Smalandsstovare
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Lo Smalandsstovare in breve
Lo Smalandsstovare è il più antico e il più piccolo dei segugi svedesi, e ha una particolarità che nessun altro segugio europeo ha: può nascere con la coda corta, e lo standard lo ammette. Misura 46-54 cm i maschi e 42-50 le femmine, ed è nero o marrone fegato, sempre con le focature. Caccia lepre e volpe da solo, e lo standard lo definisce calmo, amichevole, fedele e ardente. In Svezia nascono circa 60 cuccioli l’anno.
Che cane è lo Smalandsstovare

È un segugio svedese del gruppo 6, sezione 1.2, riconosciuto con prova di lavoro. Caccia lepre e volpe, e lo standard precisa che non è un cane da muta e non si usa sul cervo.
Lo riconoscete dal formato quasi quadrato, raro in un segugio, dal mantello nero focato e, molto spesso, dalla coda corta di nascita.
Quanto è grande: 46-54 cm i maschi e 42-50 le femmine, per una quindicina di chili.
Cosa chiede: due ore al giorno fra movimento e lavoro di naso, meglio se nel bosco.
Cosa lo rende speciale: la coda. Lo standard ammette sia quella lunga sia quella naturalmente corta, e cita perfino la bear-tail, il codino a orso. Non si parla di amputazione: nascono così.
Un dettaglio che non abbiamo trovato in nessun altro standard: fra i difetti squalificanti c’è il distacco. Un cane freddo con le persone, in questa razza, viene squalificato.
Da sapere prima: abbaia, perché la voce è il suo strumento di lavoro, e su una traccia parte.
Da sapere anche: in Italia non ne nascono, e in Svezia sono circa sessanta all’anno. Chi lo vuole si mette in lista.
Storia ed origine dello Smalandsstovare

I cenni storici di questo standard sono fra i più concreti che abbiamo letto. Nell’Ottocento nella contea dello Smaland esisteva una grande varietà di segugi, e alcuni di loro discendevano da segugi tedeschi, polacchi e baltici che avevano accompagnato i soldati di ritorno dalle grandi guerre svedesi (1611-1718). A quei cani si aggiunsero i cani da fattoria di tipo spitz dello Smaland e qualche segugio inglese.
Il risultato non era uniforme: cambiavano la taglia, il colore e la lunghezza della coda. E c’è la riga da cui nasce l’identità della razza: alcuni cani nascevano con la coda corta.
Alla prima esposizione canina svedese, nel 1889, fra i 444 cani presentati c’erano già alcuni Smalandsstovare. All’inizio del Novecento partì il lavoro per recuperare la razza, concentrato soprattutto sulla varietà a coda corta: il nome che ricorre è quello del barone Frederik von Essen, nella contea di Jonkoping. Nel 1921 arrivarono insieme il riconoscimento dello Svenska Kennelklubben e il primo standard.
Intorno al 1950 la razza rischiò di sparire per consanguineità, e gli allevatori immisero cani di tipo simile ma di origine sconosciuta: l’ultima volta fu con la revisione del 1952. Ha funzionato: fra il 1994 e il 2008 uno studio genetico del club svedese non ha trovato nessuna patologia specifica della razza. Oggi in Svezia nascono circa sessanta cuccioli l’anno.
Carattere e descrizione dello Smalandsstovare

Lo standard descrive un cane robusto ma con un aspetto in qualche modo elegante, alto 46-54 cm nei maschi e 42-50 nelle femmine, con l’altezza ideale indicata in 50 e 46. Il formato è la sua particolarità: è quasi quadrato, cosa rarissima in un segugio, e lo standard chiede perfino il pelo denso fra le dita, dettaglio da cane costruito per la neve.
La firma della razza è la coda: lo standard ne ammette due, quella lunga e quella naturalmente corta, la stumpy tail, e cita anche la bear-tail, il codino a orso. Non si parla di amputazione: questi cani nascono così, e già nell’Ottocento succedeva.
I colori sono nero focato e marrone fegato focato, con le focature dall’ambra a un auburn caldo. Nei cani marroni il tartufo è marrone scuro e gli occhi sono più chiari, nocciola. Piccole macchie bianche sono ammesse su petto e dita.
Sul carattere lo standard usa quattro parole: calmo, amichevole, fedele e ardente. E ne aggiunge una fra le squalifiche che non abbiamo trovato in nessun altro standard: il distacco. Un cane freddo con le persone, in questa razza, è squalificato. Vive 12-15 anni.
Addestramento ed educazione dello Smalandsstovare

Lo standard comincia il capitolo del carattere con la parola calmo e mette il distacco fra i difetti squalificanti: due indicazioni preziose per chi lo educa. È un cane con cui si lavora di pazienza e rinforzo positivo, senza nessuna durezza.
Il fabbisogno di movimento è quello di un segugio: almeno due ore al giorno, con una parte importante di lavoro di naso. Il terreno ideale è il bosco: è un cane compatto, costruito per il folto più che per il galoppo in pianura.
Sul richiamo vale la verità di tutti i segugi, su una traccia calda perde, ma c’è un punto a favore scritto nell’utilizzazione: non è un cane da muta. Lavora da solo, e il suo riferimento resta la persona con cui esce. Si costruisce comunque da cucciolo e si mette in conto un collare GPS.
Con un cucciolo le priorità sono il richiamo, la socializzazione con le persone, il guinzaglio e l’abitudine a farsi controllare piedi e orecchie. E il consiglio che con i segugi funziona sempre: usare il naso come premio.
Allevamento dello Smalandsstovare

Lo Smålandsstövare è una razza rara anche in Svezia: presso lo Svenska Kennelklubben si registrano in media sessanta cuccioli l’anno, e non è un numero che cresce. In Italia la razza non c’è affatto. Per un cucciolo con i documenti in regola si parla di 900-1.400 euro in Svezia, con lista d’attesa.
La parte difficile, con questa razza, non è il prezzo: è entrare in contatto con chi alleva. Le domande giuste sono due e riguardano il pedigree e il lavoro: con sessanta cuccioli l’anno il rischio di consanguineità è concreto, quindi si guardano più generazioni, e si chiede che cosa cacciano i genitori, perché in Svezia questa razza è ancora un cane da lepre e volpe. La pagina spiega come muoversi con i club svedesi e cosa mettere in conto fra viaggio e documenti. Ci sono i numeri, confrontati con quelli degli altri tre segugi svedesi. C’è il mantenimento. C’è la parte su cosa comporta portare in Italia un cane nordico da caccia che qui non ha il suo lavoro. E c’è il confronto con le razze più accessibili per chi cerca qualcosa di simile. Se ti interessa il più antico dei segugi svedesi, la pagina ti dice come arrivarci.
Gli altri segugi svedesi

La Svezia ha quattro segugi riconosciuti, e li abbiamo raccontati tutti: messi in fila spiegano bene come si è cacciato in quel paese. L’Hamiltonstövare è il più diffuso e il più grande, il segugio nazionale svedese, tricolore, dai 49 ai 61 centimetri e dai 23 ai 27 chili. Caccia lepre e volpe da solo, non in muta, e dà la voce quando è sulla pista. La sua storia comincia quando cade il divieto che riservava la caccia col segugio a reali e nobiltà, e i contadini si costruiscono il cane che serve a loro.
Lo Schillerstövare è il fratello che oggi combatte con un problema genetico serio, e nella sua pagina il punto è spiegato senza giri di parole. Il Drever è il piccolo a zampe corte, nato per rallentare il selvatico invece di inseguirlo. Lo Smålandsstövare, il nostro, è il più antico e il più piccolo dei quattro. Le quattro razze condividono lo stesso mestiere e lo stesso terreno, ma non lo stesso modo di lavorare, ed è lì che si capisce la differenza. Nella pagina dell’Hamiltonstövare trovi le misure precise, il carattere descritto dallo standard e i numeri italiani, che raccontano una razza quasi assente da noi. C’è anche il capitolo dell’addestramento, che con un cane selezionato per decidere da solo è la parte più onesta. Se stai scegliendo fra un segugio svedese e l’altro, leggerli insieme è il modo più rapido per non sbagliare. La differenza, spesso, non è il cane: è il tipo di caccia che hai in mente.


