Braque du Bourbonnais

Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche

Il Braque du Bourbonnais in breve

Il Braque du Bourbonnais, in italiano Bracco del Bourbonnais, è un cane da ferma francese alto 51-57 centimetri nei maschi e 48-55 nelle femmine, per 16-25 chili. Il mantello è a fondo bianco finemente moschettato, marrone o fulvo, e molti soggetti nascono senza coda. Lo standard lo dice gentile e affettuoso in famiglia e pieno di intelligenza cooperativa a caccia.

TagliaMedia: cane braccoide ben costruito e muscoloso, con una certa eleganza
Altezza al garreseMaschi 51-57 cm, femmine 48-55, con tolleranza di 1 cm
PesoMaschi 18-25 kg, femmine 16-22 kg
Vita media12-14 anni, ma e una stima: non esistono studi di razza
MantoPelo fine, corto e fitto, un po più lungo sul dorso
ColoriMarrone moschettato (feccia del vino) o fulvo trotinato (fior di pesco)
Livello di energiaAlta: a caccia e pieno di passione, in casa sa spegnersi
Adatto aCacciatori e famiglie sportive: lo standard lo dice gentile e affettuoso in famiglia

Che cane è il Braque du Bourbonnais

Bracco del Bourbonnais fulvo in piedi di profilo, con la coda naturalmente corta

È il più piccolo dei bracchi francesi: una cinquantina di centimetri al garrese, compatto e muscoloso, che lo standard descrive con l’impressione di forza e potenza, ma con una certa eleganza.

Due cose lo rendono riconoscibile a prima vista. La prima è il mantello: fondo bianco con una moschettatura fittissima, marrone con l’effetto che lo standard chiama feccia del vino, o fulvo con l’effetto fior di pesco. La seconda è la coda: in questa razza si nasce senza coda o con la coda cortissima, e non c’entra nulla il taglio.

Sul carattere lo standard fa una distinzione che i proprietari confermano: in famiglia è gentile e affettuoso, a caccia è pieno di passione, prudenza, equilibrio e di quella che chiama intelligenza cooperativa, cioè la capacità di lavorare con te e non per conto suo.

È un cane documentato dal 1598, quando la Storia Naturale di Aldrovandi lo descrive come abile nella caccia delle quaglie. Ma la sua storia ha anche un capitolo nero: fra il 1963 e il 1973 non venne registrato nemmeno un cucciolo in Francia, e la razza si è salvata solo grazie al lavoro partito nel 1970.

Due cose da sapere prima di cercarlo. La prima: ha una base genetica ridotta, e lo dice lo standard stesso. La seconda: in Italia è quasi introvabile, con 18 cuccioli iscritti in dieci anni e nessun allevamento dedicato.

Storia ed origine del Braque du Bourbonnais

Fotografia d epoca di Athos, braque bourbonnais bianco e marrone moschettato nato nel 1901

Il primo documento sulla razza è del 1598: il cane è citato come abile nella caccia delle quaglie nella Storia Naturale di Aldrovandi. Gli autori antichi lo descrivono rustico, gradevole compagno del cacciatore, con il mantello moschettato e la coda corta dalla nascita.

Poi arriva l’errore che ha quasi cancellato la razza. Gli allevatori hanno preteso per anni il mantello lillà appassito e l’obbligo di nascere senza coda: una selezione severa su punti secondari imposta a una popolazione piccola. Lo standard la chiama selezione al rovescio, e il risultato è che dal 1963 al 1973 non vi fu alcuna iscrizione al libro genealogico francese.

La rinascita ha una data e un nome: nel 1970, sollecitati da Michel Comte, alcuni allevatori si presero la missione di salvare la razza, e oggi lo standard dice che grazie a una selezione prudente ed efficace è cosa fatta.

Carattere e descrizione del Braque du Bourbonnais

Bracco del Bourbonnais fulvo in stand su un tappeto rosso

Lo standard divide il carattere in due mondi e li descrive entrambi in una riga: in famiglia è gentile e affettuoso, a caccia è pieno di passione, prudenza, equilibrio e intelligenza cooperativa. È il più piccolo dei bracchi francesi: 51-57 centimetri nei maschi per 18-25 chili.

Il mantello è sempre a fondo bianco con una moschettatura fittissima, e lo standard riconosce due colori descritti con due espressioni bellissime: feccia di vino e fior di pesco. La pagina mostra la differenza, che non è solo poetica. Poi c’è il capitolo della coda: questa è la razza in cui la coda corta non si taglia, si nasce così, e lo standard usa una formula prudente per descrivere le varianti, dalla coda assente a quella di quindici centimetri. C’è il carattere raccontato per esteso, con quella intelligenza cooperativa che è il tratto su cui si costruisce tutto il lavoro. C’è la salute, con una stima di 12-14 anni. C’è il confronto con gli altri bracchi francesi, utile per collocarlo. E c’è a chi è adatto: a chi caccia o a chi fa molta attività all’aperto. Se cerchi un cane da ferma piccolo e collaborativo, il Bourbonnais è una scelta poco comune e ottima.

Addestramento ed educazione del Braque du Bourbonnais

Primo piano della testa di un Bracco del Bourbonnais marrone moschettato

Con questo cane il lavoro è facile: è equilibrato per selezione e ha quella che lo standard chiama intelligenza cooperativa. Con un cane così l’addestramento somiglia più a una conversazione che a un programma. Funzionano il rinforzo positivo e la coerenza, mentre la durezza è controproducente e, per inciso, fra i difetti eliminatori dello standard c’è proprio il cane timido. Serve poco: coerenza e la voglia di portarlo fuori.

Nella pagina trovi la ferma, che la FCI riconosce con prova di lavoro e che non si insegna: si lascia uscire, e semmai si incanala. C’è il naso, con gli esercizi per tenerlo allenato anche fuori stagione. Ci sono le attività: serve movimento quotidiano e serve un lavoro per la testa, che in questa razza passa quasi sempre dall’olfatto. Il working test e le prove su selvaggina sono la sua dimensione naturale, ma anche una pista fatta in un prato fa il suo lavoro. C’è quanto movimento serve, che per un bracco da venti chili non è una passeggiata al guinzaglio. Ci sono gli errori tipici dei primi mesi, dalla socializzazione affrettata al richiamo dato per scontato. C’è la parte sulla vita in famiglia, dove questa razza è gentile e poco ingombrante. E c’è cosa aspettarsi a ogni età, perché la testa matura dopo il corpo. Se cerchi un cane da ferma semplice da gestire, il Bourbonnais è uno dei più facili. La pagina ti dice come non rovinarlo.

Allevamento del Braque du Bourbonnais

Due Bracchi del Bourbonnais al guinzaglio fuori da un ring di esposizione

In Italia il Bracco del Bourbonnais è quasi introvabile: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha registrato 18 cuccioli in tutto e non esiste nessun affisso dedicato. Il riferimento è la Francia, dove la razza ha una popolazione vera. Un cucciolo con pedigree FCI costa fra i 900 e i 1.500 euro, e come sempre nelle razze di nicchia il prezzo è la parte facile.

La prima domanda, qui, riguarda la parentela: lo standard parla esplicitamente di ridotto patrimonio genetico, quindi chiedi il pedigree su quattro o cinque generazioni e guarda quanti nomi si ripetono. È una verifica che in altre razze si può saltare, in questa no. Nella pagina ci sono i numeri italiani anno per anno, che raccontano una razza tenuta in vita da qualche cucciolata sporadica. C’è il conto dei viaggi, almeno due da 200-500 euro, uno per vedere i cani e uno per prendere il cucciolo. C’è il mantenimento, 55-85 euro al mese per un cane da venti chili. Ci sono le domande sul lavoro dei genitori, perché in Francia la selezione passa ancora dal campo. C’è la parte sulla coda, che in questa razza nasce naturalmente corta o assente, e su cosa significa in termini di standard. E c’è l’elenco dei documenti da farsi consegnare quando si importa. Se ti interessa un bracco raro e ben costruito, la pagina ti dice come muoverti. Serve pazienza e una discreta dose di francese.

Alimentazione

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Attività di un Braque du Bourbonnais

icona Working test e field trial attività cinofila

Working Test

icona Nose Work attività cinofila

Nose Work

icona Mantrailing attività cinofila

Mantrailing

icona Dog trekking attività cinofila

Dog Trekking

icona Cane da tartufo attività cinofila

Cane da Tartufo