Storia ed origine dello Smoushound Olandese

Il cane da stalla del gentiluomo, la borsa di Amsterdam e una razza rinata dai meticci

Questa è una delle storie più belle di tutto il nostro elenco di razze poco conosciute, e la cosa straordinaria è che la racconta lo standard stesso, senza abbellirla: una razza che si è estinta e che è stata ricostruita partendo da meticci.

In questa pagina: la borsa di Amsterdam, il nome, il primo standard del 1905, l’estinzione e la ricostruzione.

Sommario

I cani da stalla del gentiluomo

Stampa ottocentesca di uno Smoushond Olandese seduto

Lo standard apre con una scena precisa: a metà del Diciannovesimo secolo era molto di moda, fra l’alta borghesia olandese, avere un cane che seguisse cavalli e carrozza e che prendesse i topi nelle stalle.

Nell’immagine: una stampa del 1888 conservata al Rijksmuseum. Di questa razza esistono più incisioni ottocentesche che fotografie moderne.

Sull’origine il testo è onesto: benché l’origine della razza sia incerta, si ritiene generalmente che lo schnauzer giallo sia stato uno dei cani all’origine della razza. Il giallo, nello schnauzer di oggi, non esiste più.

E poi arriva il dettaglio che rende questa storia diversa da tutte le altre: un commerciante di cani di Amsterdam vendeva questi cani come cani da stalla del gentiluomo ai frequentatori della borsa merci di Amsterdam.

Fermiamoci un attimo. Non un allevatore, non un club, non un cacciatore: un venditore, che aveva capito il suo mercato e aveva inventato il nome giusto per venderlo agli uomini d’affari che uscivano dalla borsa.

Il nome gentleman’s stable dog dice tutto di quel momento: un cane utile, che prende i topi, ma con un tocco di eleganza. Esattamente quello che serviva a chi aveva le scuderie e voleva sembrare pratico.

Il nome, e da cosa doveva distinguerlo

Acquaforte del 1892 con uno Smoushond Olandese seduto

Lo standard racconta anche come è nato il nome, e la ragione è più interessante di quanto sembri.

Il testo dice: presto il nome cambiò in ‘smous’, cioè barba ruvida. Questo serviva a distinguerlo dal Griffone di Bruxelles.

Il Griffone di Bruxelles è l’altro piccolo cane barbuto d’Europa, e a metà Ottocento la confusione doveva essere concreta. Dare un nome diverso a un cane serve, prima di tutto, a spiegare che non è quell’altro.

Sul significato della parola smous in olandese c’è però una cosa che va detta, perché è documentata: era anche un termine dispregiativo usato verso gli ebrei. Proprio per questo, oggi, le fonti preferiscono ricondurre il nome della razza alla parola smousbaard, cioè baffi e barba, che è anche la spiegazione che dà lo standard FCI.

Il primo standard della razza è del 1905, e lo firmarono tre nomi che lo standard riporta ancora oggi: H.A. conte di Bylandt, A. Woltman Elpers e L. Seegers.

Il primo dei tre merita una nota: il conte Henri van Bylandt è l’autore di Hondenrassen, la grande enciclopedia illustrata delle razze canine pubblicata nel 1897, uno dei libri fondativi della cinofilia europea. Nello stesso anno del primo standard nasce anche il primo club di razza, con l’obiettivo dichiarato di registrare il piccolo cane da stalla prima che sparisse.

L’estinzione del 1949 e la ricostruzione

Fotografia del 1915 di uno Smoushond Olandese, allora chiamato wire haired Dutch terrier

Qui arriva la parte che rende questo standard un documento raro. Poche righe, scritte senza giri di parole, che raccontano la morte e la resurrezione di una razza.

Nella foto: un esemplare in una fotografia del 1915. In inglese la razza si chiamava allora wire haired Dutch terrier.

Il testo dice: dopo un lungo periodo in cui popolarità e disinteresse si sono alternati, l’ultima cucciolata fu registrata nel libro genealogico olandese nel 1949.

Il 1949. Dopo la guerra, quando in Olanda c’era ben altro a cui pensare, la razza semplicemente finisce. Nessun cane iscritto, nessun club attivo, nessuna cucciolata.

Poi, ventiquattro anni dopo: nel 1973 la signora H.M. Barkman van der Weel prese l’iniziativa di ricostruire la razza. Cominciò con meticci che somigliavano al vecchio smoushond olandese.

È questa la frase da leggere due volte. Non partì da cani con pedigree, perché non ce n’erano più. Partì da meticci: cani senza documenti, trovati in giro, che avevano la testa giusta, il pelo giusto e il colore giusto.

Le fonti aggiungono un dettaglio che lo standard non riporta: buona parte della ricostruzione fu fatta usando incroci di Border Terrier.

Dal 1978 la razza è tutelata dalla Hollandse Smoushonden Club, nel 1980 lo standard del 1905 è stato rivisto e nel 1981 è arrivato il riconoscimento pieno della FCI.

Conviene dire una cosa, per chiudere. In cinofilia si discute molto su cosa sia una razza pura. Lo Smoushound Olandese è un cane che oggi ha uno standard FCI, un club e un libro genealogico, e che cinquant’anni fa era un gruppo di meticci scelti da una signora perché somigliavano a delle vecchie fotografie. Non è un difetto della razza: è come funziona, quando funziona.

QuandoCosa succede
Metà OttocentoFra la borghesia olandese va di moda un cane che segue la carrozza
Il mestiereAccompagnare cavalli e carrozza e prendere i topi nelle stalle
All’origineSi ritiene che ci sia lo schnauzer giallo
Il commerciante di AmsterdamLi vendeva come cani da stalla del gentiluomo
A chiAi frequentatori della borsa merci di Amsterdam
Il nomeDiventa presto smous, cioè barba ruvida
PerchéPer distinguerlo dal Griffone di Bruxelles
1905Primo standard, scritto dal conte di Bylandt con Woltman Elpers e Seegers
1949Viene registrata l’ultima cucciolata nel libro genealogico olandese
1973La signora H.M. Barkman van der Weel decide di ricostruire la razza
Da cosa parteDa meticci che somigliavano al vecchio smoushond
1978Nasce la Hollandse Smoushonden Club che tutela la razza
1980Lo standard del 1905 viene rivisto
1981Riconoscimento pieno della FCI