Tatransky Duric
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Tatransky Duric in breve
Il Tatransky Duric, in slovacco Tatransky durič, è un segugio slovacco piccolo, nato dai cuccioli fuori tipo del Slovensky kopov e riconosciuto dalla FCI l’11 febbraio 2026. Misura 38-42 cm nei maschi e 36-40 nelle femmine, ha il corpo rettangolare, le orecchie lunghe che arrivano al tartufo e due varietà di colore, nero focato e rosso. Lo standard lo descrive intelligente, facile da gestire e amichevole con le persone, e insieme coraggioso a contatto con la selvaggina.
Che cane è il Tatransky Duric

È un segugio del gruppo 6, sezione 2, quella dei cani per pista di sangue, riconosciuto con prova di lavoro. La sua utilizzazione, sulla carta, è una parola sola: hound, segugio.
Lo riconoscete dalla taglia piccola unita a un corpo da segugio vero: rettangolare, con l’ossatura forte, il dorso dritto e le orecchie lunghe appoggiate alle guance.
Quanto è grande: 38-42 cm i maschi e 36-40 cm le femmine, per una dozzina di chili. Il peso lo standard non lo prescrive.
Cosa chiede: un’ora e mezza o due al giorno, e soprattutto lavoro col naso. L’andatura che lo standard indica come tipica al lavoro è il trotto.
Cosa lo rende speciale: è la razza più giovane che troverai su questo sito. La prima cucciolata fra due soggetti è dell’ottobre 2014, il riconoscimento FCI è del febbraio 2026.
Un dettaglio che spiega tutto: lo standard chiede che la distanza fra il torace e il terreno sia pari alla metà dell’altezza al garrese. Piccolo sì, ma con le gambe.
Da sapere prima: è un cane amichevole con le persone e non è un cane da guardia. Ma è un segugio, e sulla traccia dà voce.
Da sapere anche: in Italia non è mai nato un cucciolo di questa razza e non esiste nessun affisso.
Storia ed origine del Tatransky Duric

È una delle poche razze di cui si sa l’anno, il posto e la persona. Nasce in Slovacchia orientale, e nasce da una cosa che lo standard FCI racconta: nelle cucciolate del Slovensky kopov, il segugio nazionale slovacco selezionato negli anni Trenta, continuano a comparire cuccioli più piccoli o di colore diverso. Da quei cuccioli qualcuno ha deciso di fare una razza.
Quel qualcuno è Jan Menky, di Michalovce. Il ragionamento era pratico: i territori di caccia si sono ristretti, il cinghiale si è spostato in pianura e in collina, e serviva un segugio che lavorasse su spazi piccoli, stesse in casa e si caricasse in macchina.
Le razze usate sono tre, e sulle pagine di questo sito ci sono tutte: il Slovensky kopov, che deve restare la quota prevalente, il segugio bavarese da sangue, che ci ha messo il naso da traccia, e il bassotto a pelo raso, che ci ha messo la taglia. Lo standard FCI, per la cronaca, non ne nomina nessuna: dice solo che sono stati usati cani di altre razze.
Le date sono poche e precise. Ottobre 2014: la femmina Melisa partorisce dieci cuccioli, ed è la prima cucciolata fra due soggetti della razza. 14 giugno 2016: la federazione cinofila slovacca la approva, e diventa la quinta razza nazionale slovacca. 11 febbraio 2026: il Presidium della FCI, riunito a Roma, la riconosce in via provvisoria.
Nella pagina trovate tutta la storia, il rapporto con il kopov e cosa cambia fra le due razze.
Carattere e descrizione del Tatransky Duric

Lo standard fa una cosa che nei segugi non è scontata: prima elenca le doti da compagnia, poi quelle da caccia. Intelligente, pieno di temperamento, facile da gestire, equilibrato, amichevole con le persone. E solo dopo: voglioso di lavorare e coraggioso a contatto con la selvaggina, tenace, con un grande naso.
Fisicamente è un segugio rimpicciolito: 38-42 cm i maschi e 36-40 le femmine, corpo chiaramente rettangolare, testa elegante e orecchie lunghe che arrivano alla punta del tartufo e non oltre.
C’è una riga dello standard che spiega tutta la razza. Per una migliore attitudine al lavoro, la distanza fra il torace e il terreno deve essere pari alla metà dell’altezza al garrese. Tradotto: piccolo sì, bassotto no. E infatti fra i difetti gravi ci sono il formato troppo lungo e i soggetti pesanti e senza eleganza.
I colori sono due varietà, ed è già una differenza dal kopov, che è ammesso solo nero focato: qui ci sono il nero focato e il rosso, dal fulvo chiaro al rosso cervo. Nel nero focato lo standard descrive perfino una fascia di focatura fra il bianco e il nero degli arti, e la chiama eredità dei vecchi segugi.
Sulla salute non esiste un solo dato, ed è normale: la prima cucciolata è del 2014. Le due cose da guardare vengono dalla genetica di partenza, e sono il dorso e la consanguineità.
E infine a chi è adatto: a chi caccia su territori piccoli, e a chi non caccia ma è disposto a farlo lavorare col naso tutti i giorni.
Addestramento ed educazione del Tatransky Duric

È intelligente e lo standard lo definisce facile da gestire. Il punto non è l’obbedienza, è il naso: quando si accende, il resto passa in secondo piano.
Servono un’ora e mezza o due al giorno, con una buona notizia per chi vive in città: essendo piccolo, una parte del lavoro si fa in poco spazio. L’andatura che lo standard indica come tipica è il trotto, non la corsa.
I tre capitoli veri sono il naso, che va usato e non contenuto, la voce, perché un segugio dà voce sulla traccia calda e questo va messo in conto, e il richiamo, che si costruisce da cucciolo sapendo che un cane su una pista non vi sente.
Le attività giuste sono quelle olfattive: pista di sangue prima di tutto, poi mantrailing e nose work, e il dog trekking per il resto del tempo. Nella pagina trovate come si imposta un cucciolo e perché le discipline di ripetizione non fanno per lui.
Allevamento del Tatransky Duric

In Italia non esiste: zero nascite e zero affissi nei registri dell’ENCI. Con un riconoscimento internazionale arrivato nel febbraio del 2026, sarebbe stato strano il contrario.
Chi lo vuole guarda alla Slovacchia e al Klub chovatelov tatranskych duricov, il club di razza che tiene il libro genealogico e che rilascia i pedigree fin dalla prima generazione. La popolazione è minuscola e non esiste un prezzo di listino: si tratta con il singolo allevatore.
La parte burocratica è la più semplice possibile, perché la Slovacchia è un paese dell’Unione europea: microchip, passaporto europeo e antirabbica in regola, e il cane viaggia in macchina.
Le domande da fare, invece, sono due e sono specifiche di questa razza: il coefficiente di consanguineità, perché i fondatori erano pochi, e il formato dei genitori, perché la deriva verso il cane lungo e basso è il rischio scritto nello standard. Nella pagina trovate tutto, comprese le prove di lavoro.
Tatransky Duric o Slovensky kopov

Sono la stessa famiglia e si somigliano parecchio, ma non fanno lo stesso mestiere e non si scelgono per le stesse ragioni. Lo Slovensky Kopov è il segugio nazionale slovacco, l’unico segugio nato in quel paese: 45-50 centimetri nei maschi, 15-20 chili, ammesso in un colore solo, nero focato. Il suo lavoro è la caccia al cinghiale e ai predatori, e lo si riconosce prima di tutto dal mantello.
Nella sua pagina trovi le prime menzioni scritte, che risalgono al Seicento e al Settecento, e un riconoscimento ufficiale che arriva molto più tardi. C’è lo standard che apre con una riga già chiarissima: sempre nero pieno con focature, costruzione leggera ma ossatura solida. C’è una frase che vale come regalo per chi lo educa: senso della direzione straordinariamente sviluppato. Non risolve il richiamo, ma spiega perché questo cane torna da solo anche da lontano. C’è il capitolo dell’addestramento, costruito su un segugio che lavora in autonomia per ore. E ci sono i numeri italiani, che sorprendono: 1.347 cuccioli iscritti all’ENCI in dieci anni, quindi non è una curiosità dell’Est, è un cane da caccia che in Italia si usa. Il Tatransky Duric, il nostro, lavora invece in montagna e su terreni diversi. Leggerli insieme chiarisce quale dei due serve al tuo tipo di caccia. Si somigliano a guardarli, si distinguono sul terreno.


