Braque de l’Ariège
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Braque de l’Ariège in breve
Il Braque de l’Ariège è un cane da ferma francese di taglia grande: 58-65 cm i maschi e 54-63 le femmine, per 25-30 kg. Ha il pelo corto, piuttosto spesso, lucido ed è bianco con macchie fulvo arancio; il tartufo va dall’arancio al marrone chiaro e non è mai nero. Il carattere, testuale: stabile e socievole con gli umani e con gli altri cani; resistente, docile e facile da addestrare.
Che cane è il Braque de l’Ariège

È un bracco meridionale francese, grande ma asciutto, nato per battere i terreni aperti del sud della Francia. Lo standard lo descrive con un aggettivo che si legge raramente: di aspetto distinto e nobile.
Lo riconoscete dal mantello bianco e arancio, dal tartufo chiaro che non è mai nero e dalle orecchie arrotolate che arrivano fino al tartufo.
Cosa chiede: almeno due ore al giorno fra movimento vero e lavoro di naso, spazio per galoppare e una persona con cui collaborare. La manutenzione, invece, è quasi nulla.
Cosa lo rende speciale: è una razza tornata dal nulla. Dopo il 1964 nessun Braque de l’Ariège risultava più iscritto al libro delle origini francese, e solo dal 1990 un gruppo di allevatori l’ha riportata indietro.
In Italia non è mai arrivato: nessuna nascita e nessun allevamento con affisso. Chi lo vuole deve passare dal club francese.
Storia ed origine del Braque de l’Ariège

Lo standard dice che la razza deriva molto probabilmente dai vecchi bracchi francesi, e che gli incroci ottocenteschi con i bracchi meridionali bianchi e arancio le hanno dato più leggerezza e dinamismo. I cinofili francesi fanno risalire il tipo ai cani bianchi e arancio dipinti da Jean-Baptiste Oudry nel Settecento, oggi al Louvre e a Versailles.
Storicamente la razza si è chiamata anche braque de Toulouse e braque du Midi, e ha preso il nome definitivo dall’Ariège perché è lì che vivevano i primi allevatori. È la stessa valle che ha dato il nome a un segugio, l’Ariégeois.
Poi arriva il crollo. Le due guerre mondiali riducono i soggetti, e dal 1964 non risulta più nessun cane iscritto al libro delle origini francese: per ventisei anni la razza esiste solo nei canili di alcuni cacciatori ariegesi, senza pedigree e senza registri.
Il ritorno è del 1990, quando una squadra di allevatori ha deciso di dedicarsi alla sua sopravvivenza e al suo rilancio e nasce il Club du Braque de l’Ariège. Nel 1999 si supera la soglia dei 50 cani iscritti, e oggi se ne contano oltre 350.
Carattere e descrizione del Braque de l’Ariège

È un cane da ferma continentale francese di taglia grande: 58-65 cm i maschi, con taglia preferita di 61, e 54-63 le femmine, preferita 59, per 25-30 chili che lo standard non indica. È un cane grande ma non pesante: si preferiscono soggetti con arti asciutti, muscoli prominenti e linee ben definite.
Il mantello è bianco con macchie fulvo arancio, a volte punteggiato, e la razza si definisce per quello che non deve avere: le macchie nere sono un difetto eliminatorio, il tartufo nero pure, e persino le unghie nere. Le orecchie, arrotolate e inserite all’altezza dell’occhio, devono arrivare al tartufo, e quelle piatte o attaccate alte sono anch’essi eliminatori.
Il carattere sta in due righe: stabile e socievole con gli umani e con gli altri cani. Adatto a tutti i tipi di caccia, è resistente, docile e facile da addestrare. Nella pagina trovi anche il confronto con gli altri bracchi francesi, il curioso difetto del tartufo doppio e quanto vive.
Addestramento ed educazione del Braque de l’Ariège

È un cane docile e facile da addestrare, e per una volta lo standard non nasconde nessun avvertimento: collabora. La parte impegnativa è il movimento, perché è anche resistente, cioè costruito per battere il terreno tutto il giorno.
Le priorità dei primi mesi sono quattro: la socializzazione, che qui è la parte facile; il richiamo, perché un bracco deve cercare largo ma restare in contatto; la crescita, da gestire con attenzione su un cane grande; e l’abitudine ai rumori forti, che si costruisce in settimane e mai di colpo.
La ferma non si insegna: c’è già e va lasciata fare, senza richiami e senza correzioni nei primi mesi. Quello che si costruisce è la cerca, cioè imparare a battere il terreno davanti al conduttore, e il riporto.
Servono almeno due ore al giorno fra movimento vero e lavoro di naso. Le attività adatte sono nose work, working test, dummy work, canicross e dog trekking. La manutenzione è minima: pelo corto, una spazzolata a settimana, orecchie da controllare ogni sette giorni.
Allevamento del Braque de l’Ariège

In Italia il Braque de l’Ariège non esiste: le banche dati ufficiali non registrano né nascite né allevamenti con affisso. Chi ne vuole uno deve rivolgersi alla Francia, e più precisamente al Club du Braque de l’Ariège, che dal 1990 segue la razza cucciolata per cucciolata.
Anche in Francia però non è un cane facile da avere: gli iscritti al libro delle origini sono oltre 350 in tutto, le cucciolate sono poche e il club le accompagna una per una. Il prezzo di un cucciolo si aggira sugli 800-1.200 euro, a cui vanno aggiunti viaggio e documenti.
La domanda sanitaria più importante, in una razza ripartita da pochissimi soggetti, riguarda la consanguineità. Poi vengono le lastre di anche e gomiti e gli occhi: entropion ed ectropion sono difetti eliminatori nello standard, anche se corretti chirurgicamente.
Nella pagina trovi anche cosa guardare in una cucciolata: il tartufo, che non deve mai essere nero, le unghie, che nere squalificano, e le orecchie, che devono arrivare al tartufo ed essere arrotolate.


