Pinscher Austriaco a Pelo Corto
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Pinscher Austriaco in breve
Il Pinscher Austriaco è il cane da cortile delle fattorie austriache: 44-50 cm i maschi e 42-48 le femmine, tozzo, con la testa a pera, le orecchie a bottone e la coda folta portata arrotolata. Doppio pelo nei colori oro chiaro, giallo bruno, rosso cervo e nero focato. Lo standard lo definisce guardiano incorruttibile e dice che il suo istinto di caccia è poco sviluppato. Negli anni Settanta è arrivato ad avere un solo riproduttore; oggi nel mondo se ne contano circa 800.
Che cane è il Pinscher Austriaco

È un cane da guardia e da compagnia del gruppo 2, sezione 1.1 (Pinscher), riconosciuto senza prova di lavoro. E la prima cosa da dire è quello che non è: non somiglia al Pinscher tedesco, e non ci prova.
Lo riconoscete da tre cose: la testa a pera, le orecchie a bottone ripiegate in avanti e la coda folta portata arrotolata sul dorso.
Quanto è grande: 44-50 cm i maschi e 42-48 le femmine. Il peso lo standard non lo indica, e in pratica sta fra i 12 e i 18 chili.
Cosa chiede: un’ora e mezza al giorno fra movimento e cose da fare, e un posto da guardare. Con questa razza avere un cortile aiuta.
Cosa lo rende speciale: la storia. Negli anni Settanta il Pinscher Austriaco è arrivato ad avere un solo riproduttore registrato, e la razza è stata ricostruita partendo dai pinscher di campagna senza pedigree che ancora esistevano nelle fattorie.
Da sapere prima: è assertivo, cioè ha carattere e va gestito con coerenza; è diffidente con gli estranei e abbaia, perché è il suo mestiere; e in Italia l’ENCI registra zero nascite.
In compenso ha una qualità che in un cane rustico è rara e comodissima: lo standard dice che il suo istinto di caccia è poco sviluppato.
Storia ed origine del Pinscher Austriaco a Pelo Corto

Lo standard è asciutto e onesto: il Pinscher Austriaco discende dagli antichi pinscher di campagna austriaci, ancora diffusi nella seconda metà dell’Ottocento come cani da fattoria modesti e versatili. Non era un cane della nobiltà: era il cane del cortile, quello che sorvegliava l’aia e prendeva i topi.
Il primo a crederci è Emil Hauck, che conosce il tipo nei suoi viaggi a inizio Novecento e si batte per il riconoscimento. Nel 1921 comincia l’allevamento in purezza pianificato, e il 16 ottobre 1928 l’OKV riconosce la razza come Pinscher Austriaco a pelo corto.
Poi arriva la parte drammatica, e sono numeri. Dopo la seconda guerra mondiale restano dieci allevamenti; fra il 1948 e il 1954 nascono 55 cuccioli e nei diciotto anni successivi soltanto 43. Negli anni Settanta resta un solo riproduttore, il maschio Diokles von Angern.
La razza è stata salvata ricorrendo ai Landpinscher, i pinscher di campagna senza pedigree che corrispondevano al fenotipo, e questi entrano in allevamento ancora oggi. Fra il 1979 e il 1983 nascono quattro cucciolate per 29 cuccioli, nel 2000 il nome viene semplificato in Pinscher Austriaco, e oggi si stimano circa 800 soggetti nel mondo, metà in Austria.
Carattere e descrizione del Pinscher Austriaco a Pelo Corto

Il capitolo del comportamento sta in tre righe e descrive due cani nello stesso cane: assertivo, vivace, attento, giocoso e specialmente devoto e amichevole con le persone che conosce. Verso gli estranei è diffidente e un guardiano incorruttibile. Il suo istinto di caccia è poco sviluppato.
È un cane che lo standard definisce tozzo, di taglia media: 44-50 cm i maschi e 42-48 le femmine, con l’altezza che sta alla lunghezza come 9 a 10. Il peso non è nello standard. La testa è a forma di pera, gli occhi hanno il bulbo grande in un’apertura palpebrale rotonda e le orecchie sono a bottone.
Il pelo è un doppio pelo folto, da corto a medio-lungo, con sottopelo e una leggera culotte sulle natiche. La coda è attaccata alta, densamente coperta di pelo e nella pratica portata arrotolata sul dorso. I colori sono quattro: semmelgelb (oro chiaro), giallo bruno, rosso cervo e nero focato.
Nella pagina c’è anche il capitolo sulla salute, dove il tema vero non è una malattia ma la base genetica: negli anni Settanta questa razza è passata da un solo riproduttore, e la domanda più importante da fare a un allevatore è quanto sono parenti i genitori.
Addestramento ed educazione del Pinscher Austriaco a Pelo Corto

Lo standard mette due parole vicine che indicano la strada: assertivo e giocoso. La prima dice che questo cane contratta e che serve coerenza, non durezza. La seconda dice con che moneta pagarlo: il gioco funziona meglio del cibo e molto meglio dell’autorità.
C’è una buona notizia che rende questa razza più facile di molte altre rustiche: il suo istinto di caccia è poco sviluppato. Il richiamo si costruisce partendo da una base favorevole, perché questo cane non parte dietro al primo capriolo.
Le due cose da impostare presto nascono dalla stessa riga di standard, quella sul guardiano incorruttibile. La socializzazione va fatta bene nei primi dodici mesi, con l’obiettivo non di fargli amare gli estranei ma di insegnargli a gestirli. E l’abbaio non si elimina: si gestisce con un segnale di fine.
Sul movimento: un’ora e mezza al giorno, camminate lunghe, ricerca olfattiva e dog trekking. Nella pagina ci sono anche i sei errori tipici, a partire dal più costoso: parcheggiarlo in giardino.
Allevamento del Pinscher Austriaco a Pelo Corto

In Italia questa razza non esiste: le API dell’ENCI, sul codice 64, registrano zero nascite e zero affissi. Nel mondo si stimano circa 800 soggetti, metà dei quali in Austria.
Il paese di riferimento è quindi l’Austria, dove la razza è trattata come patrimonio nazionale: nel 2024 è stata eletta animale da reddito dell’anno. L’Austria è nell’Unione Europea, quindi al viaggio bastano passaporto e antirabbica in regola.
La domanda più importante da fare all’allevatore, in una razza con questi numeri, non è un test genetico: è quanto sono parenti i due genitori. Il collo di bottiglia degli anni Settanta è un dato di fatto, e l’apporto continuo dei Landpinscher è la risposta che gli allevatori austriaci hanno scelto.
Poi valgono le solite cose: pedigree, lastre ufficiali delle anche, un controllo della rotula e uno sguardo dal vivo al carattere dei riproduttori, tenendo presente che lo standard chiede un cane diffidente ma non timido, e che l’aggressività e la timidezza eccessiva sono squalifiche.


