Addestramento ed educazione del King Charles Spaniel

Cosa fare nei primi mesi con un cane da grembo di cinque chili

Con il King Charles Spaniel l’educazione non è mai una lotta: è un cane allegro, intelligente, gentile, e collabora volentieri. Il lavoro vero riguarda altre due cose: la fragilità e l’attaccamento.

In questa pagina: le priorità dei primi mesi, come si previene l’ansia da separazione, quanto movimento serve e come si tiene quel pelo.

Sommario

Le priorità dei primi mesi

Tre King Charles Spaniel tricolori seduti insieme a una esposizione

La prima priorità è la socializzazione, e in questa razza va calibrata: lo standard descrive un cane riservato, gentile e affettuoso, e la riservatezza va coltivata senza farla diventare diffidenza.

Dalle otto settimane in poi: persone che si abbassano invece di incombere, cani tranquilli e mai gruppi scatenati, superfici, rumori di città. In un cane di cinque chili un brutto incontro pesa dieci volte tanto.

La seconda priorità è insegnargli a stare a terra. I cani da grembo vengono presi in braccio in continuazione e finiscono per non imparare a cavarsela: camminare, annusare, salire un gradino sono cose che gli servono.

La terza, la più importante di tutte in questa razza, è l’abitudine a restare solo. Si costruisce da cucciolo, con assenze brevissime che si allungano piano piano. Un King Charles che non impara questa cosa diventa un cane che soffre ogni volta che uscite di casa.

Sul guinzaglio: pettorina e mai collare. Con un collo così sottile e un muso corto, gli strattoni sulla trachea sono un rischio inutile. Il metodo, come sempre, è il rinforzo positivo in sessioni cortissime.

Come si previene l’ansia da separazione

È il problema numero uno delle razze da compagnia, e il King Charles Spaniel ci è dentro in pieno: è un cane selezionato per stare addosso alle persone, e il suo lavoro storico era esattamente quello.

Il metodo è noioso e funziona: si comincia da cucciolo con assenze di trenta secondi, si torna quando il cane è tranquillo e non quando piange, e si allunga di poco ogni volta. L’obiettivo non è insegnargli a stare solo dieci ore, è insegnargli che quando uscite tornate.

Due errori da evitare: fare grandi saluti quando si esce e grandi feste quando si rientra. Entrambi caricano di significato un momento che dovrebbe essere banale.

Aiutano molto le cose che occupano: un kong riempito, un tappetino olfattivo, un osso da masticare dati prima di uscire, in modo che l’uscita si associ a qualcosa di piacevole.

E una verità da dire: questa non è una razza per chi sta fuori dieci ore al giorno. Nessuna tecnica lo cambia.

Quanto movimento serve e come si tiene il pelo

Testa di un King Charles Spaniel di colore ruby, rosso castano unicolore

Poco, ma tutti i giorni: due passeggiate da venti o trenta minuti e qualche gioco in casa coprono il fabbisogno di un adulto. Lo standard lo definisce libero e attivo nel movimento, ma non è un cane da sforzi lunghi.

Con quel muso corto l’affanno arriva in fretta, e d’estate diventa pericoloso: da giugno a settembre si esce all’alba e alla sera, mai nelle ore centrali.

Quello che gli piace sono i giochi tranquilli e di testa: ricerca di bocconcini in casa, tappetini olfattivi, piccoli trucchi. Molti King Charles, per carattere, sono ottimi cani da pet therapy.

Sul pelo: è lungo, serico e diritto, quindi si spazzola due o tre volte a settimana con attenzione ai punti dove si annoda, cioè dietro le orecchie, sotto le ascelle e sulle frange delle gambe.

Le orecchie, lunghe e attaccate basse, vanno controllate spesso: l’aria non circola e le otiti arrivano facilmente. E gli occhi vanno puliti con delicatezza quando lacrimano, che in questa razza capita.

Niente tosature: il pelo serico non ne ha bisogno, basta tenerlo pulito e senza nodi.

Gli errori tipici con un King Charles Spaniel

Trattarlo come un peluche. Braccio, borsa, divano e mai per terra: si ottiene un cane che ha paura del mondo.

Lasciarlo solo tutto il giorno. È l’errore che con questa razza fa più danni.

Usare il collare. Pettorina, sempre.

Sottovalutare il caldo. Con quel muso, l’estate italiana è una cosa seria.

Non chiedere il controllo cardiaco. È la domanda più importante di tutte in questa famiglia di cani.

Confonderlo con il Cavalier. Sono due razze diverse, con due caratteri diversi e due teste diverse: sapere quale state cercando è il primo passo.

Riempirlo di bocconcini. Su cinque chili, cento grammi di troppo sono il due per cento del peso corporeo, e il sovrappeso peggiora sia il cuore sia le rotule.