Slovensky Kopov

Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche

Lo Slovensky Kopov in breve

Lo Slovensky Kopov è il segugio nero della Slovacchia, considerato la razza nazionale del paese perché è l’unico segugio nato lì. Misura 45-50 cm i maschi e 40-45 le femmine, per 15-20 chili, ed è sempre nero focato. Lo standard dice che segue una pista calda per ore dando voce, ha un temperamento ardente e un senso della direzione straordinariamente sviluppato. In Italia ne nascono più di cento all’anno.

TagliaMedia, sul piccolo: 45-50 cm i maschi e 40-45 le femmine
Altezza al garreseMaschi 45-50 cm, femmine 40-45 cm
Peso15-20 kg
Vita media12-14 anni
MantoPelo di 2-5 cm, mediamente ruvido e denso, con sottopelo
ColoreUno solo: nero focato, con le focature dal marrone al mogano
Livello di energiaAlto: segue una pista calda per ore, dando voce
Adatto aCacciatori di cinghiale e a chi vive fuori città

Che cane è lo Slovensky Kopov

Slovensky Kopov nero focato di profilo su un vialetto

È un segugio slovacco del gruppo 6, sezione 1.2, riconosciuto con prova di lavoro, e il suo mestiere è la caccia al cinghiale e ai predatori.

Lo riconoscete dal colore, che è sempre lo stesso: nero lucido con le focature dal marrone al mogano. In questa razza è nero tutto, perfino la pelle.

Quanto è grande: 45-50 cm i maschi e 40-45 le femmine, per 15-20 chili. È un segugio piccolo.

Cosa chiede: due ore al giorno fra movimento e lavoro di naso, e possibilmente del bosco sotto le zampe.

Cosa lo rende speciale: una riga del suo standard che non abbiamo trovato in nessun altro, cioè il senso della direzione straordinariamente sviluppato. E una tabella finale che descrive, in centimetri, il cane ideale.

Da sapere prima: abbaia, perché la voce è il suo strumento di lavoro, e ha un temperamento che lo standard chiama ardente.

In compenso è un cane rustico, sano, piccolo abbastanza da starci ovunque e attaccato ai suoi.

Da sapere anche: in Italia non è affatto raro, ma nasce quasi solo da cacciatori.

Storia ed origine dello Slovensky Kopov

Testa di uno Slovensky Kopov nero focato con le orecchie pendenti

Le prime menzioni scritte di questi cani in Slovacchia risalgono al Seicento e al Settecento, e il loro mestiere è sempre stato lo stesso: seguire una pista calda per ore dando voce, sul cinghiale e sui predatori, nei boschi dei Carpazi. Il parente più vicino è la Brandlbracke, il segugio austriaco nero focato.

Il nome è un piccolo enigma: alcune fonti lo collegano al colore, ma l’ipotesi più convincente è l’ungherese kopó, che vuol dire semplicemente segugio, la stessa parola che c’è nell’Erdélyi kopó della Transilvania.

La razza che conosciamo oggi esiste grazie a un uomo: il cinologo Koloman Slimak. Nel 1936 organizzò a Banská Bystrica un’esposizione di selezione, cioè un raduno per far arrivare da tutto il paese i migliori soggetti esistenti e scegliere quelli su cui costruire. Nel 1946 ne organizzò una seconda per verificare se il lavoro aveva funzionato.

Da lì sono arrivati lo standard e il libro genealogico, e nel 1963 il riconoscimento della FCI: lo standard in vigore porta ancora la data del 16 aprile 1963. Il club di razza è nato a Bratislava nel 1988. Nella pagina c’è anche la parte italiana, che sorprende: da noi questa razza è più diffusa di quanto si pensi.

Carattere e descrizione dello Slovensky Kopov

Testa di uno Slovensky Kopov con le focature sopra gli occhi

Lo standard apre con una riga che è già una carta d’identità: sempre nero pieno con focature, corpo di costruzione leggera ma ossatura solida, rettangolo allungato. Misura 45-50 cm nei maschi e 40-45 nelle femmine, per 15-20 chili: è un segugio piccolo, molto più leggero di quanto la fama di cane da cinghiale suggerisca.

In questa razza è nero tutto: tartufo, palpebre, unghie e perfino la pelle, che lo standard descrive dal marrone scuro al nero. Gli assi di cranio e muso sono paralleli, e non divergenti come in quasi tutti gli altri segugi. Il colore ammesso è uno solo, nero focato, e le macchie bianche sono un difetto.

Poi c’è la cosa più insolita: lo standard chiude con una tabella intitolata misure importanti (tipo ideale) e dà i numeri del cane perfetto. Peso 16 kg, maschio 46 cm, testa 22 cm, corpo 55 cm, più tutti gli angoli delle articolazioni. È la scuola cinologica cecoslovacca degli anni Sessanta, la stessa dello Slovensky Cuvac.

Sul carattere il testo è il più corto che abbiamo incontrato, due righe: temperamento ardente. Senso della direzione straordinariamente sviluppato. Quella seconda riga, in uno standard, non l’avevamo mai letta. Vive 12-14 anni ed è una razza senza esagerazioni morfologiche di nessun tipo.

Addestramento ed educazione dello Slovensky Kopov

Slovensky Kopov nero focato presentato a una esposizione svedese

Lo standard dedica al carattere due righe, ma la seconda è un regalo per chi lo educa: senso della direzione straordinariamente sviluppato. Non risolve il problema del richiamo, ma cambia il modo di affrontarlo: un Kopov che si allontana in genere sa dov’è e sa tornare.

Il fabbisogno di movimento è alto: almeno due ore al giorno per un cane che non caccia, con una parte importante di lavoro di naso. Il terreno ideale è il bosco con dislivelli.

Sul richiamo resta la verità di tutti i segugi: su una pista calda perde, e non è un problema di educazione. Si costruisce da cucciolo, si premia sempre il rientro e si mette in conto un collare GPS. Sulla voce non c’è niente da correggere: è lo strumento con cui il cacciatore lo segue senza vederlo.

Con un cucciolo le priorità sono il richiamo, la socializzazione con gli altri cani (lavora in coppia o in piccoli gruppi), il guinzaglio e l’abitudine a farsi controllare piedi e orecchie. Per chi caccia c’è una quinta cosa: l’abitudine al cinghiale si costruisce con cani adulti bravi e con il giubbotto protettivo, mai improvvisando.

Allevamento dello Slovensky Kopov

Slovensky Kopov nero focato al guinzaglio su un piazzale

In Italia lo Slovensky Kopov c’è, e non poco: in dieci anni l’ENCI ha registrato 1.347 cuccioli. Non è una curiosità dell’Est europeo, è un cane da cinghiale che da noi si usa.

La curva è stata stabile a lungo, dai 122 cuccioli del 2015 al picco di 161 nel 2022, e poi è calata: 114 nel 2023 e 91 nel 2024, in linea con tutta la cinofilia venatoria italiana.

Gli affissi registrati sono però soltanto due, uno a Firenze e uno a Roma. Milletrecento cuccioli e due allevamenti significano una cosa sola: le cucciolate le iscrivono i cacciatori, e il posto giusto per cercare un cucciolo è una squadra di cinghialai.

Il prezzo è quello di un cane da caccia: fra i 500 e i 900 euro. Nella pagina trovate cosa chiedere all’allevatore, a partire dal lavoro dei genitori, e cosa guardare in un cucciolo: il colore, perché il bianco è un difetto, e il sottopelo, perché lo standard chiede che non manchi nemmeno d’estate.

Alimentazione

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Attività di uno Slovensky Kopov

icona Nose Work attività cinofila

Nose Work

icona Pista di sangue attività cinofila

Pista di sangue

icona Dog trekking attività cinofila

Dog Trekking

Icona attività sportiva per cani Canicross dogsetera

Canicross