Epagneul Français
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
L’Epagneul Français in breve
L’Epagneul Français è il più grande degli spaniel francesi e, secondo il suo standard, il capostipite di tutti: 56-61 centimetri nei maschi e 55-59 nelle femmine, per 20-27 chili. Discende dai cani d’oysel descritti da Gaston Febus nel Medioevo. Pelo piatto e serico con frange, colori solo bianco e marrone. Carattere equilibrato, franco, dolce, calmo e docile, e cacciatore appassionato. Vive 12-14 anni.
Che cane è l’Epagneul Français

È un cane da ferma francese con una storia lunghissima e una diffusione minuscola: discende dai cani da uccello del Medioevo, ha quasi smesso di esistere a fine Ottocento e oggi vive quasi solo in Francia, dove i cacciatori lo tengono per la sua ferma molto decisa.
Fisicamente è un cane elegante e muscoloso di tipo braccoide, con la sagoma frangiata che ricorda un setter e la struttura di un bracco. Il pelo è piatto e serico sul corpo, raso sulla testa e lungo su orecchie, arti e coda, che resta integra. I colori sono due soli: bianco e marrone, con il tartufo marrone.
Il carattere è la ragione per cui conviene conoscerlo. Lo standard usa cinque aggettivi: equilibrato, franco, dolce, calmo e docile, e chiude con compagno ideale in tutte le circostanze. In casa è tranquillo e affettuoso, con gli altri cani non fa problemi, con i bambini è dolcissimo.
Cosa chiede: movimento e naso, due ore al giorno se non caccia, e un padrone con la mano leggera, perché è un cane sensibile. Cosa non chiede: toelettature complicate o cure particolari.
Cosa devi sapere prima: in Italia non esiste. Un solo cucciolo iscritto all’ENCI in dieci anni e nessun affisso, quindi prenderne uno vuol dire importarlo dalla Francia.
Storia ed origine dell’Epagneul Français

Lo standard FCI dice che l’Epagneul Français discende dai cani d’oysel descritti da Gaston Febus, il conte di Foix autore del Livre de chasse, e usati nel Medio Evo. E aggiunge una frase che pesa: è lui all’origine delle diverse varietà degli Epagneul da caccia, cioè è il capostipite della famiglia degli spaniel francesi.
Il primo standard è del 1891 e lo scrive James de Connick. Ma proprio in quegli anni la razza stava sparendo: verso il 1886 era praticamente estinta, travolta dalla moda dei cani da ferma inglesi, più veloci e più spettacolari.
La salvezza arriva nel 1906 e ha un protagonista inatteso: l’abbé Fournier, che fonda il Club de l’Epagneul Français e raccoglie nel suo allevamento i pochi soggetti omogenei rimasti. Tutti gli Epagneul Français di oggi passano da lì. Nella pagina trovi anche la situazione attuale: viva in Francia, con club e prove di lavoro, e praticamente assente in Italia, dove l’ENCI ha registrato un solo cucciolo in dieci anni.
Carattere e descrizione dell’Epagneul Français

Il carattere è scritto in una riga da imparare a memoria: equilibrato, franco, dolce, calmo e docile, cacciatore appassionato, socievole con i suoi simili e compagno ideale in tutte le circostanze. In casa è tranquillo e affettuoso, con gli altri cani facile, con i bambini dolcissimo; fuori è un cane da lavoro con la ferma molto decisa.
È il più grande degli spaniel francesi: 56-61 centimetri nei maschi e 55-59 nelle femmine per 20-27 chili, di tipo braccoide, con il corpo appena più lungo che alto e il torace che occupa almeno 6/10 della lunghezza. Il pelo è piatto e serico sul corpo, raso sulla testa e frangiato su orecchie, arti e coda, che resta integra. I colori sono due soli: bianco e marrone.
Nella pagina trovi il capitolo sulle frange (con i due difetti gravi: pelo arricciato e mancanza di frange), i colori con tutte le squalifiche di pigmentazione (compresa la macchia bianca attorno all’occhio e l’occhio da rapace), il confronto con l’Epagneul Breton e la parte sulla salute, dove la buona notizia è che non ci sono malattie ereditarie di razza. Vive 12-14 anni.
Addestramento ed educazione dell’Epagneul Français

È un cane facile da educare, perché lo standard lo definisce docile e perché vuole collaborare. La regola d’oro è la mano leggera: è sensibile, e con i modi bruschi si chiude invece di correggersi. Nei primi mesi contano la socializzazione (la timidezza è un difetto da squalifica) e l’abitudine graduale ai rumori forti.
La ferma è un istinto e va solo incanalata; il riporto, che lo standard cita esplicitamente, si costruisce: oggetti in casa, poi il dummy, poi terreno vario, puntando alla consegna in mano. L’acqua si propone senza obbligo. Nel primo anno, due o tre sedute con un addestratore di cani da ferma cambiano la carriera del cane.
Se non vai a caccia funzionano lavoro coi dummy, nose work, mantrailing, dog trekking, nuoto e obedience, più attivazione mentale nelle giornate ferme. Il conto minimo è di due ore al giorno fra movimento e naso.
Allevamento dell’Epagneul Français

In Italia l’Epagneul Français non c’è: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha registrato un solo cucciolo (nel 2020) e non esiste nessun affisso dedicato. In Francia, dove la razza è nata e dove il Club de l’Epagneul Français lavora dal 1906, i cuccioli si trovano.
Un cucciolo con pedigree costa fra gli 800 e i 1.300 euro, più 200-500 euro di viaggio. Un pedigree FCI si iscrive senza problemi al libro genealogico italiano. Il mantenimento è quello di un cane da venticinque chili molto attivo, 70-110 euro al mese, con la toelettatura quasi a zero (le frange vanno spazzolate, il resto è pelo facile).
Non ci sono test genetici di razza da pretendere perché non esistono: le domande giuste riguardano le lastre di anche e gomiti, la visita oculistica dei genitori (lo standard è severissimo su occhi e pigmentazione), il lavoro dei riproduttori e il loro carattere, perché in una razza dolce la timidezza è il difetto da evitare.


