Spino degli Iblei
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Lo Spino degli Iblei in breve
Lo Spino degli Iblei è il grande cane da guardiania delle greggi della Sicilia sud-orientale, riconosciuto dall’ENCI nel 2015 e inserito nel Gruppo 1 nel 2020. Misura 62-70 cm i maschi e 57-65 le femmine, per 32-50 chili. Ha il pelo lungo e arruffato con la parrucca, i baffi e la barba, e i colori sono bianco-nero, bianco-fulvo o bianco. Lo standard lo definisce impavido, instancabile e incorruttibile, e un perfetto compagno di giochi per i bambini.
Che cane è lo Spino degli Iblei

È un cane da pastore del gruppo 1, ma non nel senso che conduce il gregge: è un guardiano, cioè un cane che vive con le pecore e le difende dai predatori.
Lo riconoscete dal pelo lungo e arruffato, dalla parrucca che gli copre il cranio e quasi gli nasconde le orecchie, e dai baffi e dalla barba sul muso.
Quanto è grande: 62-70 cm i maschi e 57-65 le femmine, per 32-50 chili.
Cosa chiede: un’ora e mezza di camminata al giorno, un territorio da sorvegliare e la spazzola.
Cosa lo rende speciale: è una razza italiana riconosciuta da pochissimo, e il suo standard contiene una frase che nessun altro standard scrive, cioè che questi cani sono resistenti alle malattie perché abituati all’alimentazione molto povera dei pastori.
Da sapere prima: abbaia e fa la guardia, perché è il suo mestiere.
In compenso lo standard è chiarissimo sul resto: con il proprietario presente socializza anche con gli estranei, e con i bambini assume naturalmente un comportamento docile e sottomesso.
Da sapere anche: il numero 906 che vedi accanto al suo nome è un numero italiano, non della FCI. La razza è riconosciuta dall’ENCI, non ancora a livello internazionale.
Storia ed origine dello Spino degli Iblei

I cenni storici dello standard sono corti e onesti: il cane Spino degli Iblei è allevato da secoli nella Sicilia sud-orientale, precisamente sull’altopiano dei Monti Iblei e nell’area circostante fino alla marina. E aggiungono la frase che conta: il criterio di selezione è sempre stato ed è tuttora la protezione di pecore e capre, tanto che i cani di oggi hanno conservato intatta la loro attitudine.
Le fonti di razza risalgono più indietro, fino ai cani pecorai dei Siculi e dei Sicani, e citano due dipinti dell’Ottocento in cui si riconoscerebbe uno Spino: un olio del 1884 di Pasquale Libertini Gravina e uno del 1889 di Francesco Lojacono. Sono letture, non prove, e nella pagina lo diciamo.
Il riconoscimento è recente. L’ENCI ha riconosciuto la razza il 19 novembre 2015, ammettendola al Registro Supplementare Riconosciuti con il numero 906, e il 26 giugno 2020 l’ha inserita nel Gruppo 1. L’associazione che la tutela è il Club del Pastore Siciliano.
Attenzione a un punto tecnico che nella pagina spieghiamo per bene: il 906 non è un numero FCI. È della numerazione nazionale italiana, la stessa del 900 del Segugio Maremmano e del 901 del Segugio dell’Appennino. A oggi lo Spino degli Iblei è riconosciuto in Italia, non dalla FCI.
Carattere e descrizione dello Spino degli Iblei

Lo standard descrive un cane di mole medio-grande, mesomorfo robusto, che sin dal primo sguardo deve dare l’idea di robustezza e rusticità, senza mai apparire tozzo. Misura 62-70 cm nei maschi e 57-65 nelle femmine, per 32-50 chili, e il dimorfismo sessuale deve essere molto evidente.
Il pelo è la sua firma: lungo, arruffato, ondulato ma mai riccio, con una folta parrucca sul cranio, ricche sopracciglia, baffi e barba. Quella parrucca nasconde quasi del tutto le orecchie, e lo standard lo scrive. L’assenza di barba e baffi è un difetto squalificante.
I colori ammessi sono tre: bianco-nero, bianco-fulvo in tutte le gradazioni e bianco. Nei bicolori ci deve essere almeno una macchia bianca al petto, e l’assenza totale di bianco squalifica.
Il capitolo del carattere è fra i più belli che abbiamo letto. Dice che protegge il gregge dagli attacchi di lupi, volpi e cani rinselvatichiti, che è un guardiano impavido, instancabile e incorruttibile, ma che in presenza del proprietario è portato a socializzare anche con gli estranei ed è un perfetto compagno di giochi per i bambini. E scrive una cosa che nessun altro standard scrive: che è resistente alle malattie perché abituato all’alimentazione molto povera dei pastori.
Addestramento ed educazione dello Spino degli Iblei

Con un cane da guardiania la parola addestramento va usata con prudenza: lo Spino degli Iblei è nato per stare con le pecore e decidere da solo. Funzionano la coerenza e le regole poche e sempre uguali; la ripetizione e la durezza no.
Il movimento serve, ma meno di quanto la mole faccia pensare: almeno un’ora e mezza al giorno di camminata vera, perché l’andatura naturale è il trotto e questo cane chiede distanza, non scatti. Quello che gli serve è un territorio di cui occuparsi. Niente sport di salto, per la mole, e attenzione al caldo.
Il lavoro vero è la socializzazione, e comincia il giorno in cui il cucciolo arriva a casa. Qui la razza aiuta: lo standard dice che in presenza del proprietario è portato a socializzare anche con gli estranei, cioè che il tuo giudizio per lui conta. Sfruttatelo.
Con un cucciolo le priorità sono la socializzazione, il guinzaglio insegnato quando pesa ancora poco, l’abitudine alla spazzola e una crescita lenta. E la regola d’oro dei guardiani: non incoraggiare la guardia, arriva da sola. Con i bambini lo standard promette un cane docile, ma la supervisione con un cane da quarantacinque chili non è mai facoltativa.
Allevamento dello Spino degli Iblei

Lo Spino degli Iblei è una razza tutta italiana e piuttosto giovane sul piano dei registri: in dieci anni sono nati 694 cuccioli, con una curva che parte da 25 nel 2015, tocca il picco di 150 nel 2020 e scende a 46 nel 2024.
Il picco del 2020 non è un caso: è l’anno in cui l’ENCI ha inserito la razza nel Gruppo 1, e in quei momenti molti soggetti vengono registrati tutti insieme.
Gli affissi registrati sono sette, e la loro geografia racconta bene la razza: quattro sono in Sicilia, fra Ragusa e Siracusa, gli altri tre a Bologna, Perugia e in provincia di Alessandria. Il cuore resta l’isola, ma lo Spino ha cominciato a uscirne.
Il prezzo di un cucciolo con pedigree sta fra i 700 e i 1.200 euro. Nella pagina trovate cosa chiedere all’allevatore, a partire dalle lastre dei genitori e dal loro carattere, e cosa guardare in un cucciolo: il bianco, che non può mancare, e il pelo, che deve essere lungo e arruffato ma mai riccio.


