Addestramento ed educazione del Braque du Bourbonnais
Come si lavora con un cane che collabora per indole
Il Braque du Bourbonnais ha una qualità che lo standard chiama intelligenza cooperativa, e con un cane così l’addestramento è più una conversazione che un addestramento. In questa pagina trovi come si imposta, come si lavora sulla ferma e cosa fargli fare se non vai a caccia.
Sommario
Come si educa un Braque du Bourbonnais

Con questa razza serve poco: è gentile in famiglia ed è equilibrato per selezione. Quello che serve è coerenza e la voglia di portarlo fuori.
Funziona il rinforzo positivo con sessioni brevi. Il Bourbonnais collabora perché gli piace collaborare, e la durezza non serve a niente: fra i difetti eliminatori lo standard mette proprio il cane timoroso, e un cane trattato male lo diventa.
La socializzazione nei primi mesi è la solita: persone, cani, città, macchine, rumori. Su una base equilibrata come questa costa poco fatica e rende molto.
Il richiamo è l’esercizio su cui investire, come in tutti i cani da ferma. Un cane che fiuta l’aria tenendo la testa ragionevolmente alta prima o poi trova qualcosa di interessante: il richiamo va costruito da cucciolo, e non va mai usato per interrompere il divertimento senza compensare.
La condotta al guinzaglio si insegna presto, ma con venti chili di cane non è mai un dramma come in altre razze.
Un’ultima cosa sul carattere: è un cane sensibile. Registra il tono di voce e le incoerenze fra i membri della famiglia. Regole uguali per tutti, e i risultati arrivano da soli.
La ferma, il naso e la caccia
Il Bourbonnais è un cane da ferma con prova di lavoro per la FCI, e la ferma non si insegna: si lascia uscire. Lo standard la definisce con due aggettivi che valgono un manuale, utile e precisa.
Il lavoro del primo anno è quindi soprattutto portarlo dove c’è selvatico. Nei cani da ferma il tempo passato in campagna conta più di qualunque esercizio da giardino.
Il suo modo di cercare è descritto bene nello standard: generalmente fiuta l’aria tenendo la testa ragionevolmente alta, e se necessario si adatta alla cerca, cioè al lavoro col naso a terra. È un cane che sceglie lo strumento giusto per il terreno che ha davanti.
L’altra qualità pratica è la facilità di adattamento ai più svariati tipi di terreno e selvaggina: per chi caccia in posti diversi durante la stagione, avere un cane che non va in crisi cambiando ambiente è un vantaggio concreto.
Il riporto si costruisce presto e senza forzature, sfruttando la sua voglia di collaborare. Con questa razza le tecniche coercitive di addestramento al riporto sono inutili oltre che dannose.
Se non vai a caccia, quel naso e quella ferma restano lì: nose work, ricerca di oggetti, tracce facili, dummy nascosti nell’erba alta. Un quarto d’ora di lavoro olfattivo vale più di un’ora di corsa, e ti restituisce un cane soddisfatto.
Che attività fare con un Braque du Bourbonnais
Serve movimento quotidiano e serve un lavoro per la testa, e in questa razza il lavoro per la testa passa quasi sempre dal naso.
Il working test e le prove di lavoro sono la cosa più giusta per un cane da ferma: si fanno anche senza sparare, tengono vive le attitudini e sono il modo migliore di conoscere il proprio cane.
Il nose work è l’attività universale, praticabile in cortile e adatta a tutte le età. Per un cane con questo naso è quasi terapeutico.
Il mantrailing è il passo successivo per chi si appassiona alla ricerca: impegnativo e perfetto per un cane collaborativo.
Il dog trekking sfrutta la sua resistenza rustica: cammina per ore senza lamentarsi e in montagna sta bene.
Il cane da tartufo è una possibilità concreta in Italia, dove esistono corsi e una tradizione: molti bracchi ci lavorano bene.
Da evitare le corse lunghe su asfalto e i salti ripetuti prima dei dodici mesi, e le uscite intense nelle ore calde: il pelo corto non protegge dal sole.

