Hokkaido

Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche

L’Hokkaido in breve

L’Hokkaido, chiamato anche Ainu-ken, è il cane giapponese dell’isola omonima, dichiarato monumento naturale nel 1937: 48,5-51,5 centimetri nei maschi e 45,5-48,5 nelle femmine, con orecchie erette, coda arrotolata e un doppio mantello da neve. Sei colori ammessi, fra cui il sesamo. Carattere: resistenza, dignità e semplicità; fedele, docile, molto sveglio e coraggioso. Vive 12-15 anni.

TagliaMedia: 48,5-51,5 cm nei maschi, 45,5-48,5 nelle femmine
Altezza al garrese48,5-51,5 cm nei maschi, 45,5-48,5 cm nelle femmine
PesoLo standard non lo indica: in genere fra i 20 e i 30 kg
Vita media12-15 anni (stima: non esistono studi di razza)
MantoDoppio: pelo esterno duro e diritto, sottopelo soffice e fitto
ColoriSesamo, tigrato, rosso, nero, nero focato, bianco
Livello di energiaAlto: e un cane da caccia primitivo, molto resistente
Adatto aChi conosce le razze primitive: non è un cane per principianti

Che cane è l Hokkaido

Hokkaido bianco in piedi in un bosco

È un cane giapponese di taglia media del gruppo degli spitz, e la sua carta d’identità è tutta nel nome alternativo: Ainu-ken, il cane degli Ainu, il popolo nativo dell’isola di Hokkaido, che lo usava per la caccia all’orso.

Lo riconosci dalla struttura tipica: orecchie piccole, triangolari ed erette, occhi quasi triangolari, coda arrotolata sul dorso e un doppio mantello con sottopelo fitto, pensato per il freddo rigoroso e le forti nevicate.

Il carattere, secondo lo standard: notevole resistenza, dignità e semplicità, fedele, docile, molto sveglio e coraggioso. È un cane riservato con gli estranei, legatissimo alla famiglia e con una testa che valuta le situazioni invece di reagire.

Cosa chiede: due ore al giorno di movimento, una recinzione seria, socializzazione seria da cucciolo e la spazzola tutti i giorni nei periodi di muta. Cosa non fa: il richiamo perfetto in mezzo alla natura.

In Italia è quasi introvabile: quattordici cuccioli iscritti all’ENCI in sei anni e nessun affisso.

Storia ed origine dell Hokkaido

Hokkaido presentato al guinzaglio durante una esposizione

Lo standard racconta che la razza discende dai cani giapponesi di media taglia arrivati con gli emigranti da Honshu verso l’isola di Hokkaido durante l’epoca Kamakura, intorno al XII secolo. È un cenno storico insolitamente circostanziato per un documento FCI, e la pagina lo racconta per intero.

Il secondo nome della razza è Ainu-ken, cioè cane degli Ainu: gli abitanti nativi dell’isola lo usavano per la caccia, anche all’orso, e per quel compito serviva un cane piccolo, coraggioso e capace di tenere a bada un animale enorme senza affrontarlo di petto. La pagina spiega come lavorava. Poi c’è il 1937, anno in cui il Giappone lo dichiara monumento naturale, e in quell’occasione, dice lo standard, prende il nome dell’isola. C’è la tabella delle tappe. C’è il rapporto con gli altri cani nativi giapponesi, che condividono l’origine ma non il percorso. E c’è l’Hokkaido di oggi, raro anche in patria e quasi assente in Italia. Se ti interessa il Giappone cinofilo, questa è la razza che racconta meglio il rapporto fra un popolo e i suoi cani. E anche perché certe razze si proteggono per legge.

Carattere e descrizione dell Hokkaido

Primo piano della testa di un Hokkaido bianco con le orecchie erette

È un cane di taglia media: 48,5-51,5 centimetri nei maschi e 45,5-48,5 nelle femmine, con le proporzioni date come rapporti, dieci a undici. Ha le orecchie piccole, triangolari ed erette, ed è stato dichiarato monumento naturale del Giappone nel 1937, come gli altri cani nativi.

Lo standard ammette sei colori: sesamo, tigrato, rosso, nero, nero focato e bianco. È una tavolozza larga per una razza giapponese, e la pagina li mostra tutti. C’è la testa, con cranio e fronte larghe e leggermente piatte e uno stop poco profondo ma definito. C’è il mantello doppio, con il pelo esterno duro e diritto e il sottopelo soffice, costruito per gli inverni dell’isola più fredda del Giappone. C’è il carattere, dove lo standard usa una frase breve e sceglie ogni parola: cane di notevole resistenza, che mostra dignità e semplicità. La pagina la commenta con quello che dicono gli allevatori. C’è la salute, con una stima di 12-15 anni. C’è la particolarità della lingua, che in questa razza può avere macchie scure. E c’è a chi è adatto. Se ti interessano i cani nativi giapponesi, l’Hokkaido è il meno conosciuto e uno dei più interessanti.

Addestramento ed educazione dell Hokkaido

Hokkaido bianco di profilo su un prato

È un cane primitivo, e la parola docile dello standard non va confusa con facile. Lo standard lo definisce fedele, docile, molto sveglio e coraggioso, ma quel docile va letto con la testa giusta: collabora con chi conosce, non esegue per abitudine. La pagina parte da questa distinzione.

La cosa che conta più di tutte è la socializzazione nei primi mesi: in una razza primitiva non è un’attività fra le altre, è quella che decide che adulto avrai. La pagina spiega cosa fare fra le otto settimane e i sei mesi. Poi c’è il capitolo difficile di tutti i primitivi, il richiamo e l’istinto predatorio: un cane selezionato per lavorare sull’orso e sul cinghiale non torna indietro perché glielo chiedi, quindi il guinzaglio lungo e gli spazi recintati restano strumenti di lavoro. C’è quanto movimento serve, circa due ore al giorno fra corpo e testa, perché lo standard parla di notevole resistenza. Ci sono le attività adatte, dalle escursioni al lavoro di naso. C’è la gestione del pelo doppio e delle mute. Ci sono gli errori tipici, a partire dal prenderlo per la somiglianza con lo Shiba. E c’è la parte sul clima, perché è un cane del nord del Giappone.

Allevamento dell Hokkaido

Hokkaido color crema in posizione di stand

In Italia l’Hokkaido è quasi introvabile: i registri dell’ENCI segnano quattordici cuccioli in tutto fra il 2015 e il 2020 (cinque nel 2015, tre nel 2016, cinque nel 2017, zero nel 2018 e nel 2019, uno nel 2020) e nessun affisso dedicato alla razza.

Chi la cerca deve guardare al Giappone o ai pochissimi allevamenti europei, con una complicazione in più rispetto ad altre razze: essendo un monumento naturale, l’esportazione di cani giapponesi autoctoni è tenuta sotto controllo, e le cucciolate disponibili per l’estero sono poche.

Non diamo quindi una forbice di prezzo italiana, perché sarebbe inventata: il prezzo lo fa l’allevamento estero, a cui vanno aggiunti viaggio, passaporto, antirabbica e pratiche di importazione.

Le domande da fare sono quelle di una razza primitiva: lastre delle anche e controllo delle rotule dei riproduttori, visita oculistica, e soprattutto come vengono cresciuti i cuccioli. In un cane che sarà naturalmente riservato, le prime otto settimane contano quanto la genetica.

Alimentazione

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Attività di un Hokkaido

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Dog Trekking

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Nose Work

Icona attività sportiva per cani Canicross dogsetera

Canicross

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Sleddog

icona Attivazione mentale attività cinofila

Attivazione Mentale