Carattere e descrizione del King Charles Spaniel
Aspetto, i quattro colori e il temperamento del Toy Spaniel inglese
Il King Charles Spaniel è il cane da grembo delle corti inglesi: quattro o cinque chili, una testa bombata, un muso cortissimo girato all’insù e delle orecchie lunghe che gli incorniciano la faccia.
In questa pagina: quanto è grande, com’è fatta quella testa (che è tutta la razza), i quattro colori con i loro nomi storici, il carattere e la salute. E la differenza con il Cavalier, che è un altro cane.
Sommario
Il King Charles Spaniel in breve
Il King Charles Spaniel, in alcuni paesi English Toy Spaniel, è un cane da compagnia britannico di 3,6-6,3 chili. Ha pelo lungo, serico e diritto, orecchie lunghissime inserite basse e una testa bombata con il muso girato all’insù. Esiste in quattro colori: nero focato, tricolore, Blenheim e ruby. Carattere, con le parole dello standard: allegro, intelligente… riservato, gentile e affettuoso.
Quanto è grande un King Charles Spaniel
Questo standard è insolito: non dà l’altezza, dà solo il peso, e va da 3,6 a 6,3 chili. Gli adulti stanno in genere sui 25-27 centimetri al garrese, ma è una misura di consuetudine e non una regola.
L’aspetto generale sta in tre parole: raffinato, compatto e raccolto. È un cane piccolo ma sostanzioso, con dorso forte e diritto, torace ampio e disceso e arti corti.
I piedi sono rotondi, a forma di piede da gatto, ben imbottiti e frangiati, con le dita ben arcuate.
Sulla coda lo standard registra un cambio d’epoca: prima il taglio era facoltativo. Oggi, tagliata o intera, la regola è la stessa: non va portata sul dorso né sopra il livello del dorso. È il dettaglio che, insieme alla testa, distingue questo cane da altri toy dall’aria simile. Lo standard tollera anche la coda naturalmente corta e quella deviata.
L’andatura, in tre aggettivi: libero, attivo ed elegante, con spinta del posteriore.
La testa del King Charles Spaniel

La testa è la razza. Lo standard la mette perfino nella descrizione del carattere: spaniel da compagnia con caratteristica testa bombata. Il cranio è moderatamente largo, ben bombato, ben pieno sopra gli occhi, e lo stop è ben definito.
Il tartufo è nero, con narici larghe e ben aperte, corto e girato all’insù, e il muso è quadrato, ampio e profondo, ben girato all’insù. È questa la differenza più visibile con il Cavalier, che ha invece un muso più lungo e diritto.
Sui denti lo standard fa una cosa che quasi nessun altro documento FCI fa: la chiusura deve presentare un leggero prognatismo. Nel King Charles la mandibola che sporge non è tollerata, è richiesta. Con un muso così corto, chiedere una chiusura a forbice sarebbe chiedere l’impossibile.
Subito dopo, però, arriva il limite: la lingua sporgente è altamente indesiderabile. È il modo dello standard di dire che il prognatismo ci vuole ma non deve diventare una deformazione.
Gli occhi sono relativamente grandi e scuri, ben distanziati, con espressione piacevole. Le orecchie sono inserite basse, pendenti, piatte contro le guance, molto lunghe e ben frangiate: incorniciano tutta la faccia e sono metà del suo aspetto.
I quattro colori del King Charles Spaniel

I colori sono quattro e hanno nomi storici precisi. Non sono varietà separate: possono nascere nella stessa cucciolata e si giudicano insieme.
Il nero focato, o black and tan: nero lucido e intenso, con brillanti focature mogano sul muso, sugli arti, sul petto, all’interno delle orecchie e sopra gli occhi. Su questo colore la macchia bianca sul petto è indesiderata.
Il tricolore: fondo bianco perlaceo con macchie nere ben distribuite, focature su guance e sopra gli occhi, e un’ampia striscia bianca fra gli occhi e sulla fronte. È il colore più diffuso in Italia.
Il Blenheim, che prende il nome dal palazzo dei duchi di Marlborough: bianco perlaceo con macchie rosso castano. E qui lo standard chiede un dettaglio meraviglioso: al centro del cranio ci vuole lo spot, una netta macchia rosso castano ben definita della dimensione di un penny.
Il ruby: unicolore, di un intenso rosso castano. Qui la macchia bianca sul petto è altamente indesiderabile.
In Italia, fra il 2015 e il 2024, la distribuzione è stata questa: 45 tricolori, 35 nero focati, 19 Blenheim e 17 ruby.
Il carattere del King Charles Spaniel
Lo standard usa cinque aggettivi e sono tutti utili: allegro, intelligente spaniel da compagnia… riservato, gentile e affettuoso.
Quel riservato è la parola che lo distingue dal cugino. Il Cavalier è espansivo con chiunque; il King Charles è più discreto, più composto, meno immediato con gli estranei. Non è timido, è signorile.
Con la famiglia è un cane da grembo nel senso letterale: ti segue di stanza in stanza, si accuccia dove sei e ci resta. È fra i cani da compagnia più tranquilli in casa: gioca, ma poi si spegne.
Con i bambini va d’accordo, con la stessa avvertenza di tutte le razze toy: quattro o cinque chili sono pochi, e una caduta o uno schiacciamento fanno danni veri.
Con gli altri cani di solito nessun problema: non è un cane che cerca guai. E resta, sotto quel muso schiacciato, un discendente di cani da caccia: qualche soggetto tiene ancora un naso curioso e una certa attitudine a seguire gli odori in giardino.
Il difetto vero è la dipendenza: è un cane nato per stare con le persone e la solitudine prolungata lo fa soffrire.
Quanto vive un King Charles Spaniel e di cosa si ammala
La stima è di 10-12 anni. Ed è la parte della pagina che va letta con più attenzione, perché in questa famiglia di cani la salute è il tema centrale.
Il problema principale è la malattia della valvola mitrale, in sigla MVD: la valvola fra atrio e ventricolo sinistro degenera, non chiude più bene e il cuore si affatica. Negli spaniel da compagnia è la prima causa di morte, e riguarda sia il King Charles sia il Cavalier.
Non esiste un test del DNA. Quello che esiste è il controllo cardiaco periodico dei riproduttori, fatto per auscultazione e, quando serve, con l’ecocardiografia. Nel Regno Unito per il Cavalier c’è uno schema ufficiale del Kennel Club proprio per questo, e i migliori allevatori di King Charles seguono la stessa logica: chiedi i referti.
Il secondo tema è la lussazione della rotula, il classico problema dei cani molto piccoli, che nel King Charles viene diagnosticata anche più spesso che nel Cavalier.
Il terzo è la siringomielia, la formazione di cavità piene di liquido attorno al midollo spinale, segnalata negli spaniel da compagnia e dolorosa. È una cosa da chiedere all’allevatore, insieme al resto.
Poi ci sono i temi legati alla struttura: gli occhi grandi e poco protetti, che si graffiano con niente, e il muso corto, che rende questo cane sensibile al caldo. D’estate si esce all’alba e alla sera, e in auto ferma non ci resta mai.
A chi è adatto il King Charles Spaniel
È adatto a chi vuole un vero cane da compagnia e sta molto in casa: persone anziane, chi lavora da casa, chi vive in appartamento anche piccolo. Chiede due passeggiate e qualche gioco, e per il resto vi tiene compagnia in silenzio.
È adatto a chi apprezza un cane discreto: non abbaia molto, non è invadente, non fa scene con gli estranei.
Non è adatto a chi passa dieci ore fuori casa, non è adatto a chi cerca un compagno di sport, non è adatto alle famiglie con bambini molto piccoli non sorvegliati e non è adatto a chi vive in un posto molto caldo senza aria condizionata.
E c’è una cosa da sapere prima di tutte: in Italia nascono fra i cinque e i venti cuccioli l’anno, con due soli affissi. È una delle razze britanniche più rare che si possano cercare qui.

