Carattere e descrizione del Thai Bangkaew Dog
Aspetto, il manto pezzato e il temperamento: il ritratto completo della razza
Il Thai Bangkaew Dog è uno spitz asiatico che viene da un villaggio preciso della Thailandia del nord, e che la FCI classifica in un modo che sorprende: la sua utilizzazione ufficiale è cane da compagnia, e basta.
In questa pagina trovate com’è fatto, quanto è grande, il manto pezzato che definisce la razza, il carattere vero, cosa si sa della salute e a chi è adatto.
Sommario
Il Thai Bangkaew Dog in breve
Spitz thailandese di taglia media, costruito nel quadrato, con le orecchie piccole ed erette, un doppio pelo che forma un collare su collo e spalle e una coda a pennacchio portata curva sul dorso. Misura 46-55 cm i maschi e 41-50 le femmine. Il manto è sempre bianco con macchie: un cane di colore unito è squalificato. Lo standard lo descrive attento, intelligente, leale, vigile e obbediente, e aggiunge che è facile da addestrare.
Com’è fatto un Thai Bangkaew Dog

Lo standard lo descrive come un cane costruito nel quadrato, ben proporzionato, mai basso sulle gambe, con il torace abbastanza largo e profondo. È uno spitz classico, con una proporzione che lo standard fissa in modo secco: lunghezza del corpo e altezza al garrese stanno come 1 a 1.
Le misure sono 46-55 cm nei maschi e 41-50 nelle femmine, date come minimo e massimo. Il peso lo standard non lo dà affatto: nella pratica si sta fra i sedici e i venti chili.
La testa è a cuneo, forte e abbastanza larga ma mai grossolana, con gli occhi a mandorla scuri. Le orecchie sono piccole, triangolari, erette e rivolte in avanti: se sono pendenti il cane viene squalificato.
La coda è moderatamente lunga, ben frangiata e portata con una curva moderata sul dorso. Anche qui lo standard è severo: una coda naturalmente mozza, arrotolata o piegata è squalificante.
C’è poi una riga sul movimento che merita attenzione perché va contro la tendenza dei ring: l’andatura deve essere flessibile e forte, con buona ampiezza e spinta, ma mai con ampiezza, spinta e velocità esagerate. È uno dei pochi standard che chiede esplicitamente di non spettacolarizzare il movimento.
Il manto e i colori del Thai Bangkaew Dog

Il pelo è doppio: copertura dritta e ruvida sopra un sottopelo morbido e denso. Su collo e spalle si allunga e forma il collare, che nei maschi è più marcato che nelle femmine, e la coda porta un pennacchio.
Lo standard mette anche un limite che non tutti gli spitz hanno: il pelo non deve mai essere così lungo da nascondere la forma del corpo. È un cane da villaggio, non un cane da esposizione a pelo gonfio.
Sul colore, invece, questa razza è definita da una regola sola: il bianco di fondo con macchie ben definite. Le macchie possono essere di qualsiasi tonalità di limone, rosso, fulvo, tan o grigio, con o senza le punte dei peli nerastre, al punto che il cane può sembrare tricolore; oppure nere piene.
Qualsiasi forma e distribuzione delle macchie va bene, ma lo standard dice quali preferisce: quelle simmetriche sulla testa, che coprono occhi e orecchie, con o senza maschera scura, e possibilmente con del bianco intorno al muso. È il disegno che dà a questa razza la sua faccia.
I due limiti sono opposti e conviene conoscerli. Un cane tutto bianco o quasi è un difetto grave. Un cane di colore unito con solo qualche segno bianco è invece squalificato. In mezzo ci sta tutta la razza.
La manutenzione è quella di uno spitz: nessuna toelettatura, una spazzolata a settimana e due mute stagionali che si vedono in casa.
Il carattere del Thai Bangkaew Dog

Lo standard usa cinque aggettivi e poi una frase che negli spitz non si legge quasi mai: attento, intelligente, leale, vigile e obbediente. La razza è facile da addestrare. Può essere leggermente distaccato con gli estranei.
Quel facile da addestrare è la cosa più interessante di tutte. Gli spitz asiatici hanno fama, spesso meritata, di essere indipendenti e di trattare i comandi come proposte. Qui la FCI scrive il contrario, e chi ha la razza lo conferma: è un cane che collabora.
Vigile è l’altra parola da leggere bene. La sua utilizzazione ufficiale è solo la compagnia, ma nella pratica in Thailandia questo cane fa la guardia, e la fa bene. Non aggredisce: segnala, si mette fra te e chi arriva e aspetta istruzioni.
Con gli estranei lo standard usa una formula gentile, leggermente distaccato, ed è precisa. Non è un cane ostile e non è un cane pauroso: è un cane che non ha nessun interesse per le persone che non conosce. Chi cerca il cane che fa festa a tutti sta guardando la razza sbagliata.
Con la famiglia, invece, è tutto il contrario: molto attaccato, presente, e con una tendenza a scegliersi una persona di riferimento.
Il punto su cui lavorare, come su tutti i cani da guardia di villaggio, sono gli altri cani. La socializzazione da cucciolo non è facoltativa, e fra maschi la gestione resta una cosa da fare con la testa per tutta la vita.
Quanto vive un Thai Bangkaew Dog e di cosa si ammala
Le fonti di razza danno 12-14 anni. Studi veri, però, non ce ne sono: è una razza arrivata in Europa da pochissimo e i numeri per farli non ci sono ancora.
Quello che si legge in giro sono segnalazioni divulgative, e come tali vanno prese: displasia dell’anca, qualche problema oculare e allergie cutanee. Sono le stesse cose che si dicono di quasi tutti i cani di questa taglia, e nessuna è documentata da uno studio sulla razza.
C’è però una considerazione seria da fare, ed è di popolazione. Questa razza è stata costruita a partire dal 1957 selezionando da poche cucciolate: lo dice lo standard FCI, con la formula selective breeding from single litters. Una base così stretta significa consanguineità, e la consanguineità è il fattore che nei prossimi decenni conterà più di qualsiasi singola patologia.
Fuori dalla Thailandia il problema è anche più concreto, perché i cani importati sono pochi e i riproduttori disponibili ancora meno.
Per il resto è un cane rustico: taglia media, costruzione senza esagerazioni, muso normale, nessuna pelle in eccesso. Le razze fatte così, di regola, danno pochi problemi. I controlli sensati sono quelli standard: radiografie dell’anca dei riproduttori e una visita oculistica.
A chi è adatto il Thai Bangkaew Dog

È un cane più facile di quanto la sua rarità lasci pensare, purché si sappia cosa si prende. La parte facile è l’addestramento, la parte impegnativa è il rapporto con il mondo esterno.
Sta bene con chi vuole un cane di taglia media, pulito, senza toelettatura e molto legato alla famiglia. Con i suoi è un cane comodo.
Sta bene con chi ha una casa con giardino. Non perché non possa vivere in appartamento, ma perché è un cane vigile e in un condominio la vigilanza si trasforma facilmente in abbaio.
Sta bene con chi ha voglia di fare socializzazione sul serio, per tutto il primo anno. È la voce che decide se avrai un cane riservato o un cane diffidente.
Va bene anche a chi non ha una grande esperienza, e questo su uno spitz è raro: lo standard dice obbediente e facile da addestrare, e non è un modo di dire.
Non è adatto a chi cerca un cane socievole con tutti, a chi non sopporta l’abbaio da avviso, e a chi vuole un cane da lasciare libero in mezzo ad altri cani senza pensarci.
E non è adatto a chi lo vuole perché non ce l’ha nessuno. In Italia ne sono nati 35 in sei anni: la rarità è un fatto, non un pregio del cane.

