Addestramento ed educazione del Braque de l’Ariège

Docile e facile, ma con un fabbisogno di movimento che non si negozia

Lo standard lo dice resistente, docile e facile da addestrare, e per una volta non c’è nessun avvertimento nascosto: è un cane collaborativo. La parte impegnativa è un’altra, ed è il movimento.

In questa pagina: le priorità dei primi mesi, come si costruiscono ferma e riporto, quanto movimento serve, gli sport adatti e la manutenzione, che è minima.

Sommario

Le priorità dei primi mesi

Braque Français tipo Gascogna bianco e marrone in esposizione

La prima priorità è la socializzazione, che in questa razza è la parte facile: è un cane stabile e socievole con gli umani e con gli altri cani, e basta portarlo in giro perché impari il mondo.

La seconda è il richiamo. Un cane da ferma lavora lontano ma in contatto: la cerca larga è un pregio, l’allontanamento senza controllo no. Si costruisce da cucciolo, con la long line e premiando sempre il rientro.

La terza è la crescita: è un cane grande, e nei primi dodici mesi vanno evitati scale, salti e corse forzate. Il movimento libero su terreno morbido, invece, va bene e serve.

La quarta riguarda i rumori forti. Se il cucciolo verrà usato a caccia, l’abitudine allo sparo si costruisce in settimane, da lontanissimo, associando il rumore a qualcosa di bello. Mai esporlo di colpo.

Sul metodo: rinforzo positivo, sessioni brevi, tanto cibo. È un cane docile e sensibile, e con la durezza si ottiene solo un cane che si spegne.

Ferma, riporto e cerca: come si organizza un bracco

Con un cane da ferma il lavoro dell’educatore non è insegnare la ferma: quella c’è già, e in un cucciolo si vede da subito su una farfalla o su un passero in giardino. Il lavoro è organizzare tutto il resto.

La regola numero uno è non disturbare la ferma nei primi mesi: non si richiama, non si corregge, non si spinge. Un cucciolo che ferma va lasciato fermare.

La seconda è la cerca. Un bracco deve imparare a battere il terreno davanti al conduttore, a destra e a sinistra, senza sparire all’orizzonte. Si costruisce camminando molto in campi aperti e cambiando spesso direzione senza avvisare: il cane impara a controllare dove sei.

La terza è il riporto, che in questa razza è naturale e va solo messo in regola: si porta in mano, si lascia al comando, non si mordicchia.

Le prove di lavoro esistono e la razza è iscritta alla FCI con prova: in Francia sono la strada normale, e diversi soggetti sono premiati sia in esposizione sia in campo.

Chi non caccia può usare le stesse attitudini in modo sportivo: dummy work, working test, nose work. Il naso di un bracco chiede di essere usato tutti i giorni, e dieci minuti di ricerca valgono mezz’ora di passeggiata.

Un’ultima cosa che vale per tutti i cani da ferma: non trasformateli in cani da riporto e basta. Se il cane cerca, ferma e aspetta, sta facendo un lavoro completo; se gli si chiede solo di riportare palline, quella struttura mentale si perde.

Quanto movimento serve e cosa gli piace fare

Braque Français tipo Gascogna presentato in stand

Serve tanto: è un cane resistente costruito per battere il terreno tutto il giorno. L’asticella ragionevole è almeno due ore al giorno fra movimento vero e lavoro di naso.

Attenzione a cosa vuol dire movimento vero: due ore al guinzaglio corto in città non sono la stessa cosa di un’ora in un campo dove il cane può galoppare e cercare.

Il nose work e la ricerca olfattiva sono l’attività più semplice e più efficace, praticabile in giardino e nei giorni di pioggia.

I working test e il dummy work sono la versione sportiva della caccia, con riporti su terra e in acqua e regole precise. Per un cane come questo sono la palestra ideale.

Il canicross gli calza bene: ha struttura leggera e resistenza da vendere, e correre insieme è il modo più semplice di sfogare un bracco.

Il dog trekking funziona altrettanto: viene dai piemonti dei Pirenei e in salita non si lamenta.

L’agility va bene con un cane adulto e ben costruito, ma non è la sua materia: un bracco si diverte di più a cercare che a saltare.

Il pelo, le orecchie e la manutenzione

Il pelo è corto, piuttosto spesso e ben fornito, lucido: una spazzolata a settimana con un guanto di gomma e la manutenzione è finita. Niente toelettatore, niente stripping, niente tosature.

Le orecchie sono l’unico punto che chiede costanza: lunghe, arrotolate e portate staccate dalla testa, su un cane che lavora con il naso nell’erba alta. Controllo settimanale e asciugatura dopo la pioggia.

I forasacchi sono il nemico stagionale, da aprile a luglio: si cercano nelle orecchie, fra le dita, sotto le ascelle e negli occhi dopo ogni uscita in campagna.

I piedi vanno guardati per lo stesso motivo: lo standard chiede cuscinetti ben imbottiti e resistenti, ma un cane che copre chilometri li consuma.

Le unghie in questa razza sono anche una questione di standard: quelle nere sono un difetto eliminatorio, e in un cane depigmentato come questo sono quasi sempre chiare.

Sul peso serve un occhio: lo standard vuole arti asciutti e muscoli prominenti, e su un bracco i chili di troppo si vedono e si sentono.

Un dettaglio che riguarda i cani a fondo bianco: la pelle sotto il pelo corto è chiara, e d’estate una scottatura su naso e orecchie è possibile. Ombra nelle ore centrali.

Infine la coda: in Francia la tradizione era accorciarla di sei decimi, in Italia il taglio è vietato dalla legge. Una coda lunga in un cane da caccia si sbatte e si ferisce: si controlla e si cura, non si taglia.

Gli errori tipici con un Braque de l’Ariège

Sottovalutare il movimento. È resistente per standard: due ore al giorno non sono un consiglio.

Disturbare la ferma da cucciolo. Va lasciata fare, non corretta.

Trattarlo con durezza. È docile e sensibile: con i modi bruschi si chiude.

Esporlo allo sparo di colpo. L’abitudine si costruisce in settimane.

Dimenticare le orecchie. Lunghe e sempre nell’erba: controllo settimanale.

Farlo ingrassare. Lo standard vuole un cane asciutto con le linee definite.

Prenderlo come cane da guardia. È socievole con tutti: non farà mai quel lavoro.