Addestramento ed educazione del Chow Chow

Un cane che non lavora per farti piacere: come si imposta

Con il Chow Chow bisogna partire da un’accettazione: questo cane non fa le cose per compiacerti. Lo standard lo definisce indipendente e distaccato, e da lì discende tutto il metodo. Qui trovi cosa si ottiene, come, e cosa non ha senso pretendere.

Sommario

Come si addestra un Chow Chow

Chow Chow presentato in stand

Il Chow è intelligente e capisce benissimo. Semplicemente, valuta. Non ha la voglia di piacere che rende facile addestrare un Golden Retriever, e chi si aspetta quella dinamica resta frustrato in due settimane.

Quello che funziona è il rinforzo positivo con premi di alto valore e sessioni molto brevi, tre o quattro ripetizioni e basta. Quello che non funziona è insistere: un Chow che ha deciso che l’esercizio è finito si allontana, e non c’è modo di riportarlo indietro con la voce.

I metodi coercitivi sono la strada peggiore in assoluto. È un cane fiero, con una soglia di sopportazione bassa per la costrizione fisica, e la forza produce diffidenza permanente.

La cosa che conta, e che va costruita da cucciolo, è la manipolazione: farsi toccare occhi, orecchie, zampe e bocca. In una razza con i problemi oculari che ha questa, un adulto che non si lascia guardare gli occhi è un problema serio in ambulatorio.

La socializzazione, che qui non è opzionale

Lo standard lo definisce buon guardiano, e la diffidenza verso gli estranei è parte del pacchetto. Il lavoro dei primi mesi non è eliminarla, è calibrarla: far incontrare al cucciolo tante persone, situazioni e rumori in modo tranquillo.

La regola che funziona con i cani distaccati è che gli estranei non lo tocchino. Lo lasciano avvicinare se vuole e lo ignorano se non vuole. Costringere un Chow a farsi accarezzare da chi non conosce è il modo migliore per insegnargli che le persone sono un problema.

Con gli altri cani serve realismo: la tolleranza è spesso limitata, soprattutto fra soggetti dello stesso sesso. Gli incontri vanno scelti, e le aree cani affollate non sono il posto giusto per questa razza.

Un adulto ben socializzato resta un cane riservato che valuta e lascia perdere. È il massimo che si può ottenere, ed è più che sufficiente.

Il movimento, il caldo e la spazzola

Il Chow Chow non è un cane sportivo e non ha senso trattarlo come tale: gli bastano passeggiate regolari a passo tranquillo. È uno dei pochi cani di taglia media che sta benissimo con un’ora di camminata al giorno divisa in due uscite.

Chow Chow sulla neve

Il limite vero è il caldo, e su questo non ci sono scorciatoie: doppio mantello foltissimo e muso raccolto sono la combinazione peggiore per le nostre estati. Da maggio a settembre si esce presto la mattina e tardi la sera, mai sotto sforzo nelle ore centrali, e in casa serve un posto fresco.

Attenzione a una tentazione comune: rasare il Chow d’estate non lo aiuta. Il doppio mantello funziona anche come isolante dal calore, e toglierlo espone la pelle al sole e peggiora le cose. Quello che serve è togliere il sottopelo morto spazzolando, non accorciare il pelo di copertura.

Sulla spazzolatura: due o tre volte a settimana tutto l’anno, tutti i giorni durante le mute, arrivando alla pelle. Un mantello così, trascurato, si infeltrisce e crea dermatiti sotto, che in un cane peloso si scoprono tardi.

Se proprio si vuole fare un’attività strutturata, la nose work è quella che gli calza meglio: sfrutta la testa, non richiede sforzo fisico e si può fare in casa. Qualche Chow fa anche agility a livello amatoriale, come nella foto della pagina sull’allevamento, ma è l’eccezione e va fatto senza pretese.