Chow Chow
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Chow Chow in breve
Il Chow Chow è il cane-leone cinese, uno dei più riconoscibili che esistano. Misura 48-56 centimetri nei maschi per venti-trentadue chili, ha una lingua nero-bluastra che lo standard definisce caratteristica ed esiste in due varietà di pelo, lungo e corto. I colori ammessi sono sei, sempre monocolore. Il carattere lo descrive una riga sola, la più onesta che abbiamo letto in uno standard: cane tranquillo, buon guardiano. Indipendente, fedele, ma distaccato. Vive 9-12 anni ed è raro in Italia, con 24 allevamenti con affisso.
Il Chow Chow è un cane distaccato, e va saputo prima

Mettiamo questo capitolo per primo perché è il motivo per cui questa razza viene presa e poi, troppo spesso, restituita. Il Chow Chow è il cane più bello che ci sia da guardare, e il suo standard descrive il carattere con una sincerità che quasi nessun altro documento ha.
Quattro parole: indipendente, fedele, ma distaccato. E prima ancora: cane tranquillo, buon guardiano. È tutto lì, e va letto per quello che dice.
Distaccato significa che il Chow non ti viene incontro festoso quando torni a casa, non chiede coccole in continuazione, non riporta la pallina e non cerca la tua approvazione. Sceglie la sua persona, le è profondamente fedele, e poi si fa i fatti suoi. Molti proprietari lo descrivono come un cane felino, ed è un paragone azzeccato.
Se questo è quello che cerchi, il Chow Chow è meraviglioso: è pulito, silenzioso, non abbaia quasi mai, non distrugge niente e in casa occupa uno spazio minimo di attenzione. Chi ama i cani indipendenti non torna più indietro.
Se invece cerchi un cane che gioca, che ti segue, che si entusiasma e che vuole stare in mezzo, questo non è il cane giusto, e nessuna educazione lo cambierà. Non è un difetto: è la razza, ed è scritta nero su bianco nel suo documento ufficiale.
Ci sono poi due cose pratiche che vanno nella stessa direzione. Il Chow è spesso poco tollerante con gli altri cani, soprattutto dello stesso sesso. E con i bambini è paziente ma non ama il contatto continuo: è uno di quei cani a cui i bambini vanno insegnati, più che il contrario.
Storia ed origine del Chow Chow

L’origine ufficiale è la Cina e la FCI lo classifica fra gli spitz asiatici: è una razza di tipo primitivo, la cui forma non è stata disegnata da un club ottocentesco ma si è fissata da sola. In Cina questi cani hanno avuto usi molto concreti, guardia, caccia e traino, e in alcune epoche anche l’utilizzo della pelliccia e della carne: è una parte della storia che non ha senso nascondere.
Sul nome gira una spiegazione commerciale, molto ripetuta e plausibile: chow chow era il termine usato nei registri delle navi mercantili britanniche per le merci varie provenienti dall’Oriente. Va presa per quello che è, una ricostruzione diffusa e non un fatto documentato nello standard.
Quello che è certo è che il Chow arriva in Inghilterra nell’Ottocento ed è lì che comincia la sua carriera da cane da esposizione. La selezione occidentale ha prodotto un cane con la testa più voluminosa, il mantello più abbondante e la struttura più massiccia degli originari, ed è la ragione per cui oggi il capitolo salute di questa razza è quasi tutto legato alla morfologia.
Carattere e descrizione del Chow Chow

Misura 48-56 centimetri nei maschi e 46-51 nelle femmine, per venti-trentadue chili, con una proporzione precisa: la distanza dal garrese al gomito è uguale a quella dal gomito al suolo. L’andatura corta e rigida è tipica della razza e deriva da posteriori poco angolati.
Due cose che quasi nessuno sa. La prima: la lingua nero-bluastra non è solo la lingua, perché lo standard descrive come ideale una bocca completamente nera, palato e labbra compresi, e precisa che il colore può essere più diluito nei cani blu e cerbiatto e più slavato nei crema e bianchi. La seconda: il Chow esiste in due varietà di pelo, lungo e corto, entrambe ufficiali. I colori ammessi sono sei, sempre monocolore e mai pezzati.
Sul carattere lo standard è il più breve e il più onesto che abbiamo letto: cane tranquillo, buon guardiano. Indipendente, fedele, ma distaccato. Quel distaccato è la parola che decide se questa razza fa per te. Nella pagina trovi anche il capitolo salute, che ruota tutto attorno a occhi, articolazioni e caldo.
Addestramento ed educazione del Chow Chow

Bisogna partire da un’accettazione: il Chow Chow non fa le cose per compiacerti. Capisce benissimo, ma valuta. Funzionano premi di alto valore e sessioni brevissime, tre o quattro ripetizioni; non funziona insistere, e i metodi coercitivi con un cane così fiero producono diffidenza permanente.
La cosa da costruire fin da cucciolo è la manipolazione: farsi toccare occhi, orecchie, zampe e bocca. In una razza con i problemi oculari che ha questa, un adulto che non si lascia guardare gli occhi è un problema serio in ambulatorio. E poi la socializzazione, con una regola che vale per tutti i cani distaccati: gli estranei non lo toccano, lo lasciano avvicinare se vuole.
Sul movimento basta poco, passeggiate regolari a passo tranquillo. Il limite vero è il caldo, e attenzione a una tentazione comune: rasarlo d’estate non lo aiuta, perché il doppio mantello isola anche dal calore. Quello che serve è togliere il sottopelo morto spazzolando.
Allevamento del Chow Chow

In Italia è una razza di nicchia stabile: 2.702 cuccioli iscritti in dieci anni, 205 nel 2024, e 24 allevamenti con affisso ENCI, con il Veneto in testa. Non è mai stata una razza di moda esplosiva, ed è una fortuna: le mode, in cinofilia, lasciano sempre danni. Un cucciolo con pedigree e genitori controllati costa fra i 1.200 e i 2.000 euro.
La lista delle verifiche è corta e riguarda quasi tutta la morfologia. Il primo punto sono gli occhi: l’entropion è il problema più segnalato della razza, è doloroso e si opera, quindi la visita dei genitori va chiesta. Poi vengono anche e gomiti, che su un cane compatto e pesante come questo contano. C’è il capitolo dei colori: nello standard ne sono ammessi sei, e nessuno vale più degli altri, quindi un prezzo gonfiato per un colore raro è solo un prezzo gonfiato. Ci sono le iscrizioni ENCI anno per anno, una curva piatta che va benissimo così. C’è il mantenimento e c’è la toelettatura, che su questo mantello non è un dettaglio. E c’è l’avvertimento sugli annunci senza pedigree: con 24 affissi in tutta Italia, un Chow disponibile subito va verificato con attenzione. La pagina serve a scegliere con calma un cane che vivrà dieci anni con te. Con questa razza la fretta è il peggior consigliere.


