Carattere e descrizione dello Smalandsstovare
Il segugio svedese con la coda corta: aspetto, colori, carattere e salute
Lo Smalandsstovare è il più antico e il più piccolo dei segugi svedesi, e ha una particolarità che nessun altro segugio europeo ha: può nascere senza coda, e lo standard lo ammette esplicitamente.
In questa pagina: com’è fatto, la storia della coda, i colori, il carattere e la salute.
Sommario
Lo Smalandsstovare in breve
Razza svedese, gruppo 6 sezione 1.2 (segugi di taglia media), standard FCI 129, con prova di lavoro. Altezza 46-54 cm nei maschi e 42-50 nelle femmine, con l’altezza ideale indicata in 50 e 46. Il colore è nero o marrone fegato, sempre con le focature. Caccia lepre e volpe, e lo standard precisa che non è un cane da muta e non si usa sul cervo. Il carattere è calmo, amichevole, fedele e ardente. In Svezia nascono circa 60 cuccioli l’anno.
Com’è fatto uno Smalandsstovare

Lo standard lo descrive come un cane robusto ma con un aspetto in qualche modo elegante, forte senza essere pesante, con il pelo ruvido e la coda naturalmente corta o lunga.
Le misure sono 46-54 cm nei maschi e 42-50 nelle femmine, e come in molti standard nordici viene indicata anche l’altezza ideale: 50 cm e 46. Fuori dai limiti è una squalifica.
Il formato è la prima cosa che distingue questo cane dagli altri segugi: è quasi quadrato. La stragrande maggioranza dei segugi europei è nettamente più lunga che alta, e un formato quadrato in un cane da seguita è quasi una contraddizione. Non lo è: è un cane compatto, costruito per un terreno difficile e per lavorare da solo.
La profondità del corpo è quasi uguale a metà dell’altezza al garrese, e la testa ha una proporzione semplice da controllare: la distanza dalla nuca allo stop è uguale a quella dallo stop al tartufo.
Le orecchie hanno un dettaglio che le rende riconoscibili: sono attaccate piuttosto alte e leggermente sollevate sopra la linea del cranio quando il cane è attento. Non sono orecchie molli da bracco: si alzano.
Sono anche corti per un segugio: lo standard li vuole un po’ più corti della distanza fra la loro attaccatura e la metà del muso.
Il movimento è parallelo, potente e molto coprente.
Un’ultima nota che dice da dove viene questo cane: lo standard chiede che il pelo sia denso anche fra le dita e i cuscinetti. È una precisazione da cane che lavora sulla neve.
La coda corta, la firma della razza
Se c’è una cosa che rende lo Smalandsstovare unico fra i segugi europei, è la coda. Lo standard ne ammette due, e non come varianti tollerate: come alternative pari.
La prima è la coda lunga, attaccata in linea con il dorso, dritta o leggermente a sciabola, che arriva appena ai garretti. Lo standard ammette anche code lunghe la metà.
La seconda è la coda naturalmente corta, quella che in inglese si chiama stumpy tail. E il testo aggiunge una terza possibilità con un nome da ricordare: è ammessa anche la bear-tail, il codino a orso.
Attenzione a una cosa importante: non si parla di amputazione. Questi cani nascono così. I cenni storici dello standard sono espliciti: già nell’Ottocento, fra i segugi dello Smaland, alcuni cani nascevano con la coda corta.
All’inizio del Novecento, quando si è deciso di recuperare la razza, il lavoro si è concentrato soprattutto sulla varietà a coda corta, ed è per questo che oggi la coda mozza è considerata il tratto tipico dello Smalandsstovare. Il primo standard, del 1921, ammetteva però entrambe, e le ammette ancora.
In movimento, dice il testo, è preferibile che la coda non venga portata sopra la linea del dorso, e una coda portata alta è un difetto.
I colori dello Smalandsstovare
I mantelli ammessi sono due, e in entrambi i casi ci sono sempre le focature.
Il primo, e quello che si vede quasi sempre, è il nero focato. Il secondo è il marrone fegato, sempre con le focature, ed è molto più raro.
Nei cani marroni lo standard fa due precisazioni che negli altri standard non ci sono: il tartufo è marrone scuro invece che nero, e gli occhi sono più chiari, preferibilmente nocciola. È il modo corretto di gestire una diluizione del pigmento senza penalizzare i cani che ce l’hanno.
Le focature vanno dall’ambra a un auburn caldo, e lo standard elenca dove devono stare: sopra gli occhi, ai lati del muso, su gola, petto, arti e piedi, sotto il petto e il ventre, all’interno delle cosce, sotto la coda e attorno all’ano.
Il bianco è ammesso, ma solo in piccole macchie su petto e dita. Troppo bianco, o bianco in altre zone, è un difetto.
Ci sono poi tre difetti sul mantello che valgono la pena, perché descrivono un problema reale: l’eccesso di nero che si mangia le focature, la mancanza di focature, e i peli neri dentro le focature, che il testo chiama black pencilling. Sono tre modi diversi di dire la stessa cosa: il disegno nero focato deve restare netto.
Il pelo è di media lunghezza, ruvido e aderente, più ruvido su dorso e collo, con sottopelo corto, denso e morbido. Corto e liscio su testa, orecchie e davanti degli arti. La manutenzione è quella di tutti i segugi: una spazzolata quando serve.
Il carattere dello Smalandsstovare
Il capitolo del carattere è di una riga sola, ma sceglie quattro parole precise: calmo, amichevole, con un temperamento fedele e ardente.
Calmo come prima parola, in un segugio, non è affatto scontato. La maggior parte degli standard di questo gruppo apre con vivace, ardente, instancabile. Qui si comincia dalla calma, e chi conosce la razza conferma: in casa è un cane tranquillo.
Ardente arriva subito dopo, ed è la parte che si accende quando si va a lavorare. Sono due facce dello stesso cane.
Poi c’è la cosa più insolita di tutto lo standard, ed è nascosta fra le squalifiche: il distacco. In inglese aloofness. Un cane freddo con le persone, in questa razza, non viene penalizzato: viene squalificato.
Su oltre cento standard letti non ci era mai capitato. Vuol dire che chi ha scritto quel testo considera il rapporto con l’uomo una caratteristica di razza tanto quanto il colore o la taglia.
Il resto si legge nell’utilizzazione, e anche lì ci sono due frasi che pochi standard scrivono: questo cane non è un cane da muta e non si usa per cacciare il cervo. Lavora da solo, su lepre e volpe, dando voce.
In famiglia, di conseguenza, è un cane che sta bene con i suoi e con gli estranei. Con gli altri cani convive senza problemi, anche se non lavora in gruppo.
Con gatti e animali piccoli vale la solita avvertenza dei cani da caccia: la convivenza si costruisce da cuccioli.
Quanto vive uno Smalandsstovare e di cosa si ammala
È un segugio rustico, con una vita media di 12-15 anni che per un cane da lavoro è ottima. E su questa razza, cosa rara, esiste anche un dato genetico.
Fra il 1994 e il 2008 il club di razza svedese ha fatto analizzare geneticamente un ampio campione di soggetti. Il risultato è quello che ogni club vorrebbe: nessuna patologia genetica specifica della razza.
Il problema vero, quindi, non è una malattia: è il numero. Con circa sessanta cuccioli l’anno in tutta la Svezia, la gestione della consanguineità è il tema centrale di questa razza, e lo sarà per sempre.
C’è però un precedente che aiuta. Intorno al 1950 gli allevatori si sono trovati davanti allo stesso problema, in forma più grave, e hanno fatto una scelta coraggiosa: hanno immesso cani di origine sconosciuta ma di tipo giusto per allargare la base. L’ultima volta che è stato possibile farlo è stata la revisione dello standard del 1952.
Sul piano pratico, le cautele sono quelle di tutti i segugi da lavoro: ariste, spine, cuscinetti, zecche, e il controllo dopo ogni uscita. Le orecchie, corte e attaccate alte, arieggiano meglio di quelle di molti altri segugi.
E c’è il peso: in un cane quasi quadrato costruito per essere compatto, il grasso si vede subito.
A chi è adatto lo Smalandsstovare
È adatto ai cacciatori di lepre e volpe, e in particolare a chi caccia con un cane solo.
È adatto a chi vive in campagna e cammina: è un cane che copre distanza.
È adatto a chi cerca un segugio calmo in casa. Quella prima parola dello standard descrive un cane che, fuori dal lavoro, non è un problema.
È adatto a chi vuole un cane caloroso con le persone: in questa razza la freddezza è una squalifica, non una caratteristica.
Non è adatto all’appartamento in città: per la voce e per il movimento.
Non è adatto a chi lo vuole libero senza recinzione: è un segugio, e su una traccia parte.
Non è adatto a chi ha fretta. Con sessanta cuccioli l’anno in tutta la Svezia e nessuna nascita in Italia, prendere uno Smalandsstovare significa mettersi in lista e aspettare.
E non è adatto a chi lo cerca per la coda corta. È un bel dettaglio, ma dietro c’è un cane da caccia vero.

