Carattere e descrizione del Fila Brasileiro
Cinquanta chili di guardiano brasiliano: la pelle, il passo da cammello e la diffidenza
Il Fila Brasileiro è il molossoide del Brasile, un cane da guardia da cinquanta chili minimi con due caratteristiche che nessun altro standard chiede in questo modo: la pelle spessa e lenta con la giogaia, e l’andatura del cammello, che se manca porta alla squalifica.
In questa pagina: quanto è grande, i colori, la pelle e il passo, il confronto con gli altri molossoidi, il capitolo sulla ojeriza – la diffidenza verso gli estranei scritta nello standard – la salute e a chi è adatto.
Sommario
Il Fila Brasileiro in breve
Il Fila Brasileiro è un molossoide di tipo mastino, gruppo 2 sezione 2.1, senza prova di lavoro, e lo standard gli assegna un’utilizzazione sola: cane da guardia. Maschi 65-75 cm per almeno 50 kg, femmine 60-70 cm per almeno 40. Con la famiglia è docile, obbediente ed estremamente tollerante con i bambini, e la sua lealtà è proverbiale; con gli estranei ha una naturale diffidenza che è parte della razza.
Quanto è grande un Fila Brasileiro

Le misure sono da cane gigante: 65-75 cm e almeno 50 kg per i maschi, 60-70 cm e almeno 40 kg per le femmine. E i minimi sono seri: sotto quelle altezze il cane è squalificato.
La struttura è rettangolare e compatta, con la lunghezza del corpo che supera del 15% l’altezza al garrese. Lo standard chiede ossatura potente e insieme una grande quantità di agilità concentrata, facilmente percepibile: non è un blocco immobile, è un cane che si muove.
C’è un dettaglio strutturale che colpisce chi è abituato ad altre razze: la groppa deve essere più alta del garrese. Se è più bassa, è un difetto squalificante. Ne deriva una linea del dorso in salita verso il posteriore che nel Fila è tipica e in molte altre razze sarebbe un difetto.
Il dimorfismo sessuale deve essere molto ben definito e ovvio: femmine femminili, maschi maschili. È una richiesta che si ritrova in poche razze, e serve a evitare femmine mascoline in una razza dove la mole è un valore.
La testa è grande, pesante e massiccia, e lo standard la descrive con un’immagine geometrica: vista da sopra somiglia a un trapezio nel quale è inserita una forma a pera. Lo stop, di fronte, è praticamente inesistente.
Fra i difetti c’è una voce che sembra strana e invece è centrale: le rughe quando il cane è a riposo. La pelle deve essere abbondante ma la testa, da fermo, non deve essere corrugata: le rughe compaiono quando il cane si mette in allerta.
La pelle: il requisito che nessun altro chiede così

Lo standard è esplicito: una delle caratteristiche più importanti della razza è la pelle spessa e lenta su tutto il corpo, soprattutto al collo, dove forma giogaie pronunciate.
In molti individui la pelle abbondante si estende al petto e all’addome, e alcuni hanno una piega ai lati della testa e al garrese, che scende verso le spalle.
Non è estetica: è l’eredità del Bloodhound, uno dei cani che secondo le fonti di razza sta all’origine del Fila insieme al mastino inglese e al bulldog. La pelle lenta e il naso vengono da lì, e nella pagina Storia ed origine si capisce anche perché servivano.
La prova di quanto conti sta nei difetti squalificanti: pelle non lenta e morbida. Un Fila con la pelle tirata, per lo standard, non è un Fila.
Quando il cane si mette in allerta, dice il testo, alza le orecchie e la contrazione della pelle del cranio forma piccole rughe: è il cambio di espressione che chi vive con questi cani impara a leggere in un secondo.
Sul piano pratico la pelle abbondante ha un costo: le pieghe trattengono umidità, e le palpebre possono essere cedevoli, con entropion ed ectropion fra i problemi ricorrenti del tipo molossoide.
Il passo da cammello: un’andatura obbligatoria

Questa è la parte più singolare di tutto lo standard, e chi non conosce la razza fa fatica a crederci: un Fila Brasileiro che non cammina con l’andatura del cammello è squalificato.
L’andatura in questione si chiama passo, in inglese pace: è un’andatura laterale a due tempi in cui gli arti di ciascun lato si muovono avanti e indietro esattamente in coppia. Nella maggior parte delle razze è considerata un difetto di trotto; qui è il segno distintivo.
L’effetto è quello che si vede nei cammelli e nei dromedari: un rullio del torace e delle anche, accentuato dalla coda quando è portata alta. Un Fila che si muove così, dice lo standard, ha una falcata lunga ed elastica, da felino.
C’è un altro dettaglio che completa il quadro: camminando porta la testa più bassa della linea del dorso. Insieme alla groppa più alta del garrese, dà a questo cane una silhouette in movimento che non somiglia a nessun altro molossoide.
Per chi va in esposizione la conseguenza è pratica: il Fila si presenta al passo e non al trotto, e i giudici valutano proprio quello. Fra i difetti c’è il contrario: passi corti, poca estensione.
I colori del manto del Fila Brasileiro

I colori ammessi sono tre: tigrato, fulvo e nero. La maschera nera può esserci o non esserci.
Il tigrato – brindle – è il colore più caratteristico: un fondo fulvo attraversato da striature scure, che nei soggetti più carichi diventa quasi nero.
Il bianco è ammesso solo in tre punti: piedi, petto e punta della coda. Altrove è un difetto, e un cane bianco è direttamente squalificato.
Squalificano anche il grigio topo, il pezzato, il nero focato e il blu. Se vedi un Fila nero con le focature sopra gli occhi, quello non è un colore della razza.
Il pelo è corto, liscio, denso e aderente: la manutenzione è minima, una spazzolata a settimana e il controllo delle pieghe.
Un’ultima nota che riguarda le orecchie e la coda, e che in Italia è importante: orecchie tagliate o coda tagliata sono difetti squalificanti nello standard, e in Italia il taglio è comunque vietato dalla legge 201/2010. Nelle immagini d’epoca brasiliane si vedono cani con le orecchie tagliate: era un’altra epoca e un altro uso.
La ojeriza: la diffidenza scritta nello standard

In portoghese si chiama ojeriza, e si traduce male: è la diffidenza istintiva verso gli estranei. Nel Fila non è un difetto di socializzazione: è una caratteristica di razza, e sta nello standard.
Il testo attuale, del 2016, la mette così: se una delle sue caratteristiche è una naturale diffidenza verso gli estranei, specialmente nel proprio territorio, deve essere suscettibile di manipolazione controllata, in particolare nel ring di esposizione.
Quella seconda metà della frase è recente, e racconta un cambiamento. Nelle versioni vecchie dello standard c’era scritto che il giudice non doveva toccare il cane e che un eventuale attacco al giudice non era un difetto, ma una conferma del temperamento. Quella frase esplicita è stata rimossa nel maggio 1976, ma la consuetudine è rimasta: alle esposizioni il Fila viene giudicato a distanza, senza mani addosso.
Dall’altra parte c’è la faccia domestica della stessa razza, e lo standard la descrive con parole forti: con i suoi è docile, obbediente ed estremamente tollerante con i bambini, la sua lealtà è proverbiale e cerca insistentemente la compagnia del padrone.
Fra i difetti gravi ci sono apatia e timidezza: un Fila che si spaventa non è nel tipo, esattamente come non lo è un Fila ingestibile.
Tradotto per chi valuta questa razza: la diffidenza c’è e non si toglie con la socializzazione. Si gestisce, con un’educazione seria, con regole chiare in casa e con la consapevolezza che gli ospiti vanno organizzati. Chi pensa di crescere un Fila come un labrador socievole con tutti sta cercando la razza sbagliata.
Fila, Mastino Napoletano e gli altri molossoidi
Nel gruppo dei grandi molossoidi il Fila ha una posizione precisa: è quello con la pelle e il passo, e con un mestiere che comprende anche la presa.
Il Mastino Napoletano ha la stessa altezza ma più chili e più pieghe, con un’andatura dondolante da orso; il Boerboel sudafricano ha la pelle aderente e una struttura più asciutta; il Cane Corso è più leggero e più rapido.
Il parente storico più vicino, secondo le fonti di razza, è il Mastiff inglese, che insieme al bulldog e al Cane di Sant’Uberto sta all’origine della razza: dal primo la mole, dal secondo la tenacia, dal terzo il naso e la pelle.
C’è poi un confronto che non riguarda la morfologia ma le leggi. Il Fila Brasileiro è una delle quattro razze vietate nel Regno Unito dal Dangerous Dogs Act del 1991, insieme al Pit Bull Terrier, al Tosa e al Dogo Argentino. È vietato o soggetto a restrizioni anche in Danimarca, Norvegia, Israele, Malta, Cipro e in Australia.
In Italia la situazione è diversa: l’ordinanza del 3 marzo 2009 ha abolito l’elenco delle razze pericolose, e la responsabilità è del proprietario, non della razza. Chi prende un Fila in Italia non ha divieti da rispettare, ha responsabilità da gestire.
Se si viaggia, però, la geografia conta: portare un Fila nel Regno Unito è illegale, e in altri paesi servono permessi. È una cosa da sapere prima, non dopo.
Quanto vive un Fila Brasileiro e di cosa si ammala
Su questa razza non esistono studi epidemiologici pubblicati, e i dati che circolano sono quelli generali dei molossoidi giganti: vanno letti per quello che sono.
La vita media indicata dalle fonti di razza è di 9-11 anni. È il prezzo della mole: nei cani sopra i cinquanta chili la longevità si accorcia, e questo vale per tutti i giganti.
I temi ortopedici sono i soliti e sono seri: displasia dell’anca e del gomito, con le radiografie ufficiali da chiedere ai genitori. Su un cucciolo che arriverà a cinquanta chili, la gestione della crescita – alimentazione e movimento nel primo anno – conta quasi quanto la genetica.
La torsione dello stomaco è il rischio acuto dei cani grandi con il torace profondo: pasti divisi, niente sforzi subito dopo mangiato, e sapere che è un’emergenza chirurgica.
Poi c’è tutto quello che deriva dalla pelle, che in questa razza è un requisito di standard: le palpebre cedevoli, con entropion ed ectropion, e le dermatiti nelle pieghe, che si prevengono tenendole asciutte.
Un’ultima cosa che nei cani da guardia si dimentica: il caldo. Un cane nero o tigrato da cinquanta chili, in un’estate italiana, va gestito con ombra, acqua e orari, perché il colpo di calore in un molossoide non è un’ipotesi teorica.
A chi è adatto il Fila Brasileiro
È adatto a chi cerca un cane da guardia vero e sa cosa significa. Lo standard non gira intorno alla cosa: l’utilizzazione è cane da guardia, e il Fila è definito guardiano insuperabile delle proprietà.
È adatto a chi ha una proprietà recintata e la usa: non un giardino condominiale, uno spazio chiuso e controllato.
È adatto a chi ha esperienza con cani di taglia grande e carattere forte, e a chi accetta di lavorare per anni sulla gestione, non solo sui primi sei mesi.
È adatto a chi vuole un cane attaccatissimo alla famiglia: la lealtà di questa razza non è un modo di dire, e lo standard la definisce proverbiale.
Non è adatto ai principianti. Cinquanta chili con una diffidenza selezionata verso gli estranei non sono un cane su cui imparare.
Non è adatto a chi ha una casa con molto passaggio di persone: amici che entrano senza avvisare, tecnici, corrieri, bambini degli altri. Ogni ingresso va gestito, tutti i giorni.
Non è adatto a chi vive in appartamento in città e nemmeno a chi pensa di risolvere con l’addestramento la diffidenza: quella è la razza, non un problema da correggere.
E non è adatto a chi viaggia molto in Europa: in diversi paesi, a partire dal Regno Unito, questo cane è vietato.

