Carattere e descrizione dello Spino degli Iblei

Il guardiano dei Monti Iblei: aspetto, la parrucca, i colori, carattere e salute

Lo Spino degli Iblei è il cane da guardiania delle greggi della Sicilia sud-orientale, e il suo standard contiene una parola che vale da sola tutto il capitolo del carattere: incorruttibile.

In questa pagina: com’è fatto, la parrucca, i colori, il carattere e la salute.

Sommario

Lo Spino degli Iblei in breve

Razza italiana, riconosciuta dall’ENCI con il numero di standard 906 e inserita nel gruppo 1 (cani da pastore) nel 2020. Altezza 62-70 cm nei maschi e 57-65 nelle femmine, per 32-50 chili. Il pelo è lungo e arruffato, con una parrucca sul cranio, baffi e barba, e i colori sono bianco-nero, bianco-fulvo e bianco. Protegge pecore e capre dagli attacchi di lupi, volpi e cani rinselvatichiti, ed è un guardiano impavido e instancabile, fermo e incorruttibile.

TagliaGrande: 62-70 cm i maschi e 57-65 le femmine
Altezza al garreseMaschi 62-70 cm (ideale 66), femmine 57-65 (ideale 61)
PesoMaschi 40-50 kg, femmine 32-42 kg
Vita media11-13 anni
MantoPelo lungo e arruffato, da poco a molto ondulato, mai riccio
ColoriBianco-nero, bianco-fulvo in tutte le gradazioni, bianco
Livello di energiaMedia: guardiano instancabile, ma non un cane sportivo
Adatto aChi ha un gregge da proteggere o del terreno da sorvegliare

Com’è fatto uno Spino degli Iblei

Spino degli Iblei bianco e nero visto di lato a una esposizione

Lo standard lo descrive come un cane di mole medio-grande, mesomorfo robusto, armonico, compatto e vigoroso, con ossatura spessa e forte. E aggiunge una frase che è già un ritratto: sin dal primo sguardo deve dare l’idea di robustezza e rusticità, senza mai apparire tozzo.

Le misure sono 62-70 cm nei maschi e 57-65 nelle femmine, con l’altezza ideale indicata in 66 e 61. Il peso va dai 40-50 chili dei maschi ai 32-42 delle femmine.

Lo standard chiede espressamente che il dimorfismo sessuale sia molto evidente: un maschio deve sembrare un maschio a colpo d’occhio.

Le proporzioni sono quattro, e una è insolita: la larghezza del cranio è quasi uguale alla sua lunghezza. È una testa larga, non affusolata. La testa nel suo insieme è lunga circa 4 decimi dell’altezza al garrese, il cranio sta al muso come 3 a 2, e il torace è alto circa il 48 per cento dell’altezza al garrese, mai oltre il 50.

Vista dall’alto, la testa ha la forma di un tronco di cono, con la faccia anteriore del muso molto larga. Gli assi di cranio e muso sono paralleli o solo leggermente divergenti, e la convergenza è una squalifica.

C’è poi un dettaglio da orologiaio da citare, perché racconta con quanta cura è stato scritto questo testo: l’altezza del rafe mediano delle labbra superiori non deve essere maggiore di un terzo dell’altezza del tartufo.

Gli occhi sono ovali, ben distanziati, e l’iride va dall’ocra chiaro al nocciola: è quel colore chiaro a dare allo Spino lo sguardo che ha.

La coda è portata bassa a sciabola quando il cane è fermo e si alza a scimitarra in movimento, anche sopra la linea dorsale, ma mai arrotolata sul dorso.

Sul movimento l’andatura naturale è il trotto, con il dorso fermo, e lo standard aggiunge una frase pratica: il cane non deve mai arrancare.

CosaCosa dice lo standard
AltezzaMaschi 62-70 cm, femmine 57-65 cm
Altezza idealeMaschi 66 cm, femmine 61 cm
PesoMaschi 40-50 kg, femmine 32-42 kg
Il tipoMesomorfo robusto: forte e rustico ma mai tozzo
Il dimorfismo sessualeDeve essere molto evidente
La testaLunga circa 4 decimi dell’altezza al garrese
Cranio e musoIl cranio sta al muso come 3 a 2
Un dato insolitoLa larghezza del cranio è quasi uguale alla sua lunghezza
Il formatoIl corpo è appena più lungo dell’altezza al garrese
Il toraceAlto circa il 48 per cento dell’altezza al garrese, mai oltre il 50
Gli occhiOvali, ben distanziati, con l’iride dall’ocra chiaro al nocciola
Le orecchieNaturali e pendenti, a V, quasi nascosti dal pelo del cranio
La codaA sciabola da fermo, a scimitarra in movimento, mai arrotolata sul dorso
Il movimentoIl trotto, con il dorso fermo, e il cane non deve mai arrancare

La parrucca, i baffi e la barba

Spino degli Iblei bianco e fulvo chiaro visto di profilo

Il pelo di questo cane ha un nome preciso nello standard, ed è un nome che fa sorridere: sul cranio forma una parrucca.

Il testo dice che il pelo di copertura è di buono spessore, arruffato, da poco a molto ondulato senza mai essere riccio, con sottopelo folto, e che è abbondante sia sulla testa sia sul corpo.

Sul cranio forma una folta parrucca e ricche sopracciglia, sul muso baffi e barba. Gli arti sono coperti di pelo lungo sia davanti sia dietro, e la lunghezza massima si raggiunge sul dorso.

Quella parrucca ha una conseguenza che lo standard registra con precisione: le orecchie, che sono naturali, pendenti e a V, risultano poco visibili sia frontalmente che lateralmente per via del lungo pelo ricadente del cranio. In molti soggetti le orecchie semplicemente non si vedono.

E il cranio stesso, dice il testo, può apparire rotondeggiante per via della lunga parrucca, anche se in realtà i suoi profili sono dritti.

Lo standard è severo su questo punto: il pelo corto o riccio è un difetto grave, e l’assenza di barba e baffi o il pelo corto sugli arti sono difetti squalificanti. Uno Spino rasato non è uno Spino.

Sulla manutenzione: spazzolate regolari, di più nei periodi di muta, e attenzione a che il pelo del cranio non finisca dentro gli occhi.

Il mantelloCosa dice lo standard
Il pelo di coperturaSpesso e arruffato, da poco a molto ondulato
Mai riccioIl pelo riccio è un difetto grave
Il sottopeloFolto
Sul cranioForma una folta parrucca e ricche sopracciglia
Sul musoBaffi e barba
Se mancanoL’assenza di barba e baffi è un difetto squalificante
Sugli artiPelo lungo sia davanti sia dietro
Dove è più lungoSul dorso
Pelo corto sugli artiDifetto squalificante

I tre colori dello Spino degli Iblei

I colori ammessi sono tre, e c’è una regola che li governa tutti: il bianco non può mancare.

Bianco e nero
Bianco e nero
Il mantello più classico. Anche i bianco-grigi si considerano bianco-neri.
Bianco e fulvo
Bianco e fulvo
In tutte le gradazioni del fulvo, dal chiarissimo al carico.
Bianco
Bianco
Il mantello completamente bianco è ammesso dallo standard.

Lo standard elenca bianco-nero, bianco-fulvo in tutte le gradazioni e bianco. Aggiunge che i cani bianco-grigi vanno considerati bianco-neri, e che il fulvo carbonato, cioè il fulvo velato di peli scuri, è tollerato.

Nei mantelli bicolori ci deve essere almeno una macchia bianca al petto. E l’assenza totale di bianco è un difetto squalificante: in questa razza un cane tutto nero o tutto fulvo è fuori standard.

Non sono ammessi i mantelli tricolori né quelli tigrati.

C’è una ragione pratica dietro a tutto questo, ed è la stessa dei grandi cani bianchi da guardiania d’Europa: un cane chiaro, in mezzo a un gregge e di notte, si distingue dal predatore.

Il coloreCosa dice lo standard
Bianco-neroUno dei tre colori ammessi
Bianco-fulvoIn tutte le gradazioni
BiancoIl mantello completamente bianco è ammesso
I bianco-grigiSono considerati bianco-neri
Nei bicoloriCi deve essere almeno una macchia bianca al petto
Il fulvo carbonatoTollerato
Tricolore e tigratoNon ammessi
Assenza totale di biancoDifetto squalificante

Il carattere dello Spino degli Iblei

Spino degli Iblei bianco e grigio presentato a una esposizione

Il capitolo del carattere di questo standard è uno dei più belli che abbiamo letto in tutto il nostro elenco di razze poco conosciute, e conviene leggerlo quasi per intero.

Comincia dal mestiere: viene utilizzato per la protezione di greggi dagli attacchi di lupi, volpi e cani rinselvatichiti. In Sicilia i lupi non ci sono più, ma i cani rinselvatichiti sì, e sono il problema numero uno di chi tiene pecore.

Poi arriva la frase che non avevamo mai trovato in nessuno standard: è abituato a vivere senza problemi in ambienti estremi nonostante l’alimentazione molto povera che i pastori somministrano ai loro cani. Per questo motivo è molto resistente alle comuni malattie.

Fermiamoci un attimo. Uno standard di razza che scrive, in un documento ufficiale, che i pastori davano poco da mangiare ai cani, e che è per quello che oggi la razza è così dura: è un’onestà storica che si legge raramente.

Poi il ritratto del guardiano: è un guardiano impavido ed instancabile, fermo e incorruttibile difensore delle greggi a lui affidate. Incorruttibile. In una parola c’è il cane che non si lascia distrarre, non si lascia comprare con un pezzo di pane e non lascia il gregge.

E subito dopo arriva il contrappeso, che è la parte che interessa a chi lo vuole in famiglia: ma in presenza del pastore o proprietario è portato a socializzare anche con gli estranei. È il cane che decide in base a te: se la persona è con te, va bene.

Sui bambini il testo è netto: è un perfetto compagno di giochi per i bambini verso i quali assume naturalmente un comportamento docile e sottomesso.

E chiude con una riga che spiega perché questa razza sta uscendo dalla Sicilia: dimostra spiccata capacità di adattamento a qualsiasi nuovo ambiente.

Le uniche cose che lo standard squalifica sul piano del carattere sono l’aggressività e la timidezza immotivate. Un guardiano che carica senza motivo, o che si nasconde, non è nel tipo.

Cosa dice lo standardCosa significa a casa
Protegge il gregge da lupi, volpi e cani rinselvatichitiÈ un guardiano vero, non un simbolo
Impavido e instancabileNon arretra, e non si stanca
IncorruttibileÈ la parola più bella del capitolo, e descrive un cane che non si compra
Con il pastore presente socializza anche con gli estraneiIl riferimento umano decide chi può passare
Perfetto compagno di giochi per i bambiniCon loro è docile e sottomesso, dice il testo
Spiccata capacità di adattamentoSi abitua a qualsiasi ambiente nuovo
Vive in ambienti estremiE con un’alimentazione poverissima, dice lo standard
Molto resistente alle comuni malattieÈ la conseguenza di quella selezione dura
Aggressivo o timido immotivatamenteSono difetti squalificanti

Quanto vive uno Spino degli Iblei e di cosa si ammala

Vive 11-13 anni. Studi epidemiologici sulla razza non ce ne sono, ma c’è una frase dello standard che va presa sul serio: questo cane è molto resistente alle comuni malattie, e il motivo è la selezione durissima a cui è stato sottoposto per secoli.

Però la rusticità non è un’assicurazione. Le cautele sono quelle di tutti i grandi cani da guardiania.

La prima è la displasia di anca e gomito: i genitori vanno radiografati e le lastre ufficiali si chiedono senza imbarazzo, perché parliamo di un cane che può arrivare a cinquanta chili.

La seconda è la torsione dello stomaco, il rischio di tutte le razze grandi e profonde di torace: pasti divisi e niente sforzi subito dopo mangiato.

La terza riguarda la crescita: un cucciolo che arriverà a quaranta chili o più va fatto crescere piano, senza sovralimentazione, scale o salti nel primo anno.

La quarta è il pelo. Lungo, arruffato e con sottopelo folto: spazzolate regolari, quotidiane nei periodi di muta, e controllo dei nodi dietro le orecchie e sotto le ascelle.

La quinta riguarda gli occhi: la parrucca del cranio scende sugli occhi, e va controllato che il pelo non li irriti.

E infine il caldo. È vero che questa razza viene dalla Sicilia, ma un cane con questo mantello, d’estate, va gestito: ombra, acqua sempre disponibile e uscite presto la mattina e tardi la sera.

AspettoCome sta la razzaCosa si fa
Studi di popolazioneNon esistono indagini pubblicateCi si affida ai controlli dei riproduttori
La rusticitàLo standard la definisce molto resistente alle comuni malattieÈ il risultato di secoli di selezione in condizioni dure
Displasia di anca e gomitoRischio di tutti i cani grandi a crescita lentaLastre ufficiali dei genitori
Torsione dello stomacoRischio delle razze grandi e profonde di toracePasti divisi e riposo dopo mangiato
Il peloLungo, arruffato e con sottopelo foltoSpazzolate regolari, di più nella muta
Il caldoVive in Sicilia, ma un cane così vestito le estati le senteOmbra, acqua e uscite presto e tardi
Gli occhiLa parrucca scende sugli occhiControllare che il pelo non li irriti
Vita media11-13 anniNormale per un cane di questa mole

A chi è adatto lo Spino degli Iblei

È adatto a chi ha qualcosa da fargli sorvegliare. Un gregge, un’azienda agricola, un terreno: questo cane è nato per stare fuori a guardare, e in quel ruolo è felice.

È adatto a chi conosce i cani da guardiania e sa che decidono da soli.

È adatto alla famiglia in campagna: lo standard è esplicito sui bambini, e sulla capacità di socializzare con gli estranei quando c’è il proprietario.

È adatto a chi vuole un cane rustico, che non si ammala per niente e che si adatta a qualsiasi ambiente.

Non è adatto all’appartamento: per la mole, per il pelo e per il mestiere.

Non è adatto a chi lascia il cane da solo tutto il giorno senza niente da fare. Un guardiano senza compiti diventa un guardiano che si inventa i compiti.

Non è adatto a chi ha i vicini a venti metri: è un cane che segnala, ed è il suo lavoro.

Non è adatto a chi non vuole occuparsi del mantello.

E non è adatto a chi lo prende perché è raro. È un bel cane e una bella storia, ma dietro c’è un guardiano da cinquanta chili che i cani rinselvatichiti li ha affrontati per.