Allevamento dell Hamiltonstövare
In Svezia e il segugio più diffuso, in Italia non c e
Questa razza vive un paradosso: in Svezia è il segugio più diffuso del paese, in Italia non risulta allevata. I registri dell’ENCI non riportano cucciolate iscritte e non c’è nessun affisso dedicato.
In questa pagina: cosa comporta prenderlo all’estero, quali domande fare a un allevatore e perché una forbice di prezzo italiana, qui, sarebbe inventata.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Hamiltonstövare
Non esiste un prezzo italiano perché non esistono cucciolate italiane. È bene dirlo chiaramente: qualunque cifra presentata come prezzo dell’Hamiltonstövare in Italia è una stima inventata.
Il prezzo lo fa l’allevamento estero, e i paesi da cui si parte sono la Svezia, la Finlandia e il Regno Unito, dove esiste un club di razza attivo. A quello si aggiungono il viaggio, il passaporto europeo, la vaccinazione antirabbica e i tempi previsti per lo spostamento fra paesi.
C’è poi il costo invisibile: l’attesa. In Svezia le cucciolate vanno soprattutto a chi caccia, e questo è un bene per la razza anche se è un ostacolo per chi la vuole come cane di famiglia.
Sul mantenimento non ci sono sorprese: 60-90 euro al mese per un cane da venticinque chili molto attivo, e una toelettatura minima, perché il pelo ruvido e corto chiede solo una spazzolata a settimana.
Cosa chiedere a un allevatore
Le domande non cambiano perché l’allevamento è all’estero: cambiano la lingua e la distanza. Anzi, proprio perché non puoi passare di lì un pomeriggio, conviene farne qualcuna in più.
Sui controlli sanitari: lastre di anche e gomiti dei riproduttori. Non esistono test del DNA specifici di razza, e questo è di per sé un dato rassicurante: nelle fonti serie non risultano malattie ereditarie caratteristiche.
Sul carattere: chiedi di vedere la madre e, se possibile, video del padre. Lo standard mette fra i difetti eliminatori il cane molto riservato o pauroso, quindi una madre timorosa è un segnale da prendere sul serio.
Sulla linea: questa è una razza da lavoro e le cucciolate nascono in gran parte fra cacciatori. Se il cane andrà in famiglia, ditelo, e chiedi quale cucciolo della cucciolata sarebbe adatto a una casa senza caccia.
Poi le condizioni minime: cuccioli cresciuti in mezzo alle persone, consegna non prima dei 60 giorni, microchip e documenti in regola, e la possibilità di restare in contatto con l’allevatore dopo la consegna.
L Hamiltonstövare in Italia: perché non ci sono numeri
Le pagine di questo sito, quando parlano di allevamento, si appoggiano ai dati dell’ENCI: cuccioli iscritti anno per anno e affissi attivi. Per l’Hamiltonstövare quei dati sono vuoti: nessuna nascita registrata nel decennio, nessun affisso.
Non è un errore di ricerca ed è una situazione comune a molte razze nordiche: sono cani legati a un modo di cacciare, quello scandinavo con il segugio solitario, che in Italia non si pratica.
Per chi cerca un cane con caratteristiche simili senza andare all’estero, in Italia le alternative sono i segugi nostrani e le razze da seguita più diffuse, che qui hanno popolazioni vere e allevatori raggiungibili.
Se invece è proprio l’Hamiltonstövare che vi interessa, la strada esiste: passa dai club di razza scandinavi o britannici, richiede tempo e un viaggio, e va affrontata sapendo che state prendendo un cane da caccia con tutte le esigenze del caso.

