Storia ed origine dello Smalandsstovare
I soldati che tornavano dalle guerre, i cani di fattoria e la coda corta
I cenni storici di questo standard sono fra i più concreti che abbiamo letto: niente leggende, ma soldati che tornano dalla guerra con dei cani, cani di fattoria di tipo spitz e una grande varietà di segugi in una sola provincia svedese.
In questa pagina: le origini, la coda corta, il riconoscimento del 1921 e i numeri di oggi.
Sommario
I segugi dello Smaland e le grandi guerre

Lo standard apre con una fotografia della situazione: una grande varietà di segugi esisteva nella contea dello Smaland durante il Diciannovesimo secolo.
Nell’immagine: Stovare jagande rav i hostlandskap, un dipinto di Bruno Liljefors del 1883. Non raffigura uno Smalandsstovare identificato, ma un segugio svedese all’inseguimento di una volpe: è il mondo in cui questa razza si è formata.
Poi il testo spiega da dove venivano quei segugi, e la spiegazione è di quelle che si ricordano: alcuni, i cui antenati venivano da segugi tedeschi, polacchi e baltici, avevano accompagnato i soldati che tornavano nello Smaland dalle grandi guerre (1611-1718).
Quel secolo di date è l’epoca dell’impero svedese, quando gli eserciti del nord attraversavano l’Europa. Quando i soldati tornavano a casa, con loro tornavano anche i cani presi lungo la strada.
A quei segugi lo standard aggiunge due ingredienti locali: i cani da fattoria di tipo spitz dello Smaland e qualche segugio inglese. Da quel miscuglio nasce lo Smalandsstovare.
Il risultato, all’inizio, era tutt’altro che uniforme: la taglia e il colore variavano, così come la lunghezza della coda. Alcuni erano neri focati, altri rossi o gialli. Le macchie bianche erano comuni.
E poi la riga da cui è nata tutta l’identità di questa razza: alcuni cani nascevano con la coda corta.
Il 1921, il barone e la coda

La razza compare presto nelle cronache cinofile svedesi: alla prima esposizione canina svedese, nel 1889, fra i 444 cani presentati ce n’erano 189 di tipo segugio, e fra questi alcuni Smalandsstovare.
Nell’immagine: la medaglia d’oro dello Svenska Kennelklubben, con l’effigie di re Gustavo V, conservata alla Livrustkammaren di Stoccolma. È il club che nel 1921 ha riconosciuto questa razza.
All’inizio del Novecento parte il lavoro serio: grandi sforzi furono fatti per ristabilire il vecchio Smalandsstovare, soprattutto la varietà a coda corta.
Il nome che ricorre nelle fonti svedesi è quello del barone Frederik von Essen, che nella contea di Jonkoping selezionò i soggetti a coda corta. È grazie a lui se oggi la coda mozza è il tratto tipico della razza.
Nel 1921 arrivano insieme due cose: il riconoscimento dello Svenska Kennelklubben e il primo standard. Il primo cane iscritto al libro genealogico si chiamava Skoj av Myren.
Conviene notare che quel primo standard, pur nascendo da un lavoro concentrato sulla coda corta, ammetteva entrambe le code, corta e lunga. Lo standard di oggi fa esattamente la stessa cosa, cento anni dopo.
Il salvataggio del 1950 e i numeri di oggi
Come tante razze nordiche a bassa diffusione, lo Smalandsstovare ha avuto il suo momento critico, e la soluzione che gli allevatori hanno scelto merita di essere raccontata.
Intorno al 1950 la razza rischiava di sparire, o di collassare per consanguineità. Gli allevatori decisero allora di immettere sangue nuovo, aggiungendo cani di tipo simile che in alcuni casi non avevano un pedigree.
È una scelta che in cinofilia fa sempre discutere, ma è anche quella che ha salvato più razze di qualsiasi altra. La revisione dello standard del 1952 è stata l’ultima volta in cui cani di origine sconosciuta hanno potuto essere registrati come Smalandsstovare.
Il risultato, a distanza di settant’anni, si può misurare: fra il 1994 e il 2008 il club di razza svedese ha fatto analizzare geneticamente un ampio campione di cani e non ha trovato nessuna patologia genetica specifica della razza.
Oggi lo Smalandsstovare resta però una razza rara anche in patria: presso lo Svenska Kennelklubben si registrano in media sessanta cuccioli l’anno. Negli Stati Uniti è riconosciuta dallo UKC dal 2006 con il nome di Smaland Hound.
In Italia non c’è: l’ENCI non registra nascite di questa razza e non risultano affissi.
Un’ultima nota per chi vuole confrontarla con le sorelle. La Svezia ha altri tre segugi riconosciuti, e li abbiamo raccontati tutti: l’Hamiltonstovare, il più diffuso, lo Schillerstovare, che oggi lotta con un problema genetico serio, e il Drever, il piccolo segugio a zampe corte. Lo Smalandsstovare è il più antico e il più piccolo dei quattro.

