Allevamento del Français Tricolore

La più diffusa delle razze françaises, e in Italia non ne è nato nemmeno uno

In Francia il Français Tricolore è il segugio da muta più usato; in Italia il libro genealogico è vuoto: zero nascite e zero affissi.

In questa pagina: perché i cuccioli non arrivano ai privati, quanto costerebbe mantenerne uno, cosa chiedere se ci si vuole avvicinare e cosa guardare in una cucciolata.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Français Tricolore

In Italia non c’è un prezzo perché non c’è un cane: le API dell’ENCI, sul codice di razza 219, non registrano nascite né affissi.

In Francia i cuccioli nascono negli equipaggi di caccia e restano nel circuito: si scambiano fra equipaggi, non si vendono ai privati. Non esiste quindi un prezzo di mercato affidabile.

Le spese di mantenimento sono quelle di un grande segugio da lavoro: fra 700 e 1.000 euro il primo anno tra vaccinazioni, microchip, sverminazioni ed eventuale sterilizzazione, e 90-130 euro al mese di mantenimento.

La toelettatura non è una voce di spesa – pelo corto e fine – ma orecchie e piedi vanno controllati dopo ogni uscita.

La spesa vera è lo spazio: questi cani vivono in gruppo e hanno bisogno di correre. Chi non può dare quello sta cercando la razza sbagliata.

VoceQuantoNote
Cucciolo in ItaliaNon esisteZero nascite e zero affissi
Cucciolo in FranciaDifficile da comprareI cuccioli restano negli equipaggi
Come si trovaAttraverso gli equipaggi e i clubNon è una razza da annunci
A chi lo dannoA chi caccia in mutaLa domanda è cosa farà il cane
Primo anno700-1.000 euroVaccini, microchip, sverminazioni, sterilizzazione
Mantenimento al mese90-130 euroUn cane da 30-35 kg che lavora
ToelettaturaQuasi zeroPelo corto e fine: spazzola, orecchie e piedi
SpazioIndispensabileQuesti cani vivono in canile, in gruppo

Come funziona il mondo che alleva questi cani

Cavalieri e muta di Français Tricolore in movimento in un grande prato

Un equipaggio è una squadra di caccia con la sua muta, i suoi conduttori e il suo territorio. La muta è un organismo, e i cani si scelgono per farla funzionare.

Un cane da muta non vale per quello che è da solo, ma per come lavora con gli altri: velocità omogenea, voce riconoscibile, carattere compatibile. Per questo gli equipaggi allevano in casa e si scambiano i riproduttori fra loro.

Vendere un cucciolo a una famiglia, in quel sistema, non conviene a nessuno: il cane finisce fuori contesto e l’equipaggio perde un cane utile.

Se qualcuno vi propone un Français Tricolore in Italia, le verifiche sono semplici: pedigree, allevamento di origine, iscrizione al libro genealogico francese. Con zero nascite registrate in Italia, un cucciolo nato qui non esiste.

Attenzione anche alla confusione con altre razze: il Grand Anglo-Français Tricolore è una razza diversa, con più sangue inglese, e così l’Anglo-Français de Petite Vénerie. Tricolore, in Francia, non è un colore: è un nome di razza.

Per chi ama questi cani e vive in Italia, le alternative reali restano il Gascon Saintongeois, il Billy, il Grand Bleu de Gascogne e il Griffon Nivernais.

Cosa guardare in una cucciolata

Il primo controllo è il colore: tricolore con la sella nera e le focature vive o ramate. Il grigio brizzolato, il cosiddetto colore lupo, è ammesso.

Il secondo è la testa: non deve essere fumosa, cioè con il nero sfumato, perché lo standard indica quella caratteristica come segno di incroci col Français Blanc et Noir. E non deve avere nessuna traccia apparente di sangue inglese: cranio troppo grosso, muso corto, orecchie larghe e piatte.

Il terzo sono le orecchie: attaccate a livello dell’occhio, leggermente arrotolate, lunghe fino al tartufo o a due dita da esso. Orecchie corte, piatte o attaccate alte sono difetti.

Il quarto è il tartufo: nero, senza macchie rosa, che lo standard elenca fra i difetti.

Il quinto sono gli arti e i piedi: arti solidi e non sottili, piedi asciutti. Fra i difetti ci sono le zampe mal messe o sottili e i piedi grassi.

Il sesto è il comportamento in gruppo: cuccioli che si avvicinano, curiosi, senza paura. Aggressività e timidezza sono difetti squalificanti anche in questa razza.

E il settimo sono i genitori al lavoro: in una razza da muta l’unica valutazione che conta è quella sul campo, cioè come cacciano e come stanno in muta.