Hamiltonstövare
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
L’Hamiltonstövare in breve
L’Hamiltonstövare è il segugio nazionale svedese, un cane tricolore di taglia media che caccia lepre e volpe da solo: 53-61 centimetri nei maschi e 49-57 nelle femmine, per 23-27 chili. Prende il nome dal conte Adolf Patrik Hamilton, fondatore del Kennel Club svedese. Carattere amichevole, senza sbalzi d’umore. Vive intorno ai 12-15 anni.
Che cane è l Hamiltonstövare

È un segugio svedese di taglia media, e la sua definizione ufficiale contiene già tre informazioni preziose: segugio che dà la voce, utilizzato per la caccia alla lepre e alla volpe. Non è un cane da muta e non lo si usa mai per cacciare il cervo.
Lo riconosci dal tricolore: la sella nera su dorso e fianchi, il fulvo su testa, orecchie e arti, il bianco nella lista sul muso, al petto e ai piedi. Il pelo è ruvido e corto, senza frange.
Il carattere sta in quattro parole dello standard, amichevole, senza sbalzi d’umore, ed è il prodotto del suo lavoro: un cane che caccia da solo per ore deve essere equilibrato e tornare a fine giornata.
Cosa chiede: due ore al giorno fra movimento e naso, una recinzione seria e la pazienza di convivere con una voce importante. Cosa non fa: la guardia, e il richiamo perfetto quando ha agganciato una pista.
In Italia non è allevato: nei registri dell’ENCI non risultano cucciolate né affissi. Chi lo cerca guarda alla Svezia o al Regno Unito.
Storia ed origine dell Hamiltonstövare

La storia di questa razza comincia con una data politica: 1789, l’anno in cui in Svezia cade il divieto che riservava la caccia col segugio a reali e nobiltà. I segugi in Svezia erano noti dal Cinquecento, ma per tre secoli erano stati un privilegio. Quando il divieto cade, quei cani si diffondono fra i contadini e comincia la selezione che porterà alla razza.
La data di nascita ufficiale è il 1886, alla prima esposizione canina svedese, dove furono presentati circa 189 segugi. Da lì parte il lavoro del conte Adolf Hamilton, fondatore del kennel club svedese, che dà il nome alla razza e ne fissa il tipo a partire da due cani, Pang e Stella. La pagina racconta la vicenda con le date e i nomi. C’è il riconoscimento ufficiale e il cambio di denominazione avvenuto nel Novecento. C’è la composizione della razza, con i foxhound inglesi e i segugi tedeschi alla base. E c’è l’Hamiltonstövare di oggi: il segugio più diffuso della Svezia e uno dei simboli cinofili del paese, praticamente sconosciuto fuori dalla Scandinavia. Se ti interessa come nascono le razze nazionali, questa parte da una legge sulla caccia.
Carattere e descrizione dell Hamiltonstövare

Misura 53-61 centimetri nei maschi (ideale 57) e 49-57 nelle femmine (ideale 53), per 23-27 chili. Lo standard lo vuole ben proporzionato, con grande forza e vigore ma mai pesante, e chiede che le differenze fra maschio e femmina siano ben evidenti: nei maschi il collo ha la linea superiore nettamente arcuata.
Il pelo è ruvido, non troppo corto, senza frange. Il colore è solo il tricolore, e lo standard dice esattamente dove va ciascun colore: nero su collo, dorso, fianchi e sopra la coda; fulvo (dall’oro al bruno rossastro) su testa, orecchie e arti; bianco nella lista sul muso, al petto, in punta alla coda e ai piedi. Il mantello bicolore è un difetto.
Il carattere sta in quattro parole: amichevole, senza sbalzi d’umore. È un cane che caccia da solo, non in muta, e che gli allevatori hanno selezionato perché rifiuti la traccia del cervo. Nella pagina trovi anche il confronto con i segugi norvegesi e quello che si sa della salute.
Addestramento ed educazione dell Hamiltonstövare

La base è buona: un cane amichevole, senza sbalzi d’umore, sveglio e disponibile. Il problema è che è stato selezionato per decidere da solo, e i proprietari lo descrivono spesso come testardo. La pagina parte da questa combinazione, che è tipica dei segugi scandinavi e va capita prima di cominciare.
Le priorità da cucciolo sono quattro e valgono per ogni cane da seguita: socializzazione ampia nei primi mesi, condotta al guinzaglio, richiamo giocato ogni giorno e abitudine alla manipolazione. Poi c’è il capitolo centrale: questo è un cane costruito per allontanarsi, caccia da solo per ore, anche a chilometri dal conduttore, e rientra quando ha finito. Il richiamo si costruisce sapendo questo, e il guinzaglio lungo resta uno strumento di lavoro. C’è la voce, che è parte del mestiere. C’è quanto movimento serve: due ore al giorno fra movimento e testa, con un’andatura da passeggiata lunga più che da corsa, perché è un cane da resistenza. Ci sono le attività per chi non caccia, dalle tracce al mantrailing. Ci sono gli errori tipici. E c’è la parte sulla vita in famiglia, dove è tranquillo e affettuoso. Se vuoi un segugio svedese, qui trovi come impostarlo.
Allevamento dell Hamiltonstövare

In Italia l’Hamiltonstövare non è allevato: i registri dell’ENCI non riportano cucciolate iscritte e non risulta nessun affisso dedicato alla razza. Non è un giudizio sul cane, è una conseguenza del fatto che qui non si caccia come in Svezia.
Dove la razza vive è la Svezia, dove è il segugio più diffuso del paese; ci sono allevamenti anche in Finlandia e nel Regno Unito, che ha un club di razza attivo. Il prezzo, quindi, lo fa l’allevamento estero: dare una forbice italiana sarebbe inventarsela.
Le pratiche per portarlo in Italia da un paese UE sono le solite: microchip, passaporto europeo, vaccinazione antirabbica e i tempi di attesa previsti. Le domande da fare a un allevatore sono quelle di sempre: lastre di anche e gomiti dei riproduttori, carattere della madre, cuccioli cresciuti in mezzo alle persone e consegna non prima dei 60 giorni.
Sul mantenimento siamo su cifre normali per un cane da venticinque chili molto attivo: 60-90 euro al mese, con una toelettatura minima, perché quel pelo ruvido e corto chiede solo una spazzolata a settimana.


