Allevamento del Grande Bovaro Svizzero

Quanto costa un cucciolo, i quattro affissi italiani e i test da pretendere

In Italia il Grande Bovaro Svizzero è una razza piccola ma reale: 737 cuccioli registrati dall’ENCI fra il 2015 e il 2024, 72 nel solo 2024, e quattro affissi distribuiti fra Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia e Toscana.

In questa pagina: quanto costa un cucciolo, dove si cerca, quali test pretendere dai genitori e i sette controlli da fare quando si va a vedere una cucciolata.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Grande Bovaro Svizzero

Il prezzo di un cucciolo con pedigree ENCI, da un allevamento che fa i test, sta indicativamente fra i 1.000 e i 1.800 euro. Le cifre più alte corrispondono in genere a cucciolate da genitori con risultati ufficiali su anca, gomito e occhi.

La difficoltà, più che il prezzo, è la disponibilità: con settanta cuccioli l’anno in tutta Italia e quattro allevamenti, si prenota e si aspetta. Se qualcuno ha cuccioli di questa razza subito disponibili e a prezzo basso, conviene chiedersi perché.

Le spese del primo anno sono quelle di un cane gigante: fra 900 e 1.400 euro tra vaccinazioni, microchip, sverminazioni ed eventuale sterilizzazione, con dosaggi e tariffe che seguono il peso.

Il mantenimento adulto sta fra i 130 e i 190 euro al mese: un cane da sessanta chili mangia, e ogni farmaco costa in proporzione al peso.

La toelettatura non è una voce di spesa: pelo corto, spazzolata settimanale, e molta più spazzola nei periodi di muta – il sottopelo denso viene giù a ciocche due volte l’anno.

E c’è una voce che va messa in bilancio con onestà: le emergenze. In una razza con torsione dello stomaco e torsione della milza fra i problemi noti, un intervento d’urgenza costa più del cucciolo, e un’assicurazione sanitaria non è una stranezza.

VoceQuantoNote
Cucciolo con pedigree1.000-1.800 euroDa uno dei quattro affissi italiani o dall’estero
Quanti ne nascono72 nel 2024737 in dieci anni: la razza in Italia esiste
Dove si cercaVeneto, Emilia, Lombardia, ToscanaI quattro affissi ENCI sono in queste regioni
AttesaMesiPoche cucciolate: si prenota
Primo anno900-1.400 euroVaccinazioni, microchip, sverminazioni, sterilizzazione
Mantenimento al mese130-190 euroUn cane da 60-70 kg mangia, e le cure costano di più
ToelettaturaQuasi zeroPelo corto: spazzolata settimanale e molta più in muta
Assicurazione RCConsigliataCon un cane da 65 kg è una spesa sensata
Il conto veroLe emergenzeUn intervento per torsione dello stomaco costa più del cucciolo

Regione per regione

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Dove si cerca, e cosa chiedere

Grande Bovaro Svizzero seduto su un tappeto di foglie secche

In Italia gli affissi ENCI per questa razza sono quattro: in provincia di Padova, di Reggio Emilia, di Sondrio – che alleva anche gli altri bovari svizzeri – e di Lucca. L’alternativa è l’importazione dalla Svizzera, dalla Germania o dall’Est europeo.

La prima domanda riguarda i test articolari: radiografie di anca e gomito dei genitori con lettura ufficiale, non un stanno bene a parole. In una razza gigante è il minimo sindacale.

La seconda riguarda gli occhi: il club di razza segnala cataratta ereditaria, distichiasi ed entropion, quindi la visita oculistica dei riproduttori è la domanda giusta da fare.

La terza è la più delicata e la più importante: l’epilessia. Il club di razza la definisce comune, quindi la domanda va posta senza imbarazzo – ci sono stati casi nella linea? – e la risposta migliore non è mai, è una risposta informata.

La quarta riguarda le torsioni: casi di torsione dello stomaco o della milza fra i parenti. Non esiste un test, ma un allevatore che tiene traccia della salute dei suoi cani lo sa e lo dice.

La quinta riguarda il carattere dei genitori: lo standard vuole un cane sicuro con gli estranei, e il comportamento non affidabile è un difetto elencato. Dieci minuti con la madre valgono più di dieci descrizioni.

E poi ci sono le due domande sul cucciolo: è cresciuto in casa, in mezzo ai rumori e alle persone? E l’allevatore vi chiede cosa farai, che spazio hai e quanto tempo passate fuori? Chi non fa domande è quello di cui fidarsi meno.

Cosa guardare in una cucciolata

Tre cuccioli di Grande Bovaro Svizzero di sei settimane con una ciotola

Il primo controllo è il colore e le marcature. Il mantello deve essere tricolore con il fulvo fra il nero e il bianco, il bianco che scende senza interruzioni dalla gola al petto, e la banda di nero fra la lista bianca e le focature sopra gli occhi.

Il secondo è il sottopelo: deve esserci, e deve essere scuro. Il pelo corto senza sottopelo è squalificante, così come il pelo lungo, che nella cucciolata di un Grande Bovaro non dovrebbe comparire.

Il terzo sono gli occhi: a mandorla, dal nocciola al marrone castagna, con le palpebre aderenti. Un occhio blu è squalificante, e palpebre non aderenti sono un difetto che da adulto può diventare entropion o ectropion.

Il quarto è il movimento: guardateli camminare e trotterellare su terreno naturale. In una razza con problemi articolari noti, un cucciolo che si muove male o che salta con i posteriori uniti va guardato con attenzione.

Il quinto sono le proporzioni: lo standard chiede un cane appena più lungo che alto e con ossatura pesante ma non molossoide. Un cucciolo troppo leggero di ossa non diventerà un cane tipico.

Il sesto è il comportamento: cuccioli che vengono avanti, curiosi, che non si nascondono e che si fanno maneggiare. In un cane che arriverà a sessantacinque chili la timidezza è il problema più difficile da gestire, ed è anche un difetto dello standard.

E il settimo è dove sono cresciuti: in casa, in mezzo ai rumori, alle persone e ai bambini se ci sono. In una razza da famiglia le prime otto settimane valgono anni.

La scelta fra maschio e femmina, e l’idea di prenderne due

Sulla differenza fra i sessi lo standard è esplicito: deve essere nettamente evidente. Un maschio arriva a 72 cm e settanta chili, con la testa più forte; una femmina sta fra i 60 e i 68 cm e cinquanta-sessanta chili.

In pratica, per una famiglia che prende il primo cane gigante, la femmina è spesso la scelta più semplice: meno peso da gestire, meno impositività con gli altri cani maschi. Il rovescio è l’incontinenza urinaria che il club di razza segnala come comune soprattutto dopo la sterilizzazione, e di cui conviene parlare col veterinario prima di decidere quando sterilizzare.

I maschi sono più imponenti e, se ben socializzati, altrettanto tranquilli in famiglia: vanno però gestiti negli incontri con altri maschi adulti, dove l’impositività è normale.

Sull’idea di prenderne due insieme, la risposta onesta è no. Due cuccioli giganti contemporaneamente vogliono dire due crescite da controllare, due educazioni da fare e un legame fra loro più forte di quello con te. Se ne vuoi due, si prende il secondo quando il primo è adulto e formato.

E un ultimo consiglio pratico: qualunque sia la scelta, la sterilizzazione precoce in un cane gigante non è una decisione neutra, perché influisce sulla chiusura delle cartilagini di crescita. È una conversazione da fare col veterinario, non una regola da applicare a scatola chiusa.