Addestramento ed educazione del Tatransky Duric

Quanto movimento serve, il lavoro col naso e gli sport adatti a un segugio piccolo

Con un segugio non si discute su chi comanda: si discute su cosa gli si dà da fare. Il Tatransky Duric è intelligente e, dice lo standard, facile da gestire. Ma è un cane che lavora col naso, e quando il naso si accende il resto passa in secondo piano.

In questa pagina: quanto movimento serve, come si lavora col naso, come si imposta un cucciolo e quali attività gli calzano.

Sommario

Di quanto movimento ha bisogno

Primo piano della testa di un Tatransky duric rosso, con le orecchie lunghe e arrotondate e lo stop marcato

Un’ora e mezza o due al giorno, come tutti i segugi da lavoro, con una differenza importante: essendo piccolo, una parte del lavoro si può fare in poco spazio, e questo cambia parecchio la vita a chi vive in città.

L’andatura che lo standard indica come tipica al lavoro è il trotto. Non è un cane da corsa: è un cane da distanza, che macina ore alla stessa velocità.

Il terreno vero conta più dei chilometri: sentieri, sottobosco, cambi di pendenza. Con la distanza da terra pari a metà dell’altezza, questo cane nel fitto ci passa e non ci si impasta.

Ma la parte che lo stanca sul serio è il naso. Mezz’ora di traccia fatta bene vale due ore di passeggiata, e su un cane di questa genetica non è un modo di dire.

Il freddo lo regge senza problemi, viene dalle montagne slovacche. Il pelo è corto ma ruvido e ben aderente, ed è quello che serve.

Il naso, la voce e il richiamo

Sono i tre capitoli veri con un segugio, e vanno affrontati sapendo che due dei tre non si eliminano: si indirizzano.

Il naso va usato, non contenuto. Se non gli date tracce voi, se le trova da solo, e quelle che trova da solo sono sempre le peggiori. Ricerca in casa da cucciolo, poi tracce di bocconcini, poi pista artificiale: è il modo per costruire un cane che lavora con te invece che nonostante voi.

La voce fa parte del mestiere. Un segugio dà voce sulla traccia calda e vicino alla selvaggina, e questo cane non fa eccezione. In condominio è una cosa da mettere in conto: si gestisce insegnando presto che l’abbaio a vuoto non serve a niente, e soprattutto non lasciandolo annoiato.

Il richiamo è il punto delicato. Un cane che sta seguendo una traccia non vi sente, e non è un modo di dire. Si lavora da cucciolo in campo chiuso, con rinforzi che valgano, e si accetta l’idea che in un bosco pieno di selvatico il guinzaglio lungo non sia una sconfitta.

Sul metodo: lo standard lo descrive equilibrato, senza paura e amichevole. È un cane con cui la coerenza funziona e la durezza no. Non è un cane duro da educare, è un cane facile da annoiare.

Come si imposta un cucciolo

Con un segugio piccolo i primi mesi si giocano su tre cose: il naso, la solitudine e le regole.

Il naso, subito. Bocconcini nascosti, scatole, tracce di dieci metri in giardino. Non serve un campo e non serve un istruttore: serve che l’abitudine a cercare nasca insieme a lui.

La solitudine, gradualmente. È un cane socievole e lo diventa ancora di più se vive in casa: se non gli insegnate a stare solo, ve lo dirà abbaiando.

Le regole di casa, poche e sempre uguali. È intelligente e impara in fretta anche le scorciatoie.

Il mondo, presto. Città, persone, altri cani, rumori. Lo standard chiede un cane senza paura verso l’ambiente, e un cane senza paura si costruisce facendogli vedere l’ambiente da cucciolo.

Il guinzaglio e, se possibile, una lunghina da subito: è il modo per lasciarlo annusare senza perdere il controllo, ed è la cosa che con un segugio si usa tutta la vita.

Le attività adatte al Tatransky Duric

Tutto quello che si fa con il naso, e poco altro. È una razza riconosciuta con prova di lavoro, e la prova di lavoro dice già dove sta il suo talento.

La pista di sangue è la disciplina che gli calza meglio in assoluto: è il mestiere del segugio bavarese, che è una delle razze da cui viene, ed è quello per cui questo cane è stato costruito.

Il mantrailing e il nose work sono la versione sportiva della stessa cosa, e sono perfetti per chi non caccia.

Il dog trekking gli si addice: piccolo, resistente, con il trotto come andatura naturale.

Quello che non gli si addice sono le discipline di obbedienza formale e di ripetizione. Non perché non le capisca, ma perché in mezzo a un esercizio ripetuto trenta volte troverà sempre qualcosa di più interessante da annusare.