Allevamento del Braque de l’Ariège
Perché in Italia non c’è, come si arriva al club francese e cosa chiedere
In Italia il Braque de l’Ariège non ha né nascite registrate né allevamenti con affisso. Anche in Francia è una razza rara: poco più di 350 cani iscritti al libro delle origini.
In questa pagina: perché non esiste un prezzo italiano, come si arriva al club francese, cosa chiedere all’allevatore e cosa guardare in una cucciolata.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Braque de l’Ariège
In Italia non esiste un prezzo perché non esiste il mercato: zero nascite registrate e zero affissi. La strada obbligata è la Francia.
Il prezzo francese di un cucciolo iscritto al LOF si aggira sugli 800-1.200 euro. Non è però il prezzo il problema: sono le cucciolate, poche e seguite una per una dal Club du Braque de l’Ariège.
Il club è il punto di partenza obbligato, ed è anche un vantaggio: in una razza ripartita da pochissimi soggetti, avere un ente che tiene il conto degli accoppiamenti è la cosa che le ha permesso di sopravvivere.
Aspettatevi domande e tempi lunghi. Un club che ha ricostruito una razza dal nulla non vende cuccioli a chiunque, e in genere preferisce chi caccia o chi ha già avuto cani da ferma.
Al prezzo vanno aggiunti il viaggio e i documenti: passaporto europeo, microchip, antirabbica in regola. Un allevatore serio non spedisce un cucciolo e vi chiederà di andarlo a prendere.
Il resto delle spese è quello di un cane grande e attivo: 400-700 euro il primo anno fra vaccini, microchip, sverminazioni ed eventuale sterilizzazione, e 70-110 euro al mese di mantenimento.
Sulla toelettatura non si spende nulla: pelo corto, una spazzolata a settimana.
Un’ultima nota pratica sulla coda: in Francia la tradizione era accorciarla, in Italia il taglio è vietato dalla legge 201 del 2010. Un cucciolo importato con la coda intera è la norma, ed è anche quello che lo standard ammette espressamente.
Cosa chiedere all’allevatore

La prima domanda, in una razza ricostruita da un pugno di cani, riguarda la consanguineità. Il coefficiente dei genitori è l’informazione più importante che puoi avere, più dei titoli e più delle prove.
La seconda sono le lastre di anche e gomiti: su un cane da ferma grande, che dovrà lavorare giornate intere per dieci anni, sono il controllo di base.
La terza riguarda gli occhi, e lo standard è insolitamente severo: entropion ed ectropion sono difetti eliminatori, e restano tali anche se corretti chirurgicamente. Guarda le palpebre dei genitori.
La quarta è sulla dentatura: lo standard del 2023 elenca con precisione quali premolari si possono tollerare e quali no. È una cosa che nella razza si controlla.
La quinta riguarda il lavoro: i genitori cacciano, hanno fatto prove? La razza è iscritta alla FCI con prova di lavoro, e in Francia diversi soggetti sono premiati sia in esposizione sia in campo.
La sesta è sul carattere: chiedi di vedere la madre e di stare con lei qualche minuto. Lo standard vuole un cane stabile e socievole, e in una popolazione piccola la variabilità è alta.
E poi la domanda che con un cane importato pesa il doppio: cosa succede se non funziona?
Cosa guardare in una cucciolata
Il primo controllo è il tartufo, ed è quello che distingue questa razza da quasi tutti gli altri bracchi: deve andare dall’arancio al marrone più o meno pallido, mai nero. Un naso nero è un difetto eliminatorio.
Il secondo sono le unghie, e la regola è la stessa: unghie nere uguale difetto eliminatorio. In una razza costruita sulla depigmentazione, il nero non deve esserci da nessuna parte.
Il terzo è il colore del mantello: bianco molto esteso con macchie fulvo arancio o marrone chiaro. Le macchie nere squalificano.
Il quarto sono le orecchie, e si controllano con le mani: devono essere fini, lunghe, arrotolate in dentro, inserite all’altezza dell’occhio e devono arrivare all’attaccatura del tartufo senza tenderli. Piatti o attaccati alti squalificano.
Il quinto sono gli occhi: iride ambra o marrone, sguardo dolce, franco ed espressivo. Occhi troppo chiari o gazzuoli sono eliminatori, e le palpebre non devono essere né rovesciate né arrotolate.
Il sesto è la struttura: lo standard vuole arti asciutti, muscoli prominenti, linee ben definite. Un cucciolo che promette di venire su pesante non è nel tipo.
E infine il carattere dei cuccioli fra loro: in una razza che deve essere socievole con gli altri cani, un soggetto che litiga o che si isola è un dato che vale più di qualsiasi altra osservazione.

