Addestramento ed educazione del Piccolo Segugio della Svizzera
Un segugio che caccia da solo, e cosa vuol dire per chi lo conduce
Nell’utilizzazione dello standard c’è una frase di sei parole che cambia tutto: caccia dando voce. Caccia da solo. Non è un cane da muta, è un cane che decide.
In questa pagina: come si lavora con un segugio indipendente, il richiamo, la voce, le attività adatte e gli errori tipici.
Sommario
Come si addestra un Piccolo Segugio della Svizzera

Si parte da una base buona: lo standard lo descrive amichevole, non nervoso e mai aggressivo. E da un fatto che va accettato: questo cane, sul lavoro, è abituato a decidere.
Nella foto: la testa di un Segugio Svizzero del Giura di taglia media, che ha lo stesso tipo del Piccolo Segugio.
Caccia da solo significa che è stato selezionato per lavorare senza il gruppo e senza aspettare istruzioni. È il contrario di un cane da muta francese, e ancora di più il contrario di un cane da pastore.
La conseguenza pratica: non aspettati obbedienza cieca, e non prendetela come una sfida. Questo cane collabora, ma valuta.
Il metodo è il rinforzo positivo, con sessioni brevissime e molta pazienza. Lo standard mette il temperamento incerto fra i difetti: un segugio spaventato non lavora e non torna.
Il richiamo va costruito da cucciolo, pagato bene e mantenuto per tutta la vita. E va detto onestamente: su una pista fresca, in un cane selezionato per seguirla dando voce per ore, il richiamo perde. Nei primi mesi si usa la longhina, e in campagna aperta un GPS sul collare è la spesa più sensata che si possa fare.
L’istinto di seguita non si insegna e non si toglie: c’è. Quello che si può fare è dargli un canale legale.
La voce, e cosa aspettarsi
Lo standard la chiama voce melodiosa, e nel gergo venatorio è un elogio pieno. Chi vive in un condominio deve leggerla in un altro modo.
La voce di un segugio serve a un lavoro preciso: dire al cacciatore dove è e cosa sta facendo. Su un cane che caccia da solo serve ancora di più, perché è l’unico collegamento fra il cane e la persona.
Si sente da centinaia di metri, e nel bosco anche di più. Non è un abbaio: è una voce modulata che i cacciatori sanno leggere.
Cosa si può fare: lavorare sul silenzio a comando in casa, non rinforzare mai la voce da eccitazione o da richiesta, e soprattutto stancare il cane, perché un segugio che ha lavorato dorme.
Cosa non si può fare: pretendere che diventi silenzioso. È stato selezionato per secoli sulla voce, e chi ha bisogno di un cane silenzioso deve scegliere un’altra razza. Non c’è niente di male a dirlo, anzi: è la cosa più utile che possiamo scrivere in questa pagina.
Di quanto movimento ha bisogno
Due ore al giorno fra movimento e lavoro di naso, tutti i giorni. Le zampe corte non vogliono dire poco fiato: lo standard lo definisce instancabile, e la razza è stata creata per essere più lenta, non meno resistente.
La pista di sangue è l’attività numero uno, e non lo diciamo noi: lo standard scrive che questo cane eccelle nella ricerca della selvaggina ferita. In Italia le prove di pista esistono, si fanno e sono un servizio utile.
La nose work e la ricerca olfattiva sono l’alternativa più semplice per chi non caccia, e stancano questo cane più di un’ora di corsa.
Il mantrailing è la terza strada, e sfrutta esattamente l’indipendenza che in altri contesti sembra un difetto.
Il dog trekking gli si adatta bene, con l’unica avvertenza delle zampe corte sui terreni molto accidentati e sui dislivelli lunghi.
Da evitare: l’agility e tutti gli sport di salto. Un cane rettangolare su arti corti non è fatto per atterrare.
Nel primo anno vale la regola generale: niente salti, niente scale a ripetizione, niente esercizio forzato.
Gli errori tipici con questa razza
Il primo è scambiare l’indipendenza per testardaggine. Questo cane è stato selezionato per cacciare da solo: se non torna subito quando lo chiamate mentre è sul naso, non vi sta sfidando.
Il secondo è fidarsi del richiamo in campagna aperta. La longhina nei primi mesi e il GPS dopo non sono eccessi di prudenza.
Il terzo è sottovalutare la voce. È la cosa che manda in crisi più famiglie ed è anche la più prevedibile.
Il quarto è trascurare le orecchie. Lunghe fino al tartufo, ripiegate e aderenti, su un cane che sta col naso a terra: senza controllo settimanale le otiti arrivano.
Il quinto è lasciarlo saltare. Divano, auto, scale: su un corpo rettangolare con arti corti la schiena paga.
Il sesto è non usare il naso. Un segugio senza lavoro olfattivo è un cane svuotato, e in casa si vede.

