Smoushound Olandese
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Lo Smoushound Olandese in breve
Lo Smoushound Olandese, in olandese Hollandse Smoushond, è il piccolo cane barbuto che a metà Ottocento prendeva i topi nelle scuderie di Amsterdam. Misura 37-42 cm i maschi e 35-40 le femmine, per 7-11 chili, ha il pelo ruvido e spettinato ed è sempre giallo. Lo standard lo definisce affettuoso, allegro, amichevole e di spirito libero. La razza si era estinta nel 1949 ed è stata ricostruita dal 1973 partendo da meticci.
Che cane è lo Smoushound Olandese

È un cane da compagnia del gruppo 2, sezione 1.3, cioè il gruppo dei pinscher e degli schnauzer. Lo standard lo classifica come companion dog, e il suo vecchio mestiere era prendere i topi nelle stalle.
Lo riconoscete dal pelo giallo e spettinato, dai baffi e dalla barba, e dagli occhi grandi e rotondi che lo standard definisce molto tipici della razza.
Quanto è grande: 37-42 cm i maschi e 35-40 le femmine, per 7-11 chili.
Cosa chiede: un’ora al giorno di uscite, giochi di naso e due o tre sedute di stripping all’anno.
Cosa lo rende speciale: la sua storia. È una razza che si è estinta nel 1949 e che una signora olandese ha ricostruito dal 1973 partendo da meticci che le somigliavano. Lo scrive lo standard FCI in chiaro.
Da sapere prima: il pelo deve sembrare trasandato, ed è una richiesta dello standard, non una scusa.
Da sapere anche: con criceti e conigli il passato da cacciatore di topi si sente ancora.
In compenso è un cane amichevole, allegro e non facile da spaventare: adatto anche a chi prende il primo cane.
Storia ed origine dello Smoushound Olandese

È una delle storie più belle di tutto il nostro elenco, e la racconta lo standard stesso. A metà Ottocento, fra l’alta borghesia olandese, andava di moda avere un cane che seguisse la carrozza e prendesse i topi nelle stalle. All’origine, dice il testo, ci sarebbe lo schnauzer giallo.
Il dettaglio più bello: un commerciante di cani di Amsterdam vendeva questi cani come cani da stalla del gentiluomo ai frequentatori della borsa merci. Non un club, non un allevatore: un venditore che aveva capito il suo mercato. Il nome diventò poi smous, cioè barba ruvida, per distinguerlo dal Griffone di Bruxelles.
Il primo standard è del 1905 e porta la firma del conte Henri van Bylandt, l’autore della prima grande enciclopedia illustrata delle razze. Poi arriva la parte che rende questo standard un documento raro: l’ultima cucciolata fu registrata nel libro genealogico olandese nel 1949. La razza, semplicemente, finisce.
Nel 1973 la signora H.M. Barkman van der Weel decise di ricostruirla, e lo standard scrive come: cominciò con meticci che somigliavano al vecchio smoushond olandese. Le fonti aggiungono che buona parte del lavoro fu fatta con incroci di Border Terrier. Club dal 1978, standard rivisto nel 1980, riconoscimento FCI nel 1981.
Carattere e descrizione dello Smoushound Olandese

Lo standard descrive un cane a pelo ruvido, vivace, attivo, forte e di costruzione quadrata, alto 37-42 cm nei maschi e 35-40 nelle femmine, per 7-11 chili. Aggiunge una precisazione che si legge di rado: alle femmine è concessa una lunghezza del corpo leggermente maggiore. Il muso è lungo la metà del cranio.
La testa è la sua firma, e lo standard lo dice con una parola sola: la guarnizione è molto caratteristica, cioè baffi, barba e sopracciglia. Gli occhi marrone scuro, grandi e rotondi, sono definiti molto tipici della razza, e le orecchie, quando il cane è attento, piegano le punte in avanti contro le guance.
Il pelo deve essere ruvido, duro, dritto e con un aspetto trasandato: è una richiesta, non una licenza. Lungo 4-7 cm, con il pelo delle zampe rivolto all’indietro, e va gestito con lo stripping. Il colore ammesso è solo il giallo, con preferenza per il paglia scuro.
Sul carattere lo standard dice tutto in una riga: affettuoso, allegro, amichevole e di spirito libero, vivace ma non nervosamente iperattivo né facile da spaventare. Quelle due negazioni finali valgono oro in un cane piccolo. Vive 12-15 anni.
Addestramento ed educazione dello Smoushound Olandese

Con questa razza l’educazione è la parte facile. Lo standard descrive un cane amichevole e non facile da spaventare, e su una base così si lavora bene: rinforzo positivo, sessioni brevi, regole poche e sempre uguali. L’unica cosa da mettere in conto è quello spirito libero: se una richiesta gli sembra senza senso, contratta.
Il fabbisogno di movimento è quello di un cane piccolo ma rustico: un’ora al giorno di uscite vere, e nessun problema con le camminate lunghe. Quello che conta di più, però, è la testa: giochi di ricerca, cibo nascosto, nose work. Il passato da cacciatore di topi si vede subito.
Due attenzioni pratiche. La prima sono i piccoli animali: davanti a uno scoiattolo o a un roditore questo cane smette di sentirvi, ed è normale per quello che è stato. La seconda è la solitudine, da insegnare per gradi, perché è un cane da compagnia che vive con i suoi.
E poi c’è il pelo, che con questa razza fa parte dell’educazione: un cucciolo va abituato presto alla spazzola e allo stripping, perché lo farai due o tre volte l’anno per i prossimi quindici anni. Niente forbici e niente tosatrice.
Allevamento dello Smoushound Olandese

In Italia lo Smoushound Olandese non c’è: l’ENCI non registra nascite e non risultano affissi. La popolazione è concentrata nei Paesi Bassi, dove la razza è tutelata dalla Hollandse Smoushonden Club dal 1978.
Il prezzo di un cucciolo con pedigree è quello olandese: fra i 1.200 e i 1.800 euro, con una lista di attesa praticamente obbligata, perché le cucciolate sono poche.
C’è una ragione in più, con questa razza, per passare dal club: è un cane ricostruito a partire dagli anni Settanta, e il lavoro sulla popolazione è tuttora seguito da vicino. Chi alleva sul serio lo fa dentro quel sistema.
Nella pagina trovate cosa chiedere e cosa guardare in un cucciolo. Le cose che contano di più sono il colore, perché qualsiasi tinta diversa dal giallo è indesiderabile, e il pelo, perché deve essere ruvido e spettinato: un mantello riccio, lanoso o troppo morbido non è nel tipo.
Le razze che hanno a che fare con lui

Nella storia dello Smoushound Olandese compaiono tre razze, e tutte e tre hanno la loro pagina sul sito. Lo Schnauzer, nella sua vecchia varietà gialla, è quello che le fonti mettono all’origine. Il Griffone di Bruxelles è l’altro piccolo cane barbuto d’Europa, quello da cui il nome smous doveva distinguerlo. E il Border Terrier è la razza che, secondo le fonti, ha dato una mano nella ricostruzione del dopoguerra.
Nella pagina del Griffone trovi un cane da 3,5-6 chili, pelo ruvido, colore rosso, barba e un muso lungo un centimetro e mezzo. È uno dei tre piccoli belgi che condividono un solo standard e si distinguono soltanto per pelo e colore, e la pagina spiega come riconoscerli. C’è una storia con i nomi dei primi due cani iscritti, Topsy e Foxine, registrati nel 1883 nel libro genealogico belga con i numeri 163 e 164. C’è il capitolo dell’educazione, che parte da un rischio comune a tutti i cani da cinque chili: che nessuno gli insegni niente perché tanto è piccolo. Ci sono i numeri italiani, 436 cuccioli registrati dall’ENCI in dieci anni e tredici affissi, cioè il più diffuso dei tre belgi. E c’è la salute, che su un muso così corto è un capitolo da leggere prima di innamorarsi della faccia. Mettere in fila Smoushound, Schnauzer e Griffone serve a capire da dove arriva quel tipo di cane barbuto di città. Sono strade diverse verso lo stesso risultato, nate in paesi vicini nello stesso secolo. La pagina del Griffone è il pezzo che chiarisce meglio la parentela.


