Storia ed origine dell Hamiltonstövare
Dal privilegio dei nobili al segugio nazionale svedese
La storia di questa razza comincia con una data politica: 1789, l’anno in cui in Svezia cade il divieto per i contadini di cacciare. Fino ad allora la caccia col segugio era un privilegio di reali e nobiltà.
Da lì in poi i cani si diffondono fra la gente comune, e un secolo dopo un conte con la passione della cinofilia mette insieme la razza che oggi porta il suo nome. Qui dentro: Pang e Stella, l’esposizione del 1886 e il nome arrivato nel 1921.
Sommario
I segugi svedesi prima della razza

Lo standard lo dice in una riga: i segugi erano conosciuti in Svezia fin dal 16° secolo. Ma per tre secoli sono stati cani di pochi: fino al 1789 cacciare col segugio era riservato ai reali e alla nobiltà.
Quando verso la fine del Settecento cade il divieto per i contadini di cacciare sul territorio, quei cani escono dalle tenute nobiliari e si diffondono fra la gente comune. È l’inizio della cinofilia svedese come la conosciamo.
Il quadro qui accanto è di Bruno Liljefors, il grande pittore naturalista svedese, e risale al 1883: mostra segugi che cacciano una volpe in un paesaggio autunnale, tre anni prima dell’esposizione da cui nasce ufficialmente la razza.
Sull’origine il documento ufficiale è prudente: si pensa che il segugio di Hamilton nasca da un miscuglio di segugi provenienti sia dalla Germania del sud e dalla Svizzera, che di foxhound e harrier.
Pang, Stella e il conte Hamilton

La data di nascita della razza è il 1886, alla prima esposizione canina svedese, dove furono presentati circa 189 segugi. Fra loro un maschio di nome Pang e una femmina di nome Stella.
Entrambi appartenevano al conte Adolf Patrik Hamilton, ufficiale di cavalleria e fondatore del Kennel Club svedese. Quella coppia è considerata l’origine della razza.
All’inizio questi cani si chiamavano semplicemente Segugi Svedesi. Il nome Segugio di Hamilton arriva nel 1921, per rendere omaggio all’uomo che aveva creato la razza.
È una storia che dice molto della cinofilia scandinava: non nasce dalla corte o dai grandi equipaggi di caccia, ma da un’esposizione, da un registro e da un club. Il riconoscimento internazionale della FCI arriverà nel 1955.
Il dipinto qui accanto, sempre di Liljefors, è del 1894: sono gli anni in cui la razza sta prendendo forma.
L Hamiltonstövare oggi
Oggi l’Hamiltonstövare è il segugio più diffuso della Svezia e uno dei simboli cinofili del paese. Fuori dalla Scandinavia è raro, anche se nel Regno Unito ha un club di razza attivo e una piccola comunità di appassionati.
Il modo di cacciare non è cambiato: il cane lavora da solo, cerca lepre e volpe, dà voce quando trova e riporta la selvaggina verso il cacciatore. Ed è ancora selezionato per non seguire il cervo.
In Italia la razza non è allevata: nei registri dell’ENCI non risultano cucciolate iscritte e non c’è nessun affisso dedicato. Non è una razza in pericolo, è semplicemente una razza legata a un tipo di caccia che qui non esiste.
Chi lo vuole guarda quindi alla Svezia, alla Finlandia o al Regno Unito, con tutte le implicazioni pratiche del caso.

