King Charles Spaniel
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il King Charles Spaniel in breve
Il King Charles Spaniel (in alcuni paesi English Toy Spaniel) è il cane da grembo delle corti inglesi: 3,6-6,3 chili, testa bombata, muso corto girato all’insù, orecchie lunghissime e pelo lungo, serico e diritto in quattro colori (nero focato, tricolore, Blenheim e ruby). Carattere, con le parole dello standard: allegro, intelligente… riservato, gentile e affettuoso. Non è il Cavalier: sono due razze diverse.
Che cane è il King Charles Spaniel

È un cane da compagnia britannico, e lo è da secoli: lo standard racconta che i Toy Spaniel nacquero da piccoli cani da caccia allevati in dimensioni sempre più ridotte e poi incrociati con cani orientali, da cui deriva il loro aspetto facciale.
Lo riconoscete dalla testa bombata, dal muso cortissimo ben girato all’insù e dalle orecchie inserite basse, molto lunghe, che gli incorniciano la faccia.
Cosa chiede: due passeggiate al giorno di venti o trenta minuti, due o tre spazzolate a settimana, qualcuno in casa per buona parte della giornata e attenzione al caldo, che per un cane con questo muso è il nemico numero uno.
Cosa non è: un cane per chi sta fuori tutto il giorno, e non è un compagno di sport. Ed è importante non confonderlo con il Cavalier King Charles Spaniel, che è un’altra razza, più grande e con il muso più lungo.
In Italia è raro: 120 cuccioli iscritti all’ENCI in dieci anni e due affissi. E la domanda da fare all’allevatore prima di tutte riguarda il cuore.
Storia ed origine del King Charles Spaniel

Lo standard racconta un’origine che sorprende: i Toy Spaniel vennero allevati in dimensioni sempre più ridotte, a partire da cani da caccia (setter) che avevano definito il tipo degli spaniel. Erano fondamentalmente piccoli cani da caccia, poi coccolati dai proprietari benestanti.
Il muso schiacciato arriva dopo, e lo standard dice da dove: quei cani vennero incrociati con cani da compagnia provenienti dall’Est, da cui deriva il loro aspetto facciale. Sono i brachicefali asiatici, il Pechinese e il Chin.
Il nome viene da un re: la razza prende il suo nome da un cane che fu il gran favorito del Re Carlo II. In alcuni paesi si chiama English Toy Spaniel.
Nella pagina trovi anche la differenza con il Cavalier King Charles Spaniel, che è una razza diversa e più recente, nata negli anni Venti del Novecento per ricostruire il tipo antico con il muso lungo. In Italia il King Charles fa una dozzina di cuccioli l’anno, il Cavalier migliaia.
Carattere e descrizione del King Charles Spaniel

È un cane da compagnia molto piccolo, e questo standard indica solo il peso: 3,6-6,3 chili. L’aspetto sta in tre parole, raffinato, compatto e raccolto, e la coda non va portata sul dorso. È il cane da grembo delle corti inglesi, con una testa bombata e un muso corto che sono la sua firma.
La testa, di fatto, è la razza: lo standard la mette perfino nella descrizione del carattere. La pagina spiega le proporzioni e i limiti che il documento pone per evitare gli eccessi. Poi ci sono i quattro colori, con nomi storici precisi: Blenheim, Prince Charles, King Charles e Ruby. Non sono varietà separate, possono nascere nella stessa cucciolata, e la pagina racconta da dove vengono quei nomi. C’è il carattere, con cinque aggettivi tutti utili: allegro, intelligente, riservato, gentile e affettuoso. C’è la salute, con una stima di 10-12 anni e i capitoli da conoscere, dal cuore agli occhi al muso corto. C’è il pelo lungo e serico con le frange, che chiede spazzolate regolari. E c’è a chi è adatto, cioè a chi sta molto in casa. Se confondi questa razza con il Cavalier, la pagina ti spiega perché sono due cani diversi.
Addestramento ed educazione del King Charles Spaniel

È un cane facile: allegro, intelligente e gentile, e con il rinforzo positivo impara in fretta. Il lavoro vero riguarda altro, cioè la fragilità di un cane da cinque chili e il suo attaccamento alle persone. Con il King Charles Spaniel l’educazione non è mai una lotta, e la pagina si concentra sulle cose che contano.
La prima è la socializzazione, da calibrare: lo standard descrive un cane riservato e gentile, e l’obiettivo è renderlo sicuro, non espansivo. La seconda è la prevenzione dell’ansia da separazione, che è il problema numero uno delle razze da compagnia e in questa è particolarmente frequente, perché è un cane selezionato per stare in braccio alle persone. La pagina spiega come abituarlo per gradi fin da cucciolo. C’è quanto movimento serve: poco ma tutti i giorni, due passeggiate da venti o trenta minuti più qualche gioco in casa. C’è la cura del pelo, con le frange e le orecchie da seguire. Ci sono gli errori tipici, e sono due precisi: braccio, borsa, divano e mai per terra, che produce un cane spaventato dal mondo, e lasciarlo solo tutto il giorno. C’è la gestione del caldo, che con quel muso conta. Se hai un King Charles, questa pagina ti evita i problemi più comuni.
Allevamento del King Charles Spaniel

In Italia il King Charles Spaniel è una razza rara: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha iscritto 120 cuccioli, una media di dodici l’anno, con due soli affissi attivi, in Liguria e in Lombardia. Un cucciolo con pedigree costa fra i 1.500 e i 2.500 euro, forbice tipica delle razze rare.
La domanda che viene prima di tutte riguarda il cuore: negli spaniel da compagnia il problema numero uno è la malattia della valvola mitrale, e i protocolli di allevamento seri prevedono controlli cardiologici sui riproduttori a età precise. La pagina spiega cosa chiedere e perché la data dell’ultimo esame conti quanto il risultato. Dopo il cuore vengono le rotule, gli occhi e le vie respiratorie. Ci sono i numeri italiani anno per anno. C’è l’estero come strada spesso necessaria, con Regno Unito e nord Europa come riferimento. C’è il mantenimento, contenuto in un cane da quattro chili. Ci sono le domande sulla socializzazione, che in un cane così legato alle persone conta. E c’è l’avvertimento sugli annunci senza pedigree, dove il King Charles si confonde facilmente con il Cavalier. Se lo cerchi, questa pagina ti dice cosa chiedere e quanto aspettare.


