Addestramento ed educazione del Pinscher Austriaco a Pelo Corto

Un guardiano assertivo che si lavora col gioco

Lo standard del Pinscher Austriaco mette due parole vicine che indicano la strada: assertivo e giocoso. La prima dice che serve coerenza, la seconda dice come ottenerla.

In questa pagina: come si imposta il lavoro, la socializzazione con un cane diffidente per standard, l’abbaio, il movimento e gli errori tipici.

Sommario

Come si addestra un Pinscher Austriaco

Pinscher Austriaco rosso con la lista bianca sul muso, visto di fronte

Si parte da due frasi dello standard che vanno lette insieme: è assertivo, vivace, attento, giocoso, e il suo istinto di caccia è poco sviluppato. La seconda è una fortuna, la prima è il lavoro.

Assertivo significa che questo cane contratta. Non è un cane che esegue per il piacere di eseguire come un pastore da lavoro: valuta, e se le regole cambiano da un giorno all’altro si fa una regola sua.

La risposta non è la durezza, è la coerenza. Le stesse regole, applicate da tutti in casa, tutti i giorni. Con un cane assertivo funziona molto meglio dell’autorità.

Giocoso è lo strumento. Questo cane si costruisce col gioco: tira e molla, riporto, giochi di ricerca. Il gioco è la moneta di scambio più efficace, più del cibo.

Il richiamo, e qui viene la buona notizia, si costruisce con meno fatica che in molte razze rustiche. Un cane con l’istinto di caccia poco sviluppato non parte dietro al primo capriolo, e questo cambia la vita a chi lo porta fuori.

Non vuol dire che non serva lavorarci: significa che si parte da una base favorevole invece che da una in salita.

Sul gioco con altri cani vale una cautela: un cane diffidente per standard e assertivo di carattere non è automaticamente diplomatico. Gli incontri si gestiscono, non si improvvisano.

La socializzazione e l’abbaio

Pinscher Austriaco fulvo di profilo con la coda arrotolata sul dorso

Le due cose che con questa razza vanno impostate presto nascono dalla stessa riga di standard: verso gli estranei è diffidente e un guardiano incorruttibile.

La socializzazione è la parte più importante dei primi dodici mesi, e con un cane diffidente per selezione va fatta bene: molte persone diverse, in situazioni tranquille, senza forzature e senza spingere il cane addosso a nessuno.

L’obiettivo non è farlo diventare un cane che ama gli estranei. Non lo diventerà, e lo standard non glielo chiede. L’obiettivo è che sappia gestire gli estranei: guardarli, valutarli e lasciarli in pace.

Un cane diffidente non socializzato, invece, diventa un cane che decide da sé quando qualcuno è una minaccia. In un cane da 15 chili con carattere, non è una cosa da lasciare al caso.

Sull’abbaio: guardiano incorruttibile vuol dire che annuncia. È il mestiere per cui è nato, e nessun addestramento lo cancella del tutto.

Cosa funziona: insegnare un segnale di fine. Il cane abbaia, voi andate a guardare, lo ringraziate e chiudi. Con un cane attento e intelligente questo schema si impara in fretta.

Cosa non funziona: sgridarlo mentre abbaia, perché per un guardiano la tua voce che si unisce alla sua è un rinforzo. E non funziona lasciarlo solo in giardino tutto il giorno: un guardiano annoiato con un cortile a disposizione diventa un guardiano che abbaia a tutto.

Di quanto movimento ha bisogno

Un’ora e mezza al giorno fra movimento e cose da fare, ed è una razza che si accontenta di attività normali: non serve uno sport di competizione.

Le camminate lunghe sono la base. Lo standard dice che l’andatura copre molto terreno, e questo è un cane che cammina volentieri per ore.

La ricerca olfattiva e la nose work funzionano bene e sono il modo più semplice di stancarlo con la testa. Non ha il naso di un segugio, ma ha voglia di risolvere problemi.

L’obedience e la rally obedience gli si adattano se le proponete come gioco. Con un cane assertivo, le ripetizioni fini a se stesse non funzionano.

L’agility è possibile a livello amatoriale, con le cautele sulla crescita nel primo anno e senza chiedere prestazioni: questo è un cane tozzo, non un atleta.

Il dog trekking è probabilmente l’attività più naturale per lui, grazie al doppio pelo e alla resistenza da cane di fattoria.

Una cosa che aiuta più di tutte, e che con questa razza vale doppio: dargli un compito. Un cane da guardia con un posto da guardare e delle regole chiare è un cane equilibrato.

Gli errori tipici con questa razza

Il primo è saltare la socializzazione perché il cucciolo è socievole. La diffidenza verso gli estranei arriva più tardi, ed è scritta nello standard: chi non se ne occupa da cucciolo se la trova davanti a un anno.

Il secondo è essere incoerenti. Con un cane assertivo, regole che cambiano sono un invito a farsene una propria.

Il terzo è usare metodi duri. Non serve, e con un cane che ha carattere il risultato è un braccio di ferro che nessuno vince.

Il quarto è parcheggiarlo in giardino. Un guardiano lasciato solo con un cortile diventa un cane che abbaia per riempire la giornata.

Il quinto è lasciarlo ingrassare. Lo standard lo chiama tozzo: con questa struttura e questo metabolismo, i chili in più arrivano da soli.

Il sesto è trascurare le orecchie: l’orecchio a bottone è ripiegato in avanti e ventila poco, quindi il controllo settimanale ci vuole.