Anjing Kintamani-Bali
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
L’Anjing Kintamani-Bali in breve
L’Anjing Kintamani-Bali è la razza nazionale dell’Indonesia, uno spitz asiatico nato sull’altopiano dei vulcani di Bali. Misura 49-57 cm i maschi e 44-52 le femmine, per 15-18 e 13-16 kg, ha orecchie erette triangolari, coda a falce e doppio pelo in quattro colori: bianco, nero, fulvo e tigrato. Il carattere, testuale: vigile, intelligente, attento, gentile, leale e facile da addestrare.
Che cane è l’Anjing Kintamani-Bali

È un cane da compagnia primitivo, così lo classifica lo standard, nato nel villaggio di Sukawana a mille metri di quota, sul bordo della caldera del Gunung Batur. Vive nei cortili balinesi da secoli.
Lo riconoscete dal doppio pelo con il collare sul collo, dalle orecchie erette a punta arrotondata e dalla coda a falce, che lo distingue dagli spitz giapponesi con la coda arrotolata sul dorso.
Cosa chiede: circa un’ora al giorno di uscite con tante annusate, una recinzione seria perché scava e si arrampica, una spazzolata a settimana e persone che accettino un cane che ragiona per conto suo.
Cosa lo rende speciale: è la prima razza indonesiana riconosciuta dalla FCI, nel 2019, e uno studio genetico del 2005 ha dimostrato che discende dai cani liberi di Bali e non dal Chow Chow della leggenda.
In Italia non ci sono né nascite né allevamenti: chi lo vuole deve importarlo dall’Indonesia, con la pratica sanitaria completa che serve per un paese dove la rabbia è endemica.
Storia ed origine dell’Anjing Kintamani-Bali

Lo standard è insolitamente onesto: l’inizio del Kintamani-Bali è ancora sconosciuto. Quello che si sa è che gli antenati dei cani liberi di Bali sono arrivati sull’isola circa tremila anni fa, e che gli antichi lontar, i manoscritti balinesi su foglia di palma, citano il kuluk gembrong, un cane dal pelo lungo ritenuto all’origine della razza.
Una data ha contato più di tutte: il 1926, quando per fermare la rabbia venne vietato l’ingresso di cani stranieri a Bali. Il divieto è durato quasi un secolo e ha lasciato la popolazione canina dell’isola chiusa e libera di selezionarsi da sola, sull’altopiano di Kintamani, a mille metri sul bordo della caldera del Gunung Batur.
A Bali si è sempre raccontato che la razza discendesse da un Chow Chow cinese arrivato seicento anni fa. Nel 2005 uno studio pubblicato sul Journal of Heredity da Puja, Irion, Schaffer e Pedersen ha analizzato 31 marcatori genetici e ha smontato la leggenda: il Kintamani è quasi identico ai cani di strada balinesi e più vicino al dingo australiano che a qualsiasi razza riconosciuta.
Il percorso ufficiale comincia nel 1985 con la prima esposizione del club Pantrab insieme all’Università Udayana, e si chiude il 20 febbraio 2019, quando la FCI firma la lettera di riconoscimento: è la prima razza indonesiana ammessa. Oggi si stimano circa 12.000 Kintamani nella sola reggenza di Bangli.
Carattere e descrizione dell’Anjing Kintamani-Bali

È uno spitz asiatico di taglia media: 49-57 cm i maschi, con 53 indicato come preferito, e 44-52 le femmine, con 48 preferito; il peso è 15-18 kg e 13-16 kg. Lo standard è uno dei pochi che detta anche le proporzioni in numeri: corpo e garrese stanno come 11 a 10, il torace è profondo metà del garrese, la testa è un quarto della lunghezza del corpo.
I colori ammessi sono quattro e nessun altro: bianco (col bordo delle orecchie color biscotto), nero, fulvo e tigrato. Il pelo è doppio e ha due nomi balinesi nello standard: il badong, il collare intorno al collo, e il bulu gumba sul garrese, più visibili nei maschi. Le orecchie devono essere completamente erette entro i 12 mesi, altrimenti è difetto eliminatorio.
Il carattere, testuale: vigile, intelligente, attento, gentile, leale e facile da addestrare, e la casella dell’utilizzazione dice cane da compagnia. Nella pratica è un cane primitivo: indipendente, territoriale, che si arrampica su muretti e tetti. Nella pagina trovi anche il confronto con gli altri spitz asiatici e quanto vive.
Addestramento ed educazione dell’Anjing Kintamani-Bali

Lo standard lo dice facile da addestrare, e in parte è vero, ma resta un cane primitivo: collabora se la cosa ha senso per lui, non per farvi piacere. Le richieste devono essere poche e stabili, le sessioni corte e i premi buoni; i metodi coercitivi producono diffidenza, non obbedienza.
Le priorità dei primi mesi sono quattro: la socializzazione, decisiva in un cane vigile e territoriale; la gestione dell’abbaio, che si indirizza e non si cancella; il rapporto con gli altri cani, soprattutto dello stesso sesso; e la messa in sicurezza del giardino, perché questo cane scava e si arrampica.
Serve circa un’ora al giorno, ma di qualità: esplorazione, annusate, cose da risolvere. Le attività che gli calzano sono il nose work, l’attivazione mentale, il dog trekking e il dog parkour, che sfrutta la sua abitudine ad arrampicarsi invece di combatterla.
Il pelo doppio si spazzola una volta a settimana e molto di più nelle mute, e non si tosa mai. Sul clima vale il contrario di quello che si pensa: viene da un altopiano fresco a mille metri, quindi soffre più il caldo umido italiano che l’inverno.
Allevamento dell’Anjing Kintamani-Bali

In Italia l’Anjing Kintamani-Bali non esiste come razza allevata: le banche dati ufficiali non registrano né nascite né allevamenti con affisso, e la razza è riconosciuta dalla FCI solo dal 2019. Chi ne vuole uno deve importarlo dall’Indonesia.
L’importazione non è una formalità. A Bali la rabbia è endemica dal 2008: per entrare in Europa servono vaccinazione, titolo anticorpale e tempi di attesa lunghi. Va messo in conto anche il volo e la pratica veterinaria completa.
Sui prezzi il divario è enorme e racconta bene la situazione: a Bali un cucciolo senza documenti vale poche centinaia di migliaia di rupie, cioè pochi euro, mentre un soggetto con pedigree e genealogia documentata è arrivato a valere venti milioni di rupie. La differenza la fanno i documenti, non il sangue: geneticamente un Kintamani iscritto e un cane di strada balinese distano tre marcatori.
Non esistono programmi sanitari ufficiali né patologie ereditarie documentate come tipiche. Le domande da fare riguardano il pedigree dell’Indonesia Kennel Klub, le orecchie dei genitori, che devono essere erette, e il colore, perché fuori dai quattro ammesse si esce dallo standard.


