Perdiguero de Burgos

Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche

Il Perdiguero de Burgos in breve

Il Perdiguero de Burgos è il cane da ferma storico della Castiglia: un braccoide grande, 62-67 cm i maschi e 59-64 le femmine, con la testa importante, le orecchie a cavatappi e un mantello bianco e fegato che non somiglia a nessun altro. Il nome viene da perdiz, la pernice, ed e citato nei trattati di caccia spagnoli dal Cinquecento. Lo standard lo descrive robusto, equilibrato, calmo e posato. In Italia l’ENCI ha registrato un solo cucciolo, nel 2024.

TagliaGrande: 62-67 cm i maschi e 59-64 le femmine
Altezza al garreseMaschi 62-67 cm, femmine 59-64 cm
Peso25-30 kg: lo standard non lo fissa, il dato viene dalle fonti di razza
Vita media12-14 anni
MantoCorto, denso e liscio, fino alla membrana fra le dita
ColoriBianco e fegato mescolati: marmorizzato, grigiastro o picchiettato
Livello di energiaAlta: è un cane da ferma fatto per resistere su qualunque terreno
Adatto aCacciatori e famiglie attive con spazio: è un cane calmo ma grande

Che cane è il Perdiguero de Burgos

Perdiguero de Burgos bianco e fegato roanato in piedi di profilo

È un cane da ferma del gruppo 7, di tipo braccoide, riconosciuto con prova di lavoro. Lo standard lo definisce un cane per chi vuole un cane robusto, resistente su qualunque terreno e soprattutto dotato di un olfatto acutissimo.

Lo riconoscete da tre cose: il mantello bianco e fegato mescolato, le orecchie grandi che a riposo pendono a cavatappi e la doppia giogaia sotto il collo.

Quanto e grande: 62-67 cm i maschi e 59-64 le femmine, per un peso attorno ai 25-30 chili. Il peso, curiosamente, lo standard non lo fissa.

Cosa chiede: due ore al giorno fra movimento e lavoro di naso, e uno spazio adatto a un cane di questa mole. Non è un cane da appartamento piccolo.

Cosa lo rende speciale: il naso. Lo standard mette l’olfatto davanti a tutto il resto, e aggiunge che il cane lavora con calma e fermezza e che la sua ferma e il suo riporto sono impeccabili.

Da sapere prima: le orecchie vogliono un controllo settimanale, la crescita di un cane così grande va gestita nel primo anno, e in Italia trovarne uno e difficilissimo.

In compenso è un cane calmo e posato in casa, docile con la famiglia, e con un’espressione che lo standard descrive dolce e molto nobile, tanto che a volte dà l’impressione di tristezza.

Storia ed origine del Perdiguero de Burgos

Foto storica in bianco e nero di due Perdiguero de Burgos al guinzaglio

Il Perdiguero de Burgos nasce nella meseta castigliana, dall’incontro fra il vecchio sabueso spagnolo e i cani da ferma della Navarra, e il suo nome viene da perdiz, la pernice. La sua storia si legge nei trattati di caccia: alla fine del XIV secolo Gaston Phoebus descrive un cane spagnolo dall’olfatto eccellente, nel 1556 Juan Valles parla dei cani da pernice, nel 1644 Martinez del Espinar descrive il cane navarro e nel 1745 lo fa Juan Manuel de Arellano.

Il nome della razza compare per iscritto durante la guerra d’indipendenza spagnola: fra il 1808 e il 1814 un ufficiale tedesco della King’s German Legion scrive per la prima volta perdigueros de Burgos. Verso il 1765, invece, Mengs aveva ritratto il futuro Carlo IV in abito da caccia con il suo cane accanto, in un quadro che oggi sta al Prado.

C’e anche un pezzo di storia inglese. Dopo la pace di Utrecht del 1713 i cani da ferma spagnoli arrivano in Inghilterra in quantità, e da quel materiale nasce il Pointer: il cane da ferma più famoso del mondo ha sangue iberico.

Il Novecento è la parte dura: nel 1911 la Real Sociedad Canina iscrive i primi soggetti, poi la guerra civile e il dopoguerra decimano la razza. Il recupero parte nel 1956 con Fernando Huerta Ramirez e Raul Garcia Bengoechea, si struttura negli anni Ottanta con le associazioni delle razze autoctone, e porta allo standard del 26 maggio 1982.

Carattere e descrizione del Perdiguero de Burgos

Bracco Italiano bianco arancio in stand su un ring di esposizione

Lo standard descrive il Perdiguero con quattro aggettivi in fila: robusto, equilibrato, calmo e posato, e parla di eccellente temperamento, docilità e intelligenza. L’equilibrio non è una parola messa lì: il temperamento squilibrato compare fra i difetti gravi.

È un cane grande: 62-67 cm i maschi e 59-64 le femmine, per 25-30 chili, con un corpo quadrato e un torace ampio. La testa e importante, con il cranio rotondo, la doppia giogaia e le orecchie grandi che a riposo pendono a cavatappi.

Il mantello è la sua firma: bianco e fegato mescolati irregolarmente, da cui le tre varianti dello standard, marmorizzato, grigiastro e picchiettato. Le orecchie sono sempre unicolori fegato, il tartufo deve essere marrone scuro e il nero, in questa razza, è squalificante.

Nella pagina ci sono anche il confronto con gli altri braccoidi continentali, il capitolo sulla salute, dove i temi sono le otiti e le palpebre, e il capitolo finale su a chi è adatto.

Addestramento ed educazione del Perdiguero de Burgos

Dipinto di Goya del 1775 con due cani da caccia spagnoli al guinzaglio e il fucile

Con questa razza si parte da una base fortunata: docilità e intelligenza sono scritte nello standard, e un temperamento squilibrato è un difetto grave. Il metodo giusto e il rinforzo positivo con sessioni brevi: un Perdiguero trattato con durezza non diventa aggressivo, si spegne.

L’istinto di ferma compare da solo e non si insegna, e il riporto è nominato dallo standard fra le qualità di lavoro della razza: nella maggior parte dei soggetti c’è già, e va solo incanalato con oggetti morbidi e distanze corte.

Sul movimento: due ore al giorno fra gambe e naso. L’andatura tipica è un trotto regolare ed economico, quindi è il compagno ideale per le camminate lunghe e molto meno per gli scatti. La nose work e la ricerca olfattiva sono l’attività più naturale per un cane che lo standard definisce soprattutto dotato di un olfatto acutissimo.

Nella pagina ci sono anche i sei errori tipici, a partire dal più diffuso: confondere la calma con la pigrizia. Questo cane sta buono in casa, e per questo si finisce per dargli meno di quello che gli serve.

Allevamento del Perdiguero de Burgos

Perdiguero de Burgos seduto davanti a un portone, con i lunghi orecchie pendenti

In Italia il Perdiguero de Burgos è praticamente assente: le API dell’ENCI, sul codice 90, registrano un solo cucciolo, nel 2024, e zero affissi. È uno dei numeri più bassi di tutte le razze riconosciute.

Il paese di riferimento è la Spagna, dove la razza ha il suo club, viene ancora usata a caccia sulla pernice e ha prove di lavoro dedicate. Chi lo vuole mette in conto un’attesa e un viaggio, più 250-500 euro fra trasporto e pratiche.

Cosa chiedere: il pedigree, i diplomi di lavoro dei genitori (la razza e riconosciuta con prova di lavoro), le lastre ufficiali di anche e gomiti e uno sguardo attento alle palpebre dei riproduttori, perché entropion ed ectropion molto pronunciati sono difetti gravi dello standard.

Sul cucciolo si guardano il mantello bianco e fegato senza tracce di nero o di focature, il tartufo marrone scuro e le orecchie unicolori fegato. Nella pagina ci sono i costi reali, anno per anno, e la lista completa delle domande da fare.

Alimentazione

Per saperne di più sull’alimentazione del proprio cane consigliamo di visitare la pagina dedicata all’alimentazione, con le indicazioni valide per tutte le razze.

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Attività di un Perdiguero de Burgos

icona Nose Work attività cinofila

Nose Work

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Working test e field trial

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Dog Trekking

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