Addestramento ed educazione del Puli
Un cane che impara in fretta e che, se lo lasciate senza idee, se le trova da solo
Lo standard del Puli contiene la frase più impegnativa che si possa scrivere in un documento del genere: estremamente capace di imparare. È una promessa e un avvertimento, perché un cane che impara in fretta impara anche le cose sbagliate in fretta.
In questa pagina: quanto movimento serve, come si imposta un cucciolo, il problema dell’abbaio e le attività dove questa razza dà il meglio.
Sommario
Di quanto movimento ha bisogno un Puli

Un’ora e mezza al giorno di movimento vero, e almeno altrettanta attenzione alla testa. Il Puli è un cane da pastore in un corpo da 13 chili: la resistenza c’è tutta, la voglia di fare anche.
Il punto è che con questa razza il movimento fisico da solo non risolve niente. Un Puli che ha corso un’ora e non ha usato la testa torna a casa e cerca un progetto. Il progetto, di solito, non vi piace.
Quello che funziona è alternare: una parte di corsa libera, una parte di esercizi brevi con delle sequenze da imparare, una parte di naso. Venti minuti di lavoro mentale valgono un’ora di camminata.
È anche un cane che salta molto più di quanto la taglia lasci pensare, e che usa il salto come linguaggio: la tendenza a girare su se stesso di cui parla lo standard è la stessa cosa. Non è nervosismo, è il suo modo di stare al mondo.
D’estate serve una regola in più. Quel mantello è nato per il freddo della pianura ungherese: nelle giornate calde le uscite si spostano alla mattina presto e alla sera, e a mezzogiorno si sta all’ombra.
Come si imposta un cucciolo di Puli
Con un cucciolo di Puli ci sono tre cose da mettere in ordine subito, e nessuna delle tre è un esercizio di obbedienza.
La prima è la socializzazione. È un cane da pastore, quindi diffidente per mestiere: se nei primi mesi non incontra gente, cani, rumori, città e situazioni diverse, quella diffidenza da adulto diventa un problema serio. Con questa razza i primi sei mesi valgono i dieci anni successivi.
La seconda è la gestione dell’abbaio, e va cominciata prima che diventi un’abitudine. Il Puli segnala tutto, ed è nel suo standard: eccellente cane da guardia. Insegnargli un comando per smettere quando ha già segnalato è molto più realistico che pretendere il silenzio.
La terza è il pelo, e sembra strano metterla in un capitolo di educazione, ma è così: un cucciolo va abituato a stare fermo mentre gli si mettono le mani addosso, perché per i prossimi quindici anni dovrà lasciarsi separare i cordoni e asciugare per ore. Un Puli che non accetta di essere manipolato è un problema di gestione quotidiana.
Sul metodo non c’è discussione: questo è un cane che collabora se lo coinvolgete e che si chiude se lo forzate. Rinforzo positivo, sessioni brevissime e cambi frequenti, perché la noia è il suo nemico.
E poi c’è la regola che vale per tutti i cani svegli: non ripetete gli esercizi. Quando ha capito, ha capito. Farglielo rifare dieci volte è il modo migliore per convincerlo che lavorare con te è noioso.
Il Puli abbaia, e va detto prima

Se dovessimo indicare l’unico motivo per cui un Puli finisce in cerca di una nuova casa, sarebbe questo: abbaia.
Non è un difetto, è la razza. Lo standard lo definisce eccellente cane da guardia, e un cane da guardia che non segnala non serve a niente. Il Puli avvisa quando arriva qualcuno, quando sente un rumore, quando il vicino apre la porta e quando succede qualcosa che secondo lui merita un commento.
Cosa si può fare, concretamente. Primo: insegnare un comando di stop, cioè riconoscere l’avviso, ringraziare e chiedere silenzio. Funziona molto meglio che sgridarlo, perché sgridare un cane che abbaia è, dal suo punto di vista, abbaiare con lui.
Secondo: togliere i trigger facili. Un Puli che passa la giornata alla finestra sull’ingresso del condominio ha uno spettacolo continuo. Spostare la cuccia cambia le cose più di qualsiasi addestramento.
Terzo, e più importante: un cane che ha lavorato abbaia molto meno. Gran parte dell’abbaio in questa razza è noia travestita da guardia.
Se vivi in un condominio con pareti sottili, metti in conto tutto questo prima di prendere un Puli. Non è una razza silenziosa e non lo diventerà.
Le attività adatte al Puli
Lo standard dice che la sua forma attuale lo ha reso adatto all’uso sportivo, ed è una delle poche volte in cui un testo FCI parla di sport. Nella pratica il Puli è uno dei cani più versatili che ci siano in campo sportivo, e la ragione è sempre quella: impara in fretta e gli piace.
L’agility è la disciplina in cui si vede meglio: è agile, salta, gira su se stesso e ha la taglia giusta. È anche un cane che memorizza i percorsi, il che è metà del lavoro.
L’obedience e il rally obedience gli calzano perché sono fatti di sequenze, e le sequenze sono la sua specialità.
Il dog dance sembra fatto apposta per lui, e non solo per motivi estetici: un cane che per natura gira su se stesso e saltella parte con un vantaggio.
Le prove di pastorizia restano il mestiere vero, e chi ha la possibilità di farglielo provare vedrà accendersi qualcosa che negli altri sport non si vede.
Per chi non fa sport, il minimo sindacale sono i giochi di attivazione mentale e la ricerca olfattiva in casa o in giardino: costano poco, si fanno in dieci minuti e spengono un Puli meglio di una passeggiata.

