Puli
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Puli in breve
Il Puli è il cane da pastore ungherese con il mantello a cordoni: 39-45 cm i maschi e 36-42 le femmine, per 10-15 chili. I cordoni sono lunghi 20-30 cm su lombi e groppa, nei colori nero, grigio, fulvo con maschera nera e bianco perla. Lo standard lo definisce estremamente capace di imparare, dice che ama i bambini e che è un eccellente cane da guardia. Arrivato in Ungheria con i magiari più di mille anni fa, in Italia ne nascono meno di quattro l’anno.
Che cane è il Puli

È un cane da pastore del gruppo 1, sezione 1, riconosciuto senza prova di lavoro, e il suo mestiere storico è condurre il gregge nella grande pianura ungherese.
Lo riconoscete da una cosa sola, ed è impossibile sbagliarsi: i cordoni, che coprono tutto il cane e che sulla testa sono così fitti che gli occhi sono quasi coperti.
Quanto è grande: 39-45 cm i maschi e 36-42 le femmine, per 10-15 chili. Sotto il pelo c’è molto meno cane di quanto sembri.
Cosa chiede: un’ora e mezza al giorno di movimento e, soprattutto, qualcosa da fare con la testa. E poi il pelo: circa un’ora al mese per separare i cordoni a mano, più un giorno intero per asciugarlo dopo il bagno.
Cosa lo rende speciale: è uno dei cani più svegli del gruppo 1, e lo standard lo scrive con una formula netta, estremamente capace di imparare. Nella puszta valeva un anno di stipendio.
Da sapere prima: abbaia, perché segnalare è il suo mestiere, e in Italia nascono meno di quattro cuccioli l’anno, quindi bisogna mettersi in lista o guardare all’Ungheria.
In compenso è una razza rustica, che vive 12-15 anni, e che lo standard descrive come un cane che ama i bambini.
Storia ed origine del Puli

Il Puli è il cane da pastore dell’Ungheria antica. Lo standard FCI dice che è una razza di origine asiatica e che i suoi antenati arrivarono nel bacino dei Carpazi con i magiari in migrazione, popolo di nomadi allevatori, più di mille anni fa. Esistono altre ipotesi, come quella dei cumani nel Duecento, e nella pagina sono raccontate per quello che sono: ricostruzioni, non fatti dimostrati.
C’è invece un dato che dice tutto di quanto valesse questo cane: nell’Ungheria antica un pastore era disposto a pagare un anno di stipendio per un buon Puli. E c’è una descrizione del 1924 secondo cui il Puli da pecore doveva essere sempre più basso del bordo degli stivali del pastore: la taglia era una specifica di lavoro.
Nella pagina si spiega anche perché l’Ungheria abbia due razze a cordoni. Il Puli conduce il gregge di giorno, il Komondor lo difende di notte: due mestieri diversi sullo stesso gregge, e due cani costruiti di conseguenza. Il Pumi, la terza razza ungherese, arriva dopo e ha il pelo riccio ma non cordato.
La parte più bella è il salvataggio. All’inizio del Novecento la razza rischia di sparire, e il recupero parte intorno al 1912 dal professor Emil Raitsits, della veterinaria di Budapest, insieme ad Adolf Lendl, direttore dello zoo della città: il programma di allevamento nasce dentro lo zoo. Il primo standard è del 1915. Nel 1935 il ministero dell’agricoltura americano importa quattro Puli a Beltsville per testarne il lavoro, e da quei quattro cani nasce la popolazione americana della razza.
Carattere e descrizione del Puli

Lo standard del Puli contiene una riga che non si trova quasi mai altrove: siccome tutto il corpo è coperto da un mantello fortissimo, la struttura è difficile da giudicare, e quindi è utile toccare il cane quando lo si giudica. Sotto i cordoni c’è un cane quadrato di taglia media: 39-45 cm nei maschi e 36-42 nelle femmine, per 13-15 e 10-13 chili.
Il capitolo sul pelo è il cuore della pagina. Il cucciolo nasce con il pelo ondulato o riccio, i cordoni si formano dopo e un mantello completo può richiedere fino a cinque anni. Lo standard spiega anche il meccanismo: il rapporto fra pelo di copertura e sottopelo è fissato geneticamente, e quando è giusto i cordoni sono facili da curare. Se il tuo Puli si infeltrisce di continuo, spesso non è colpa tua: è il pelo a non essere nel tipo.
I colori ammessi sono nero, grigio in ogni sfumatura, fulvo con maschera nera e bianco perla, e c’è un dettaglio che pochi conoscono: la pelle nuda deve essere nera o grigio ardesia in tutti i colori, anche nei cani bianchi. Nella pagina c’è anche il capitolo scomodo sulla tosatura, che è una squalifica per lo standard ma non un dramma per il cane.
Sul carattere lo standard fa quattro affermazioni forti: temperamento vivace, estremamente capace di imparare, ama i bambini ed eccellente cane da guardia. Tradotto: è un cane sveglissimo che propone invece di eseguire, che con i bambini ci sta, e che abbaia, perché segnalare è il suo mestiere. La vita media è di 12-15 anni e i controlli sanitari da chiedere sono anche, occhi e il test del DNA per la mielopatia degenerativa.
Addestramento ed educazione del Puli

Estremamente capace di imparare è la frase dello standard, ed è anche il modo migliore per capire come si lavora con questo cane: impara in fretta, memorizza le sequenze e si annoia altrettanto in fretta. Con un Puli non si ripetono gli esercizi dieci volte, perché quando ha capito ha capito, e insistere è il modo più veloce per convincerlo che lavorare con te è noioso.
Sul movimento servono circa un’ora e mezza al giorno, ma la parte che conta è la testa: venti minuti di lavoro mentale valgono un’ora di camminata, e un Puli che ha corso senza pensare torna a casa e si cerca un progetto. Nella pagina c’è anche la nota sul caldo, perché quel mantello è nato per la pianura ungherese e non per l’estate italiana.
Con un cucciolo le tre priorità sono la socializzazione, perché un cane da pastore è diffidente per mestiere e i primi sei mesi decidono i dieci anni dopo; la gestione dell’abbaio, da cominciare prima che diventi un’abitudine; e l’abitudine a farsi manipolare, perché per quindici anni dovrà lasciarsi separare i cordoni e asciugare per ore.
C’è poi un capitolo tutto sull’abbaio, che è il vero motivo per cui qualche Puli cambia casa: cosa fare, cosa non fare e perché sgridarlo non funziona. E la lista delle attività dove questa razza dà il meglio, dall’agility al dog dance fino alle prove di pastorizia, con le alternative da dieci minuti per chi non fa sport.
Allevamento del Puli

In Italia il Puli è una razza quasi invisibile: 34 cuccioli in dieci anni, con due anni consecutivi a zero nascite (il 2022 e il 2023) e nessun affisso registrato. L’ENCI divide anche per varietà di colore, e sui 34 cuccioli solo tre sono bianchi.
Il prezzo di un cucciolo con pedigree sta fra i 1.200 e i 1.800 euro, e nella pratica si guarda all’Ungheria e all’est Europa, dove la razza è di casa e le cucciolate sono regolari. L’attesa, in Italia, può tranquillamente arrivare a un anno.
La pagina spiega cosa chiedere a un allevatore, e in questa razza le domande sono precise: la lastra ufficiale delle anche, la visita oculistica dei genitori, che nel programma sanitario americano è annuale e non una tantum, e il test del DNA per la mielopatia degenerativa, che costa poco e chiude la questione per sempre.
C’è poi la domanda che con questa razza conta più del prezzo, ed è sul pelo. Guarda il mantello dei genitori e chiedi se si infeltrisce: lo standard dice che il rapporto fra i due tipi di pelo è fissato geneticamente, quindi la manutenzione del tuo cane si decide nella cucciolata, non nella toelettatura.


