Magyar Agar
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Magyar Agar in breve
Il Magyar Agar è il levriero ungherese: 65-70 cm nei maschi, 62-67 nelle femmine, costruito per le distanze lunghe e – lo dice lo standard – su alcune distanze più veloce del Greyhound. Arriva nei Carpazi con i Magiari alla fine del IX secolo. Ha lo stop pronunciato, le orecchie grandi e spesse e il pelo ruvido con sottopelo invernale. Lo standard lo descrive anche vigile e protettivo, cosa rara in un levriero. In Italia sono nati 9 cuccioli in sei anni.
Che cane è il Magyar Agar

È un levriero da caccia e da coursing del gruppo 10. Ma è un levriero rustico: più basso e più solido del Greyhound, con la pelle spessa, il pelo ruvido e i piedi grandi.
Lo riconoscete da due dettagli che gli altri levrieri non hanno: lo stop pronunciato e le orecchie grandi e spesse, portate a rosa. Lo standard scrive che le orecchie più pesanti sono più desiderabili di quelle leggere.
Quanto è grande: 65-70 cm i maschi e 62-67 le femmine, per un peso fra i 25 e i 31 chili.
Cosa chiede: spazio recintato e la possibilità di galoppare qualche volta a settimana. In casa, come tutti i levrieri, dorme.
Cosa lo rende speciale: la sua utilizzazione ufficiale nomina il naso – degno di nota, dice lo standard – e lo descrive come un buon compagno e un fedele cane da guardia. Per un levriero è una combinazione rarissima.
Da sapere prima: il richiamo in campo aperto non regge, il predatorio è alto, e come tutti i levrieri va segnalato al veterinario prima di ogni anestesia.
In compenso è un cane sano, longevo, silenzioso e pulito, che regge il freddo meglio degli altri levrieri e che in casa non chiede praticamente niente.
Storia ed origine del Magyar Agar

Il Magyar Agar arriva nel bacino dei Carpazi con i Magiari, alla fine del IX secolo, e lo standard FCI porta una prova che nei documenti cinofili non si legge quasi mai: i ritrovamenti archeologici di ossa craniche. Per secoli è stato il levriero della puszta, la grande pianura ungherese, dove cacciava lepre e volpe e faceva anche da cane di avviso nelle fattorie.
Nel XIX secolo arriva la svolta che lo standard registra: per aumentarne la velocità la razza viene incrociata con altre razze di levrieri, nell’epoca in cui in tutta Europa si usava il Greyhound per rendere più veloci i levrieri locali.
Poi il Novecento. Le fonti indicano il 1944 come anno del divieto della caccia a vista; con le due guerre mondiali la razza si riduce quasi all’estinzione. La ricostruzione parte dai cani rimasti nelle fattorie ungheresi, selezionati anche per resistenza e doti di guardia – ed è da lì che viene la vigilanza che lo standard gli riconosce ancora. Gli ungheresi hanno fatto una scelta precisa: invece di trasformarlo in una copia più veloce del Greyhound, hanno tenuto il tipo.
Carattere e descrizione del Magyar Agar

Lo standard del Magyar Agar fa una cosa che in un documento FCI non capita quasi mai: mette a confronto due razze. Scrive che è eccellente in pista e che su alcune distanze è più veloce del Greyhound. Va letta con precisione: sullo sprint il Greyhound resta imbattibile, il Magyar Agar rende sulle distanze lunghe.
Il carattere è quello di un levriero con un’aggiunta rara: un po’ riservato ma non timido, sensibile, intelligente e fedele, e poi è vigile; il suo istinto di proteggere le persone e la casa è sviluppato, ma non è aggressivo. Un levriero che segnala chi arriva è una rarità.
Sulla morfologia le cose da sapere sono tre. Lo stop pronunciato, che in un levriero è un tratto distintivo. Le orecchie grandi e di tessitura spessa, con la frase più insolita dello standard: le orecchie più pesanti sono più desiderabili di quelle leggere. E il pelo ruvido, che d’inverno sviluppa un sottopelo: un Greyhound non lo fa.
Nella pagina ci sono anche i colori – tutti quelli dei levrieri, tranne sei combinazioni squalificate – il confronto completo con il Greyhound, la salute con le cautele su anestesia e palpebre, e il capitolo finale su a chi è adatto.
Addestramento ed educazione del Magyar Agar

Valgono le regole di tutti i levrieri, con due differenze. Il richiamo in campo aperto, con una lepre in movimento, non regge: si scioglie solo in spazi recintati o in contesti organizzati, e fuori si usa la longhina, con il collare largo da levriero e un GPS sul collare.
La prima differenza è il naso: lo standard lo cita dicendo che è degno di nota, e questo apre la porta alle attività di ricerca olfattiva, a cui per un levriero nessuno penserebbe.
La seconda è la voce: è un cane vigile che segnala chi arriva, cosa che un Greyhound quasi non fa. Va gestita da subito, senza però cadere nell’equivoco di trattarlo come un cane da difesa: lo standard dice esplicitamente che non è aggressivo.
Sul movimento, la regola di sempre: non serve che corra molto, serve che corra forte. Un’ora e mezza di passeggiate al giorno più qualche galoppata libera a settimana, coursing o corse in pista dove è possibile, e attenzione all’età e al caldo. Nella pagina ci sono anche i sei errori tipici.
Allevamento del Magyar Agar

In Italia il Magyar Agar è rarissimo: le API dell’ENCI, sul codice 240, registrano 9 cuccioli in sei anni – uno nel 2017, due nel 2018, tre nel 2021 e tre nel 2022 – e zero affissi. Vuol dire che le cucciolate sono episodiche e che non esiste un allevamento strutturato.
Il bacino vero è l’Ungheria, dove la razza è nazionale e dove coursing e corse tengono in piedi la selezione. Se il cane arriva da lì, alle spese si aggiungono viaggio e pratiche, fra i 200 e i 500 euro.
Cosa chiedere: il pedigree, la visita oculistica dei riproduttori – perché entropion ed ectropion sono squalifiche dello standard – le lastre di anche e un veterinario che conosca i levrieri per i controlli cardiaci.
Sul colore c’è una verifica da fare già in cucciolata: sono ammessi tutti i colori dei levrieri tranne blu, blu-bianco, marrone, grigio lupo, nero focato e tricolore. Sono esattamente i colori che tradiscono incroci recenti. Nella pagina trovi le cifre vere e cosa osservare fra i cuccioli.


