Piccolo Segugio della Svizzera
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Piccolo Segugio della Svizzera in breve
Il Piccolo Segugio della Svizzera è la versione a zampe corte del Segugio Svizzero: 35-43 cm i maschi e 33-40 le femmine, con quattro varietà di colore e tre tipi di pelo. È nato a inizio Novecento perché i segugi che c’erano erano troppo veloci per le nuove riserve recintate. Lo standard dice che caccia da solo, che ha una voce melodiosa e che eccelle nella ricerca della selvaggina ferita. In Italia l’ENCI ha registrato due cuccioli in cinque anni.
Che cane è il Piccolo Segugio della Svizzera

È un segugio del gruppo 6, sezione 1.3 (segugi di piccola taglia), riconosciuto con prova di lavoro. Lo standard lo definisce in due frasi: caccia dando voce e caccia da solo.
Lo riconoscete da due cose: il formato rettangolare su arti corti e le orecchie, che per standard devono arrivare almeno alla punta del tartufo.
Quanto è grande: 35-43 cm i maschi e 33-40 le femmine, con due centimetri di tolleranza. Il peso lo standard non lo indica affatto.
Cosa chiede: due ore al giorno fra movimento e lavoro di naso, e uno spazio adatto. Le zampe corte non vogliono dire poco fiato: lo standard lo chiama instancabile.
Cosa lo rende speciale: è una razza progettata. È stata creata a inizio Novecento perché i segugi svizzeri di taglia media erano troppo veloci per le riserve di caccia recintate che i cantoni stavano introducendo.
Da sapere prima: la voce si sente da centinaia di metri; le orecchie vogliono un controllo settimanale; e con il naso su una pista fresca il richiamo perde.
In compenso lo standard lo definisce amichevole, non nervoso e mai aggressivo, e in casa è un cane facile.
Storia ed origine del Piccolo Segugio della Svizzera

Questa razza non nasce da una moda né da un caso: nasce da un regolamento di caccia. Lo standard lo racconta senza giri di parole: a cavallo del Novecento, in diversi cantoni svizzeri arrivano le riserve recintate, e i Segugi Svizzeri di taglia media risultano troppo veloci per quel tipo di caccia.
Si decide allora di sostituirli con segugi più piccoli e a zampe corte, ottenuti con selezione programmata dei soggetti e incroci mirati. Il nome che prendono è Niederlaufhund, segugio a zampe basse. Le qualità cercate sono elencate una per una nello standard: taglia bassa, i colori dei segugi svizzeri, una voce melodiosa e una determinazione appassionata sulla traccia.
Il 1 giugno 1905 nasce il club di razza, che all’inizio si chiama Schweizerischer Dachsbracken Club, cioè club svizzero dei bracchi da tasso: il nome dice a quale famiglia di cani i fondatori sentivano di appartenere, la stessa del Dachsbracke Alpino austriaco e del Drever svedese.
I segugi svizzeri da cui tutto parte sono però molto più antichi. Uno dei ritratti più noti della cinofilia svizzera è del 1785: Franz Rudolf Frisching dipinto da Jean Preudhomme con accanto il suo segugio bernese, con lo stesso tricolore di oggi.
Carattere e descrizione del Piccolo Segugio della Svizzera

Lo standard descrive un piccolo segugio appassionato, con olfatto eccellente, abile, instancabile. Costante sulla traccia e caccia con voce melodiosa… Eccelle anche nella ricerca della selvaggina ferita. Carattere amichevole, non nervoso e mai aggressivo. E nell’utilizzazione aggiunge le sei parole che contano di più: caccia da solo.
È un cane piccolo ma di struttura da segugio: 35-43 cm i maschi e 33-40 le femmine, con due centimetri di tolleranza. Il peso lo standard non lo dà. Le orecchie hanno una misura precisa: devono arrivare almeno alla punta del tartufo.
Sotto lo stesso standard vivono quattro varietà di colore – bernese (bianco e nero focato), del Giura (nero focato), di Lucerna (blu picchiettato con mantello nero) e di Svitto (bianco con mantello arancio) – e tre tipi di pelo: raso, ruvido con una leggera barba, e doppio con sottopelo denso.
Nella pagina ci sono anche il capitolo sulla salute, dove i temi sono le otiti e la schiena di un cane rettangolare su arti corti, e il capitolo finale su a chi è adatto.
Addestramento ed educazione del Piccolo Segugio della Svizzera

La frase che governa tutto sta nell’utilizzazione dello standard: caccia dando voce. Caccia da solo. Questo cane è stato selezionato per lavorare senza il gruppo e senza aspettare istruzioni, quindi collabora ma valuta: l’obbedienza cieca non è nel contratto.
Il metodo è il rinforzo positivo con sessioni brevissime. Il richiamo si costruisce da cucciolo, ma su una pista fresca perde: nei primi mesi longhina, e in campagna aperta un GPS sul collare.
La voce melodiosa è un pregio di lavoro e un problema di condominio, e va valutata prima di prendere il cane. Si sente da centinaia di metri e nessun addestramento la cancella: chi ha bisogno di un cane silenzioso deve scegliere un’altra razza.
Sul movimento: due ore al giorno, e le zampe corte non vogliono dire poco fiato. La pista di sangue è l’attività numero uno, perché lo standard scrive che questo cane eccelle nella ricerca della selvaggina ferita. Da evitare l’agility e tutti gli sport di salto.
Allevamento del Piccolo Segugio della Svizzera

In Italia il Piccolo Segugio della Svizzera è quasi inesistente: le API dell’ENCI, sul codice 60, registrano due cuccioli in cinque anni – uno della varietà svizzera nel 2018 e uno del lucernese nel 2022 – e zero affissi.
Un dettaglio interessante: l’ENCI registra questa razza per varietà, il che conferma che le quattro varietà di colore hanno una vita anagrafica separata anche da noi.
Il paese di riferimento è la Svizzera, dove la razza è nazionale, ha il suo club dal 1905 e viene ancora usata a caccia. Attenzione a una cosa pratica: la Svizzera è fuori dall’Unione Europea, quindi al viaggio vanno aggiunte le pratiche giuste.
Cosa chiedere: il pedigree, le prove di lavoro dei genitori – la razza è riconosciuta con prova di lavoro – e le lastre ufficiali di anche e gomiti. Sul cucciolo si guardano le orecchie, che devono arrivare almeno alla punta del tartufo, e gli occhi, perché entropion ed ectropion sono squalifiche.


