Perdigueiro Portoghese
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Perdigueiro Portoghese in breve
Il Perdigueiro Portoghese è il cane da ferma nazionale del Portogallo: taglia media – 56 cm i maschi, 52 le femmine – mantello corto e giallo, orecchie vellutate e un muso tagliato netto a 90 gradi. È documentato in Portogallo almeno dal XII secolo e nel Cinquecento prende il nome da perdiz, la pernice. Lo standard lo descrive estremamente gentile e affettuoso. In Italia sono nati 11 cuccioli in nove anni.
Che cane è il Perdigueiro Portoghese

È un cane da ferma del gruppo 7, di tipo braccoide, riconosciuto con prova di lavoro. Lavora sulla piccola selvaggina, e ha una caratteristica che lo distingue: resta vicino a chi lo conduce.
Lo riconoscete da tre cose: il mantello giallo in tutte le sfumature, le orecchie lunghe e vellutate, e il muso tagliato netto – lo standard misura l’angolo fra canna nasale e labbro superiore e chiede 90 gradi.
Quanto è grande: 56 cm i maschi e 52 le femmine, con quattro centimetri di tolleranza, per un peso fra i 16 e i 27 chili.
Cosa chiede: due ore al giorno fra movimento e lavoro di naso, e la tua compagnia. È un cane che sta con te.
Cosa lo rende speciale: l’antichità. In Portogallo è documentato dal XII secolo, nel Trecento si chiamava podengo de mostra ed era usato in falconeria.
Da sapere prima: non ha sottopelo, quindi il freddo umido lo mette in difficoltà; ha orecchie pendenti da controllare ogni settimana; e non ama restare solo.
In compenso lo standard lo definisce estremamente gentile e affettuoso, ed è una delle descrizioni più calde di tutta la nomenclatura FCI.
Storia ed origine del Perdigueiro Portoghese

Il Perdigueiro Portoghese discende dal vecchio cane da ferma peninsulare, che lo standard definisce l’antenato comune degli altri cani da ferma, e la sua esistenza in Portogallo si fa risalire ad almeno il XII secolo.
Nel XIV secolo era conosciuto come podengo de mostra e già allora fermava la selvaggina; veniva allevato nei canili reali e della nobiltà e usato nella falconeria, cioè in un’epoca in cui il fucile non c’era ancora.
Nel XVI secolo ha già il nome di oggi – perdigueiro, da perdiz, la pernice – e comincia a essere usato anche dalla gente comune. È il passaggio che ha salvato la razza: un cane che resta solo nei canili della nobiltà segue le sorti della nobiltà. I tratti attuali sono stati fissati da un gruppo di allevatori e cacciatori nel primo quarto del Novecento.
Nella pagina c’è anche il monumento in bronzo che il Portogallo gli ha dedicato a Torres Vedras, con il cane raffigurato in ferma: sono pochissime le razze canine celebrate da un monumento pubblico dedicato alla razza in sé.
Carattere e descrizione del Perdigueiro Portoghese

Il capitolo del comportamento di questo standard è uno dei più affettuosi della nomenclatura: estremamente gentile e affettuoso, robusto, capace di grande resistenza e devozione. Calmo e molto socievole, ma un po’ altero con gli altri cani. Curioso di natura, lavora con persistenza e vivacità. Sempre un cane da caccia appassionato che resta a stretto contatto con il cacciatore.
Quell’ultimo punto è la sua qualità di lavoro più importante: è un cane da ferma che cerca vicino, non uno che scompare all’orizzonte. Ed è anche il motivo per cui il richiamo, in questa razza, si costruisce più facilmente che in altre.
Sulla morfologia c’è un dettaglio che nessun altro standard ha: l’angolo fra la canna nasale e il labbro superiore deve essere di 90 gradi. È il muso tagliato netto che si vede in tutte le foto. Le orecchie, poi, sono più lunghe del cranio e hanno un aspetto vellutato.
Nella pagina ci sono anche il capitolo sul mantello – giallo in tutte le sfumature, senza sottopelo – la salute, dove i temi sono le otiti e il freddo umido, e il capitolo finale su a chi è adatto.
Addestramento ed educazione del Perdigueiro Portoghese

Questa razza ha due caratteristiche che rendono il lavoro più semplice che in altri cani da caccia: resta vicino al conduttore per selezione, e è devota fino all’attaccamento. Il richiamo, di conseguenza, parte da una base favorevole – anche se resta un cane da ferma con un ottimo naso, quindi la longhina nei primi mesi serve.
L’istinto di ferma compare presto e non si insegna: si vede già nei cuccioli che si bloccano davanti a un odore interessante.
Il rovescio della devozione è la solitudine: un cane così non ama restare solo, e l’abitudine va costruita da cucciolo con assenze brevissime e nessuna scena. Chi passa dieci ore fuori casa farebbe bene a scegliere un’altra razza.
Sulle attività: nose work e ricerca olfattiva prima di tutto, poi dog trekking, working test per cani da ferma, obedience e canicross, con due avvertenze climatiche – il caldo d’estate e il freddo umido d’inverno, perché non ha sottopelo. Nella pagina trovi anche i sei errori più comuni.
Allevamento del Perdigueiro Portoghese

In Italia il Perdigueiro Portoghese è quasi invisibile: le API dell’ENCI, sul codice 187, registrano 11 cuccioli in nove anni – con cinque nel solo 2023 – e zero affissi.
Il paese di riferimento è il Portogallo, dove la razza è nazionale, ha il suo club e viene ancora usata a caccia sulla pernice e sulla piccola selvaggina.
Cosa chiedere: il pedigree, i diplomi di lavoro dei genitori – la razza è riconosciuta con prova di lavoro – le lastre ufficiali di anche e gomiti e il carattere dei riproduttori, tenendo presente che lo standard mette la timidezza fra i difetti e, se accentuata, fra quelli gravi.
E c’è una cosa da valutare prima di tutte: questo cane è devoto e vuole stare con la sua famiglia. Se la tua giornata non lo prevede, è la razza sbagliata, per quanto bella sia. Nella pagina ci sono i costi reali e cosa guardare in una cucciolata.


