Carattere e descrizione del Tatransky Duric
Aspetto, le due varietà di colore e temperamento: il ritratto completo della razza
Il Tatransky Duric è un segugio slovacco piccolo, nato da poco e riconosciuto dalla FCI da pochi mesi. Sulla carta è un cane da caccia in formato ridotto, e sulla carta ci sono anche tutte le precauzioni che i suoi allevatori hanno preso perché piccolo non diventasse storto.
In questa pagina trovate com’è fatto, quanto è grande, le due varietà di colore, il carattere, cosa si sa e cosa non si sa della sua salute, e a chi è adatto.
Sommario
Il Tatransky Duric in breve
Segugio slovacco di 38-42 cm nei maschi e 36-40 nelle femmine, chiaramente rettangolare, con la testa elegante, le orecchie lunghe che arrivano alla punta del tartufo e la coda a sciabola. Due varietà di colore, nero focato e rosso. Lo standard lo definisce intelligente, pieno di temperamento, facile da gestire, equilibrato e amichevole con le persone, e insieme voglioso di lavorare e coraggioso davanti alla selvaggina.
Com’è fatto un Tatransky Duric

La descrizione dello standard sta in una riga e dice quasi tutto: piccolo, leggero di sostanza, con abbastanza spazio fra il torace e il terreno, chiaramente rettangolare, ossatura forte, dorso dritto, collo forte e muscoloso, testa elegante con orecchie lunghe che non superano il tartufo.
Le misure: 38-42 cm i maschi, 36-40 cm le femmine. Il peso lo standard non lo dà, e nella pratica siamo intorno ai dodici chili.
Il formato è rettangolare per scelta: altezza e lunghezza stanno come 1 a 1,25 nei maschi e 1 a 1,35 nelle femmine. È il classico formato da segugio, solo rimpicciolito.
E qui c’è la frase più interessante di tutto il documento. Lo standard scrive che, per una migliore attitudine al lavoro, la distanza fra il torace e il terreno deve essere pari alla metà dell’altezza al garrese. Tradotto: un cane piccolo, sì, ma con le gambe. È la clausola che tiene lontano il modello bassotto, e non è messa lì per caso, visto da dove viene la razza.
Nella stessa direzione vanno i difetti gravi: formato troppo lungo e soggetti pesanti e senza eleganza. Chi ha scritto questo standard sapeva benissimo quali erano i rischi.
Anche il torace segue la stessa logica, e va contro l’istinto di chi guarda i segugi: non troppo largo, sufficientemente profondo, e non è desiderabile un torace troppo profondo. Un cane che deve entrare nel fitto non ci guadagna nulla ad avere il petto che struscia.
Le orecchie sono da medie a lunghe e devono arrivare alla punta del tartufo, mai oltre: orecchie corte o attaccate male sono difetti gravi. La coda arriva al garretto ed è portata a livello del dorso. I piedi posteriori sono senza speroni.
L’andatura tipica al lavoro, dice lo standard, è il trotto. Non è un cane che corre, è un cane che macina.
I colori del manto del Tatransky Duric
Il pelo è ruvido, aderente al corpo, con un discreto lucido, più corto e morbido su testa e arti. La manutenzione è una spazzolata a settimana e finisce lì.
I colori sono due varietà, ed è già una differenza dal cane da cui la razza nasce: il Slovensky kopov è ammesso solo nero focato. Qui c’è anche il rosso, e non per caso: fra i cuccioli fuori tipo che comparivano nelle cucciolate di kopov, quelli di colore diverso sono una delle basi da cui è partita la selezione.
Nel nero focato c’è un dettaglio che quasi nessuno standard si prende la briga di spiegare. Sugli arti, fra la macchia bianca e il nero, resta una fascia di pelo focato: la FCI la registra come eredità dei vecchi segugi. È un segno di provenienza scritto nero su bianco.
Il bianco è ammesso su petto e arti e come macchia in cima alla testa. Nel rosso, una mescolanza di nero è tollerata, e lo è anche una maschera scura sul muso, anche se il colore senza maschera è quello ricercato. Focature scarse o assenti nei nero focato e un rosso troppo chiaro sono difetti gravi.
Il carattere del Tatransky Duric
Lo standard fa una cosa che nei segugi non è affatto scontata: mette in fila prima le doti da compagnia e poi quelle da caccia. Intelligente, pieno di temperamento, facile da gestire. Equilibrato, senza segni di aggressività né di paura verso l’ambiente. Amichevole con le persone.
Solo dopo aggiunge il resto: nonostante il carattere amichevole, è voglioso di lavorare e coraggioso a contatto con la selvaggina. Tenace nel lavoro, con un grande naso e un buon senso dell’orientamento sul terreno.
È il ritratto di un cane pensato per un cacciatore che vive in città e che il cane se lo tiene in casa. Era esattamente l’obiettivo: un segugio che non chieda lo spazio, il cibo e il mezzo di trasporto di un cane grande.
Amichevole con le persone significa anche una cosa in negativo: non è un cane da guardia e non va chiesto che lo diventi. Abbaia perché è un segugio, non perché difende.
Il naso è il capitolo che decide tutto. Un cane con questa genetica, quando prende una traccia, smette di esistere per te. Non è disobbedienza, è quello per cui è stato fatto, e si gestisce con il guinzaglio e con la testa, non con le urla.
In casa, se ha lavorato, è un cane comodo: piccolo, pulito, socievole e senza pretese. Se non ha lavorato, è un segugio annoiato di dodici chili, ed è una cosa che si sente.
Quanto vive un Tatransky Duric e di cosa si ammala
Su questa razza non esiste nemmeno un dato. Non è una lacuna della letteratura: è che la prima cucciolata fra due soggetti di razza è del 2014, e una razza di dieci anni non ha ancora una statistica di longevità.
Quello che si può dire viene dalla genetica di partenza, ed è più utile di una lista copiata da altre razze.
La prima cosa da guardare è il dorso. Fra le razze usate per costruirla c’è il bassotto a pelo raso, e un bassotto porta con sé il rischio dei problemi vertebrali. Chi ha scritto lo standard lo sapeva: da lì vengono la regola della distanza da terra pari a metà dell’altezza e il formato troppo lungo messo fra i difetti gravi. Un cucciolo che sembra un bassotto lungo, in questa razza, non è un bel cucciolo: è un cucciolo fuori tipo.
La seconda è la consanguineità. Una razza nata da pochi fondatori in pochi anni ha un pool ristretto per definizione. Lo standard stesso racconta che, all’inizio, altre razze sono state introdotte proprio per allargare la base ed evitare gli accoppiamenti troppo stretti: è un problema che gli allevatori conoscono e su cui si può fare la domanda giusta.
Per il resto è un cane rustico, di taglia piccola, senza esagerazioni di costruzione, senza pelle in eccesso e senza muso schiacciato. Le razze fatte così, di solito, danno pochi problemi.
A chi è adatto il Tatransky Duric
È un cane da caccia, e conviene dirlo subito. Non nel senso che non possa stare in famiglia, perché lo standard lo descrive amichevole e facile, ma nel senso che il suo motore è il naso e che quel motore chiede di girare.
Sta bene con chi caccia, e in particolare con chi caccia su territori piccoli, che è poi il motivo per cui la razza esiste. In Slovacchia lo usano soprattutto sulla traccia e sul cinghiale.
Sta bene anche con chi non caccia ma lavora col naso: ricerca olfattiva, mantrailing, pista artificiale. Sono attività che gli danno esattamente quello che gli serve.
In appartamento ci sta, ed è una delle poche cose in cui questa razza è più facile delle altre di questo gruppo: dodici chili, pelo corto, niente toelettatura. A patto che esca.
In famiglia funziona: è amichevole con le persone e non ha problemi con i bambini, purché lo si rispetti.
Non è adatto a chi vuole un cane da guardia, a chi pensa di lasciarlo libero in campagna e chiamarlo quando serve, e a chi non ha voglia di dedicargli tempo tutti i giorni. E non è adatto a chi lo cerca perché è raro: una razza di dieci anni si sceglie perché serve quello che sa fare, non perché non ce l’ha nessuno.



