, ben scolpita e piuttosto stretta alle arcate zigomatiche, con il cranio molto leggermente arrotondato e uno stop appena pronunciato. Le linee di cranio e muso sono divergenti verso l’avanti senza eccesso.

Quella divergenza è tipica dei bracchi francesi: guardando il cane di profilo, la linea del muso e quella del cranio non sono parallele ma si aprono leggermente verso il naso.

Le orecchie hanno una misura verificabile con le mani: abbastanza fini, lunghe, arrotolate in dentro, inserite all’altezza della linea dell’occhio, portate staccate dalla testa. La loro lunghezza permette, senza tenderli, di raggiungere l’attaccatura del tartufo.

E poi arriva una riga durissima: le orecchie piatte e le orecchie attaccate alte sono eliminatori. Non difetti gravi: eliminatori. In pochi standard l’orecchio pesa così tanto.

Il motivo è di tipo: un orecchio piatto e alto trasforma la testa di un braccoide in quella di un cane da seguita, e questa razza è già passata tanto vicino all’estinzione da non potersi permettere derive.

Le labbra sono abbastanza fini, ben discese, con l’angolo ripiegato senza essere cadente, e la bocca chiude finemente.

Sui denti lo standard del 2023 è preciso in modo quasi contabile: tollera l’assenza dei due PM1, o di un PM2, o di un PM3, mentre la mancanza di tre PM1, o di due PM2, o di due PM3, squalifica.

Il collo è di media lunghezza, abbastanza forte e con un po’ di giogaia: un accenno, niente di più.

Il carattere del Braque de l’Ariège

Braque de l'Ariège presentato in stand dal conduttore

Lo standard lo riassume in due righe che, per un cane da caccia, sono un elogio: stabile e socievole con gli umani e con gli altri cani. Adatto a tutti i tipi di caccia, è resistente, docile e facile da addestrare.

La parola che conta di più è stabile. In una razza che è stata ricostruita da pochissimi soggetti, la stabilità di carattere è la prima cosa che si perde e l’ultima che si recupera: metterla in apertura è una dichiarazione di intenti.

La seconda è socievole anche con gli altri cani. Molti cani da ferma sono selezionati per lavorare da soli e con i loro simili sono neutri; qui la convivenza è scritta nel testo.

Il facile da addestrare va letto insieme al docile: è un cane che collabora, che non contesta e che impara volentieri. Chi arriva da un segugio trova un altro mondo.

Sul lavoro, la formula adatto a tutti i tipi di caccia è la sintesi di un cane polivalente: quaglia, beccaccia, fagiano, in pianura, in collina e nel bosco.

In casa è un cane tranquillo e affettuoso, come quasi tutti i bracchi francesi. Ma resta un cane da ferma di sessanta centimetri: senza corsa e senza naso, la calma finisce in fretta.

L’unica cosa che va detta con onestà è che, con una popolazione così piccola, la variabilità individuale è alta. Vedere i genitori, in questa razza, conta più che altrove.

Il Braque de l’Ariège e gli altri bracchi francesi

Braque Français tipo Gascogna in posizione di stand su fondo bianco

La Francia ha una famiglia di bracchi che si somigliano e si confondono: il Braque Français nei suoi due tipi, il Braque Saint-Germain, il Braque d’Auvergne e il Braque du Bourbonnais.

Il Braque de l’Ariège è il più meridionale di tutti, ed è anche quello con la storia più drammatica: è l’unico ad essere sparito dai registri per ventisei anni.

La differenza più semplice da vedere è il colore. L’Ariège è bianco e arancio, il Braque Français è bianco e marrone, l’Auvergne è bianco e nero con la testa nera.

Con il Braque Saint-Germain la somiglianza è invece reale: anche quello è bianco e arancio. La differenza sta nella struttura, perché il Saint-Germain è più leggero e ha una storia diversa, nata dall’incrocio con il Pointer inglese.

Rispetto al Braque Français tipo Gascogna, che è il parente più prossimo per taglia, l’Ariège è più asciutto e più leggero: lo standard insiste su arti asciutti, muscoli prominenti e linee ben definite.

Il confronto con il Bracco Italiano è utile per capire due scuole diverse: il nostro è più pesante, con la testa più costruita e il trotto come andatura di razza; i bracchi francesi sono più leggeri e galoppano di più.

Un’ultima curiosità che riguarda il nome: nell’Ariège c’è anche un segugio, l’Ariégeois. Due razze diverse, due mestieri diversi, stessa valle dei Pirenei.

AspettoBraque de l’AriègeBraque Français tipo Gascogna
L’altezza dei maschi58-65 cm, preferita 6158-69 cm
Il coloreBianco e fulvo arancioBianco e marrone, spesso molto punteggiato
Il tartufoArancio o marrone chiaro, mai neroMarrone
Le orecchieArrotolate, arrivano al tartufoUn poco più corti
La strutturaPiù leggera e asciuttaPiù robusta
Il carattereStabile e socievole, facile da addestrareMolto simile
La storiaQuasi estinta, rilanciata dal 1990Mai scomparsa
In ItaliaNessuna nascita registrataPresente ma rara

Quanto vive un Braque de l’Ariège e di cosa si ammala

Braque Français tipo Gascogna fotografato di lato

È un cane rustico con una vita media intorno ai 12-14 anni, e su questa razza non esistono patologie ereditarie documentate come tipiche. C’è però un tema sanitario che viene prima di tutti gli altri, ed è la consanguineità.

Una razza che riparte nel 1990 da un pugno di cani trovati nelle campagne ariegesi ha inevitabilmente una base genetica strettissima. Trent’anni dopo la situazione è migliorata, ma il coefficiente di consanguineità resta la prima domanda da fare.

Il secondo controllo sono le lastre di anche e gomiti, che valgono per qualunque cane da ferma destinato a lavorare giornate intere per dieci anni.

Il terzo riguarda gli occhi, e lo standard è severo in modo insolito: entropion ed ectropion sono difetti eliminatori, e lo sono anche se corretti chirurgicamente. È una clausola rara, e serve a impedire che si riproducano cani operati.

Il quarto sono le orecchie: lunghe, pendenti e arrotolate, su un cane che lavora nell’erba alta. Controllo settimanale e attenzione ai forasacchi da aprile a luglio.

Il quinto sono i piedi. Lo standard chiede dita serrate e compatte e cuscinetti ben imbottiti e resistenti: dopo ogni uscita in campagna si guardano.

E poi c’è il peso, che su un cane costruito per essere asciutto si vede subito. Un bracco in sovrappeso non regge la giornata.

TemaCosa si saCosa chiedere
Pool geneticoLa razza è ripartita da pochissimi soggetti dopo il 1990Il coefficiente di consanguineità
DisplasiaIl controllo base per un cane da fermaLe lastre di anche e gomiti
OcchiEntropion ed ectropion sono difetti eliminatori nello standardCome sono le palpebre dei genitori
DentiLo standard è preciso su quali premolari si possono tollerareSe la dentatura è completa
OrecchieLunghe e pendenti, su un cane che lavora nell’erba altaControllo settimanale
CuscinettiUn cane da ferma copre chilometri ogni uscitaCome lavorano i riproduttori
LongevitàNessuno studio di razza: si parla di 12-14 anniQuanti anni hanno vissuto i nonni
CarattereSqualificano sia l’aggressivo sia l’eccessivamente timidoDi vedere la madre

A chi è adatto il Braque de l’Ariège

È adatto a chi caccia con il cane da ferma: è la sua materia, ed è la ragione per cui alcuni cacciatori ariegesi lo hanno tenuto in vita quando i registri lo davano per scomparso.

È adatto a chi ha spazio e può farlo correre ogni giorno: è un cane da giornata intera, non da giro dell’isolato.

È adatto a chi ha altri cani: lo standard lo dice socievole con gli umani e con gli altri cani, ed è una qualità dichiarata.

È adatto a chi vuole un cane docile e collaborativo: resistente, docile e facile da addestrare.

Non è adatto alla vita in appartamento senza sfoghi quotidiani: un cane da ferma grande e resistente, fermo, diventa un problema.

Non è adatto a chi lo vuole come cane da guardia: è socievole con tutti, e non farà mai quel lavoro.

E non è adatto a chi ha fretta: in Italia non risultano nascite né allevamenti, e anche in Francia le cucciolate sono poche e seguite una per una dal club.