Carattere e descrizione dell’Anjing Kintamani-Bali

Taglia, i quattro colori, il badong sul collo e il temperamento del cane balinese

L’Anjing Kintamani-Bali è la razza nazionale dell’Indonesia, e viene da un posto preciso: il villaggio di Sukawana, nel distretto di Kintamani, a Bali. Lo standard lo scrive proprio così, con villaggio e distretto.

In questa pagina: quanto è grande, le proporzioni aritmetiche che lo standard pretende, i quattro colori ammessi, il badong e il bulu gumba, il carattere di un cane primitivo, quanto vive e a chi è adatto.

Sommario

L’Anjing Kintamani-Bali in breve

L’Anjing Kintamani-Bali è uno spitz asiatico di taglia media: 49-57 cm i maschi (preferito 53) e 44-52 le femmine (preferito 48), per 15-18 kg e 13-16 rispettivamente. Ha orecchie erette triangolari, coda a falce, doppio pelo e quattro colori ammessi: bianco, nero, fulvo e tigrato. Il carattere, testuale: vigile, intelligente, attento, gentile, leale e facile da addestrare.

TagliaMedia: 49-57 cm i maschi, 44-52 cm le femmine
Altezza al garreseMaschi 49-57 cm, preferito 53; femmine 44-52 cm, preferito 48
PesoMaschi 15-18 kg, femmine 13-16 kg
Vita mediaIntorno ai 12-14 anni
MantoDoppio, con sottopelo morbido e pelo di copertura ruvido di media lunghezza
ColoriBianco, nero, fulvo e tigrato: nessun altro colore è ammesso
Livello di energiaMedia: è un cane da compagnia, sveglio ma non instancabile
Adatto aChi vuole un cane primitivo, indipendente e attento, con esperienza

Quanto è grande un Anjing Kintamani-Bali

Anjing Kintamani-Bali bianco crema di profilo con la coda a falce

I maschi vanno da 49 a 57 centimetri al garrese e le femmine da 44 a 52. Lo standard fa una cosa che pochi fanno: indica anche la misura preferita, cioè 53 cm nei maschi e 48 nelle femmine.

Il peso c’è, ed è un’altra rarità: 15-18 kg nei maschi e 13-16 nelle femmine. La maggior parte degli standard il peso lo salta; questo lo mette, e stretto.

Poi arriva la parte che rende questo testo particolare: le proporzioni, espresse come rapporti numerici. La lunghezza del corpo sta all’altezza al garrese come 11 sta a 10, e le femmine possono essere leggermente più lunghe.

La profondità del torace è esattamente la metà dell’altezza al garrese. La testa è lunga un quarto della lunghezza del corpo. Il muso è due quinti della lunghezza della testa. Quattro rapporti, quattro numeri.

Non è pignoleria fine a sé stessa: uno standard scritto così, da una razza giovane sul piano della cinofilia ufficiale, serve a fissare un tipo che fino a ieri esisteva solo nella popolazione libera dell’isola.

Il corpo è rettangolare, con la linea superiore livellata, il rene largo e muscoloso, il ventre leggermente ritirato. L’andatura è elastica e leggera, con buona estensione e spinta.

C’è infine un difetto che dice molto sulla razza: la mancanza di dimorfismo sessuale. Maschi e femmine devono sembrare maschi e femmine, e nei maschi il collare di pelo è parte del riconoscimento.

CosaCosa dice lo standard
Altezza dei maschiDa 49 a 57 cm, con 53 cm indicato come preferito
Altezza delle femmineDa 44 a 52 cm, con 48 cm indicato come preferito
Peso dei maschiDa 15 a 18 kg
Peso delle femmineDa 13 a 16 kg
Corpo e garreseLunghezza del corpo e altezza stanno in rapporto 11 a 10
Il toraceProfondo esattamente la metà dell’altezza al garrese
Testa e corpoLa testa è lunga un quarto della lunghezza del corpo
Muso e testaIl muso è due quinti della lunghezza della testa

I colori dell’Anjing Kintamani-Bali

Anjing Kintamani-Bali tigrato chiaro fotografato di lato

I colori ammessi sono quattro, e lo standard chiude la porta a tutti gli altri: qualsiasi altro colore non menzionato è un difetto eliminatorio.

Il più conosciuto è il bianco, ed è quello con la particolarità più bella: il bordo delle orecchie color biscotto. Un bianco senza quel bordo è accettato ma non preferito, il che vuol dire che quella sfumatura sulle punte è quasi un marchio di fabbrica.

Nei bianchi anche il tartufo ha regole sue: può essere nero o marrone, e il grigio è permesso. In tutti gli altri colori deve essere nero. E lo standard aggiunge una nota che tranquillizza chi si spaventa: il colore del tartufo può schiarirsi con l’età.

Il nero deve essere pieno, con un po’ di bianco ammesso solo su petto, dita e punta della coda. Il fulvo esiste in tutte le sfumature, dal fulvo chiaro al rosso profondo, con la maschera nera preferita.

Il tigrato è fondo fulvo con striature scure o nere, sempre con maschera preferita: è il colore che sorprende chi conosce gli spitz asiatici, dove il tigrato è raro.

Kintamani bianco
Kintamani bianco
Il colore più conosciuto. Il bordo delle orecchie color biscotto è quasi un marchio: senza, il bianco è accettato ma non preferito.
Kintamani nero
Kintamani nero
Nero pieno, con al massimo un po di bianco su petto, dita e punta della coda. Tartufo nero.
Kintamani fulvo
Kintamani fulvo
Ammesse tutte le sfumature, dal fulvo chiaro al rosso profondo. La maschera nera sul muso è preferita.
Kintamani tigrato
Kintamani tigrato
Fondo fulvo con striature scure o nere: il colore che sorprende chi conosce gli altri spitz asiatici.

Sul pelo lo standard usa due parole balinesi, e sono la cosa più caratteristica di tutto il testo. Il mantello è doppio, con sottopelo morbido e corto e pelo di copertura ruvido, di media lunghezza sui fianchi.

Il pelo lungo e ruvido che circonda il collo si chiama badong e forma un collare. Quello lungo sul garrese, che si estende sul dorso, si chiama bulu gumba. Lo standard precisa che entrambi sono più visibili nei maschi: è lì che si legge il dimorfismo sessuale.

La coda deve avere pelo pieno a frange, e un pelo sottile sulla coda è un difetto eliminatorio.

ColoreCome deve essereIl tartufo
BiancoCon il bordo delle orecchie color biscottoNero o marrone, il grigio è permesso
Bianco senza biscottoAccettato ma non preferitoNero o marrone
NeroPieno, con poco bianco ammesso su petto, dita e punta della codaNero
FulvoTutte le sfumature, dal chiaro al rosso profondoNero, con maschera nera preferita
TigratoFondo fulvo con striature scure o nereNero, con maschera nera preferita
Altri coloriDifetto eliminatorioNon previsti
Il badongIl collare di pelo lungo intorno al colloPiù visibile nei maschi
Il bulu gumbaIl pelo lungo sul garrese che si estende sul dorsoPiù visibile nei maschi

La testa, le orecchie e la regola dei dodici mesi

Anjing Kintamani-Bali bianco visto di fronte con le orecchie erette

La testa è a cuneo, con la fronte larga e lo stop moderato. Il muso è forte, a cuneo, che si assottiglia, con labbra aderenti e ben pigmentate e chiusura a forbice con dentatura completa.

Gli occhi sono a mandorla, inseriti in linea orizzontale all’altezza dello stop, neri o marroni, con le palpebre ben pigmentate. Occhi di altro colore sono indesiderabili, palpebre non pigmentate sono un difetto eliminatorio.

Le orecchie hanno la regola più netta di tutto lo standard: sono completamente erette e triangolari, con la punta arrotondata, rivolte in avanti, inserite poco sotto la sommità del cranio e ben distanziate.

E poi la frase che conta per chi compra un cucciolo: le orecchie completamente erette sono obbligatorie dopo i 12 mesi. Un cane con l’orecchio ancora molle a un anno compiuto non è un cane tipico, ed è un difetto eliminatorio.

Nei soggetti bianchi, il bordo dell’orecchio è color biscotto: un dettaglio che si vede già nel cucciolo.

La coda è inserita bassa, al centro della groppa, e la forma ideale è curvata verso l’alto moderatamente. Quella arrotolata è ammessa, ma con un limite preciso: la punta non deve scendere sotto il livello della linea dorsale. Se scende, è un difetto grave.

È una differenza sottile rispetto agli spitz giapponesi come l’Akita Inu o lo Shiba Inu, dove la coda arrotolata sul dorso è la norma. Qui la falce è la forma preferita.

Il carattere dell’Anjing Kintamani-Bali

Anjing Kintamani-Bali nero che gioca con un pupazzo su un prato

Lo standard lo riassume in sei aggettivi: vigile, intelligente, attento, gentile, leale e facile da addestrare. E soprattutto mette la razza in una casella inaspettata per uno spitz primitivo: cane da compagnia.

Quella casella non è di comodo. In Indonesia il Kintamani è il cane di casa: sta nel cortile, conosce la famiglia, avvisa. Non è un cane da caccia, non è un cane da pastore, non è un cane da guardia in senso stretto.

Il tratto che si nota per primo è la vigilanza. È un cane che guarda, che registra chi arriva, che abbaia per segnalare e poi si ferma. Nelle case balinesi è esattamente il lavoro che gli si chiede.

Il secondo è l’indipendenza, ed è quello che chi arriva da un retriever fatica a digerire. Il Kintamani viene da una popolazione che per secoli si è arrangiata da sola: decide, valuta, e non fa le cose solo perché gliele chiedi.

Il terzo è il territorio. Con la sua gente è gentile e leale, con gli estranei è riservato, e con gli altri cani dello stesso sesso può essere poco tollerante. Non è aggressività: è la normalità dei cani primitivi, dagli spitz asiatici al Canaan Dog.

C’è poi una cosa che i balinesi raccontano da sempre e che colpisce chi ne prende uno: questi cani si arrampicano. Su muretti, tetti, alberi bassi. Gli antenati liberi scavavano tane e cercavano punti alti da cui guardare, e quell’abitudine è rimasta.

Un cane così non è difficile, ma è diverso. Se cerchi un cane che vi guardi negli occhi in attesa di ordini, il Kintamani non è quello. Se ti piace un cane che ragiona per conto suo e sceglie di stare con te, allora è un compagno insolito e leale.

Anjing Kintamani-Bali e gli altri spitz asiatici

Guardandolo, la prima reazione è: assomiglia a un Akita più leggero, o a un Korean Jindo, o a uno Shiba grande. La somiglianza è reale, ma la parentela è più lontana di quanto sembri.

Lo studio genetico del 2005 pubblicato sul Journal of Heredity ha confrontato Kintamani, cani di strada balinesi, dingo australiani e nove razze riconosciute dall’American Kennel Club, di origine asiatica o europea, usando 31 marcatori genetici.

Il risultato: il Kintamani è quasi identico ai cani liberi di Bali, con differenze in soli tre punti, ed è più vicino al dingo australiano che a qualsiasi razza riconosciuta. Con le razze asiatiche il legame c’è ma è lontano; con quelle europee non c’è affatto.

Questo smonta una leggenda che a Bali circolava da sempre, cioè che la razza discendesse da un Chow Chow cinese arrivato sull’isola seicento anni fa. Il DNA dice un’altra cosa: il Kintamani è la versione selezionata dei cani che sull’isola c’erano già.

Sul piano pratico, con gli altri spitz asiatici condivide il carattere più che l’origine: indipendenza, vigilanza, poca tolleranza verso i cani dello stesso sesso, attaccamento forte alla propria famiglia. Chi ha avuto un Kai o un Hokkaido si trova in terreno noto.

La differenza più visibile resta la coda: a falce nel Kintamani, arrotolata sul dorso nella maggior parte degli spitz giapponesi. E poi il tigrato, che qui è un colore ufficiale e altrove è raro o assente.

Un ultimo confronto utile è con il Basenji: un’altra razza nata da una popolazione libera e portata dentro la cinofilia ufficiale. Le somiglianze non sono nell’aspetto ma nella testa, cioè in quel modo di ragionare che i cani primitivi hanno e i cani da lavoro europei hanno perso.

Quanto vive un Anjing Kintamani-Bali e di cosa si ammala

Giovane Anjing Kintamani-Bali fulvo con le orecchie erette e la coda a falce

È una razza rustica, e la ragione è nel suo DNA: viene da una popolazione libera con alta diversità genetica, non da un pugno di fondatori. La vita media si colloca intorno ai 12-14 anni.

Non esistono patologie ereditarie documentate come tipiche della razza, e non esiste un programma sanitario ufficiale con esami obbligatori. È il vantaggio delle razze giovani che arrivano da popolazioni naturali: non hanno ancora accumulato i problemi della selezione stretta.

Lo studio del 2005 lo dice esplicitamente, ed è la frase più importante per chi guarda alla salute: il Kintamani si è evoluto dai cani liberi balinesi con poca perdita di diversità genetica. Il rischio, semmai, è per il futuro: più la razza diventa di moda, più le linee si stringono.

C’è però un tema sanitario grosso che riguarda l’isola, non il cane: a Bali la rabbia è endemica dal 2008. Per un cane importato questo significa vaccinazioni, titolo anticorpale e tempi di attesa lunghi prima di poter entrare in Europa.

Sul clima conviene ragionare. Kintamani è un altopiano montano a mille metri, con le notti fresche: questo cane il doppio pelo ce l’ha per un motivo. In Italia sopporta bene l’inverno; è l’umidità e il caldo afoso della pianura d’estate a dargli più fastidio.

Le orecchie erette sono una fortuna: si arieggiano da soli e le otiti sono molto meno frequenti che nei cani con l’orecchio pendente.

Il resto è ordinaria amministrazione: peso sotto controllo, denti, unghie, e due mute all’anno da gestire con la spazzola.

TemaCosa si saCosa chiedere
Diversità geneticaLo studio del 2005 la dà alta: viene da una popolazione liberaDa che linee viene la cucciolata
Malattie di razzaNessuna patologia ereditaria documentata come tipicaSe in famiglia ci sono stati problemi
Orecchie eretteDevono esserlo entro i 12 mesi, altrimenti è difetto eliminatorioCome sono le orecchie dei genitori
RabbiaA Bali è endemica dal 2008: i cani importati devono essere in regolaIl titolo anticorpale antirabbico
ClimaViene da un altopiano tropicale: soffre il freddo umido più del caldoDove ha vissuto il cucciolo
PeloDoppio, con due mute all’anno anche ai tropiciNulla: è manutenzione tua
DentiLo standard chiede la dentatura completa, tranne PM1 e M3Se la chiusura è a forbice
CarattereDifetti eliminatori: aggressivo o eccessivamente timidoDi vedere la madre

A chi è adatto l’Anjing Kintamani-Bali

È adatto a chi ha già avuto un cane primitivo o uno spitz asiatico e sa cosa aspettarsi: indipendenza, vigilanza, decisioni prese in proprio.

È adatto a chi vuole un cane attento che avvisa senza essere un cane da guardia aggressivo: è quello che fa da secoli nei cortili balinesi.

È adatto a chi ha uno spazio esterno recintato bene, alto, perché questi cani scavano e si arrampicano.

È adatto a chi apprezza un cane di taglia media e manutenzione bassa: 13-18 chili, pelo che si spazzola e basta.

Non è adatto a chi cerca il primo cane, o un cane che obbedisca senza discutere.

Non è adatto a chi vive in un appartamento senza uscite frequenti: non è un cane sportivo, ma è un cane che ha bisogno di guardarsi intorno.

E soprattutto, non è adatto a chi lo vuole subito: in Italia non esistono nascite né allevamenti, e portarne uno dall’Indonesia è una pratica lunga.