Thai Bangkaew Dog
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Thai Bangkaew Dog in breve
Il Thai Bangkaew Dog è lo spitz del villaggio di Bangkaew, in provincia di Phitsanulok, nel nord della Thailandia. Misura 46-55 cm nei maschi e 41-50 nelle femmine, ha un doppio pelo con il collare e la coda a pennacchio, ed è sempre bianco con macchie. Lo standard lo descrive attento, intelligente, leale, vigile e obbediente, e aggiunge una cosa rara per uno spitz asiatico: è facile da addestrare.
Che cane è il Thai Bangkaew Dog

È uno spitz asiatico del gruppo 5, sezione 5, riconosciuto senza prova di lavoro. E la sua utilizzazione ufficiale, secondo la FCI, è una parola sola: cane da compagnia.
Lo riconoscete dal manto bianco con le macchie, dal collare di pelo su collo e spalle, dalle orecchie piccole ed erette e dalla coda a pennacchio curva sul dorso.
Quanto è grande: 46-55 cm e circa diciotto chili. Il peso lo standard non lo dà affatto.
Cosa chiede: circa un’ora e mezza al giorno e, soprattutto, una socializzazione lunga. È la voce che decide che cane avrai.
Cosa lo rende speciale: fra gli spitz asiatici è quello che collabora di più. Lo standard scrive obbediente e facile da addestrare, e sono parole che in questo gruppo non si leggono quasi mai.
Un dettaglio che sorprende: il colore unito è squalificante. Questa razza è definita dalla pezzatura, e il bianco deve esserci.
Da sapere prima: la sua utilizzazione ufficiale è la compagnia, ma è un cane vigile e in Thailandia la guardia la fa. Con gli estranei è distaccato per natura.
Da sapere anche: in Italia sono nati 35 cuccioli in sei anni e non esiste nessun affisso registrato.
Storia ed origine del Thai Bangkaew Dog

Poche razze hanno un indirizzo così preciso. Questo cane viene dal villaggio di Bangkaew, sul fiume Yom, nel distretto di Bang Rakam, provincia di Phitsanulok, nel nord della Thailandia.
Il cenno storico della FCI racconta l’origine con prudenza: la razza discende da un incrocio fra la cagna bianca e nera di un abate buddista e un cane selvatico oggi estinto. La leggenda locale, quella che in Thailandia si racconta ancora, parla di uno sciacallo dorato: è una bella storia di fondazione, molto radicata, ma senza uno studio che la sostenga, e lo standard non nomina nessun animale.
Il luogo invece è documentato: il monastero di Wat Bangkaew, e come fondatore della razza le fonti thailandesi indicano l’abate Luang Pu Maak. Dopo la prima cucciolata i cani furono incrociati con quelli della comunità Song del villaggio vicino.
La parte verificabile comincia nel 1957, quando parte la selezione moderna. Lo standard usa una formula da notare: selezione a partire da singole cucciolate, cioè una base di partenza molto stretta. Da lì in poi il Bangkaew diventa un simbolo della provincia di Phitsanulok e si diffonde in tutta la Thailandia.
Il riconoscimento internazionale arriva tardi: lo standard FCI è del 14 aprile 2011, l’accettazione definitiva è del 2022, e nel luglio 2023 la razza entra nel programma di conservazione del kennel club americano. In Italia è arrivata nel 2019. Nella pagina trovate tutta la storia.
Carattere e descrizione del Thai Bangkaew Dog

Lo standard usa cinque aggettivi e poi una frase che negli spitz asiatici non si legge quasi mai: attento, intelligente, leale, vigile e obbediente. La razza è facile da addestrare. Può essere leggermente distaccato con gli estranei.
È uno spitz di taglia media costruito nel quadrato, 46-55 cm nei maschi e 41-50 nelle femmine, con le orecchie piccole ed erette, un doppio pelo che forma un collare su collo e spalle e una coda a pennacchio portata curva sul dorso. Orecchie pendenti, coda arrotolata o pelo corto sono tutti difetti squalificanti.
Il colore è la regola che definisce la razza: bianco di fondo con macchie ben definite, in qualsiasi tonalità di limone, rosso, fulvo, tan, grigio o nero. Un cane tutto bianco è un difetto grave, un cane di colore unito con solo qualche segno bianco è squalificato.
Lo standard preferisce le macchie simmetriche sulla testa, che coprono occhi e orecchie, meglio se con il bianco intorno al muso. È il disegno che dà a questa razza la sua faccia.
Sulla salute non ci sono studi: le fonti danno 12-14 anni e citano displasia dell’anca e qualche problema oculare, ma sono segnalazioni divulgative. Il tema vero è a monte, ed è la consanguineità: lo standard stesso dice che la selezione moderna è partita da singole cucciolate.
E infine a chi è adatto: a chi vuole un cane di taglia media molto legato alla famiglia e non cerca un cane socievole con tutti.
Addestramento ed educazione del Thai Bangkaew Dog

C’è una frase dello standard che cambia tutto rispetto agli altri spitz asiatici: la razza è facile da addestrare. È vera, ed è il motivo per cui questo cane è più accessibile di quanto la sua rarità lasci pensare.
Serve circa un’ora e mezza al giorno, con passeggiate lunghe e varie. Lo standard stesso chiede un movimento efficiente e mai esagerato: non è un cane da prestazione, è un cane da resistenza.
Il lavoro vero sta in due punti. Il primo è la socializzazione: lo standard lo descrive leggermente distaccato con gli estranei, e quel leggermente si mantiene solo se il cucciolo vede il mondo per tutto il primo anno. Il secondo è l’abbaio, perché questo è un cane nato per avvisare in un cortile di villaggio.
Le attività giuste sono quelle in cui si lavora insieme: obedience e rally obedience, che su uno spitz sono una sorpresa, più nose work e dog trekking. Nella pagina trovate come si imposta un cucciolo.
Allevamento del Thai Bangkaew Dog

In Italia la razza è appena arrivata: 35 cuccioli in sei anni nei registri dell’ENCI, il primo nel 2019, e zero affissi registrati.
L’andamento dice tutto di una razza nuova: un cucciolo nel 2019, quattordici nel 2020, cinque nel 2021, zero nel 2022, sette nel 2023 e otto nel 2024. Non c’è ancora un allevamento specializzato italiano.
Chi la vuole guarda quindi ai pochi allevamenti europei, soprattutto nei paesi nordici e dell’est, con prezzi fra i 1.200 e i 1.800 euro, oppure alla Thailandia, dove la razza è comune e dove il costo vero diventa il viaggio.
La domanda che su questa razza viene prima delle altre non è una malattia, perché non ce ne sono di documentate: è la consanguineità. Con una popolazione europea piccolissima e una selezione partita da poche cucciolate, il coefficiente della cucciolata e il pedigree su più generazioni sono le cose da chiedere. Nella pagina trovate tutto.


