Grande Bovaro Svizzero

Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche

Il Grande Bovaro Svizzero in breve

Il Grande Bovaro Svizzero è il più grande dei quattro bovari svizzeri: 65-72 cm nei maschi per sessanta-settanta chili, pelo corto e mantello solo tricolore. Nasce come cane da guardia e da tiro, discendente del vecchio cane del macellaio riconosciuto nel 1908 da Albert Heim. Lo standard lo descrive sicuro di sé, attento, vigile e senza paura, con temperamento medio. Vive 8-11 anni. In Italia ne nascono circa settanta all’anno.

TagliaGrande: 65-72 cm i maschi, 60-68 cm le femmine
Altezza al garreseMaschi 65-72 cm, femmine 60-68 cm
PesoNon indicato dallo standard: in pratica 60-70 kg i maschi, 50-60 le femmine
Vita media8-11 anni, con soggetti che arrivano a 12-13
MantoDoppio: pelo esterno di media lunghezza e sottopelo denso, scuro
ColoriSolo tricolore: nero con focature rosso-bruno e bianco
Livello di energiaMedia: temperamento medio, ma serve movimento vero ogni giorno
Adatto aFamiglie con spazio, chi vuole un cane grande, calmo e attaccato alle persone

Che cane è il Grande Bovaro Svizzero

Grande Bovaro Svizzero tricolore al guinzaglio durante un raduno all'aperto

È un cane da guardia e da traino svizzero, gruppo 2 sezione 3, che oggi vive soprattutto come cane di famiglia. Lo standard lo dice esplicitamente: in origine cane da guardia e da tiro, oggi anche cane da compagnia, da guardia e di famiglia.

Lo riconoscete dal mantello tricolore – nero con le focature rosso-bruno e il bianco su testa, gola, petto, piedi e punta della coda – dal pelo corto e dalla mole: fino a 72 cm al garrese e settanta chili.

Cosa chiede: un’ora e mezza al giorno di movimento tranquillo, spazio, e la presenza della famiglia. Non è un cane da giardino: è un cane grande che vuole stare dove state voi.

Cosa lo rende speciale: il temperamento medio. Non è iperattivo e non è spento, e per una taglia così è la qualità più preziosa che esista. In casa è un cane calmo, fuori cammina per ore.

Il suo mestiere storico è il traino: per secoli ha tirato i carretti dei macellai e dei casari svizzeri, e ancora oggi il carting è la disciplina in cui dà il meglio.

Da sapere prima: vive 8-11 anni, il club di razza segnala epilessia, torsione dello stomaco e torsione della milza – quest’ultima rara in generale ma non in questa razza – e il caldo è il suo limite serio.

In Italia la razza esiste: 737 cuccioli in dieci anni e quattro allevamenti con affisso, fra Veneto, Emilia, Lombardia e Toscana.

Storia ed origine del Grande Bovaro Svizzero

Grande Bovaro Svizzero tricolore visto di profilo su un ring di esposizione

La storia di questa razza comincia con una data precisa: 1908, a Langenthal, all’esposizione per i venticinque anni della società cinologica svizzera. Due cani presentati come Bovari del Bernese a pelo corto arrivano davanti al professor Albert Heim, che li riconosce per quello che sono: gli ultimi rappresentanti del vecchio grande cane da montagna, il cane del macellaio.

Prima di essere una razza, infatti, questo era un mestiere. I grandi cani tricolori a pelo corto tiravano i carretti del latte e della carne, facevano la guardia alle botteghe e portavano il bestiame al mercato, in Svizzera e in mezza Europa. Quando arrivano i camion, quel lavoro finisce, e con il lavoro rischia di finire anche il cane.

Il 1909 è l’anno del riconoscimento come razza a sé, iscritta nel volume 12 del libro genealogico svizzero; nel 1912 nasce il club; il primo standard FCI arriva soltanto il 5 febbraio 1939. Nella pagina dedicata ci sono anche le fotografie storiche di Bello v Schlossgut (1908) e di Barri von Herzogbuchsee.

E poi ci sono i numeri italiani, che raccontano la razza di oggi: 737 cuccioli fra il 2015 e il 2024, con i saliscendi tipici delle razze che dipendono da pochi allevatori, e quattro affissi ENCI fra Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia e Toscana.

Carattere e descrizione del Grande Bovaro Svizzero

Cucciolo di Grande Bovaro Svizzero di quattro mesi seduto in mezzo al verde

Il Grande Bovaro Svizzero è il più grande dei quattro bovari svizzeri: 65-72 cm i maschi, 60-68 le femmine, per sessanta-settanta chili di cane con ossatura pesante. Lo standard chiede una cosa che sembra contraddittoria e che invece è il cuore della razza: nonostante la mole e il peso, deve presentare resistenza e agilità.

La testa è forte ma non pesante, con lo stop appena pronunciato, il muso mai appuntito, le labbra non pendule e gli occhi a mandorla dal nocciola al marrone castagna. Le orecchie sono triangolari e si portano in avanti quando il cane è attento.

Il mantello è solo tricolore, e le regole sono più severe di quanto sembri: il rosso-bruno sta sempre fra il nero e il bianco, il bianco scende senza interruzioni dalla gola al petto, e fra la lista bianca e le focature sopra gli occhi deve restare una banda di nero. Qualsiasi altro colore squalifica, blu compreso.

Sul carattere lo standard è chiaro e rassicurante: sicuro di sé, attento, vigile e senza paura, di buon carattere e devoto con i suoi, sicuro con gli estranei, con temperamento medio. Nella pagina dedicata trovi anche la salute in dettaglio, con l’elenco del club di razza, e il confronto con gli altri tre bovari svizzeri.

Addestramento ed educazione del Grande Bovaro Svizzero

Testa di Grande Bovaro Svizzero di un allevamento italiano su fondo verde

Con un cane che passa da mezzo chilo a sessanta in meno di due anni, l’educazione ha una scadenza: quello che non si insegna nei primi mesi si insegna poi a un cane da sessantacinque chili. Il materiale di partenza è buono – lo standard parla di un cane sicuro di sé con temperamento medio – ma bisogna arrivare prima.

Il primo anno è tutto una questione di crescere piano: niente scale a ripetizione, niente salti, niente corse forzate prima dei dodici-quattordici mesi, movimento libero e autogestito, e una crescita alimentare controllata. Le articolazioni si formano mentre il peso aumenta, e gli errori non si recuperano.

Da adulto chiede circa un’ora e mezza al giorno di movimento tranquillo e continuo – camminare, salire, portare – e non è un cane da sprint né da agility. Il caldo è il suo limite serio: pelo doppio e mole grande vogliono uscite all’alba e alla sera.

E poi c’è la disciplina che ha nel dna: il traino. Lo standard mette il cane da tiro fra le utilizzazioni originali, e nel carting questa razza dà il meglio – dopo i diciotto mesi, con una pettorina vera e carichi progressivi. Nella pagina dedicata trovi anche i sei errori più comuni con un cane gigante.

Allevamento del Grande Bovaro Svizzero

Testa di Grande Bovaro Svizzero di profilo con le focature rosso ruggine

In Italia il Grande Bovaro Svizzero esiste: 737 cuccioli registrati dall’ENCI fra il 2015 e il 2024, 72 nel solo 2024, e quattro affissi – in provincia di Padova, di Reggio Emilia, di Sondrio e di Lucca. Il prezzo di un cucciolo con pedigree sta indicativamente fra i 1.000 e i 1.800 euro.

I test da chiedere ai genitori sono quelli di una razza gigante: radiografie di anca e gomito con lettura ufficiale, e la visita oculistica, perché il club di razza segnala cataratta ereditaria, distichiasi ed entropion.

Le due domande che contano più di tutte, però, riguardano cose che non stanno su un certificato: l’epilessia nella linea – il club di razza la definisce comune – e i casi di torsione di stomaco o milza fra i parenti. Un allevatore serio ne parla; uno che dice che nella sua linea non c’è mai stato niente, in una razza ricostruita da pochi fondatori, sta semplificando.

Nella pagina dedicata trovi la tabella completa dei costi – compreso quello che nessuno calcola, cioè il mantenimento di un cane da sessanta chili – e i sette controlli da fare in una cucciolata: colore e marcature, sottopelo, occhi, movimento, comportamento, come sono tenuti e cosa vi chiede l’allevatore.

Alimentazione

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Attività di un Grande Bovaro Svizzero

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Attivazione mentale

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Pet Therapy