Carattere e descrizione dell’Epagneul Français
Aspetto, colori del manto e temperamento: il ritratto completo della razza
L’Epagneul Français è il più grande degli spaniel francesi e, secondo il suo standard, è anche il capostipite: è lui all’origine delle diverse varietà degli Epagneul da caccia. Discende dai cani d’oysel descritti da Gaston Febus nel Medioevo.
In questa pagina: quanto è grande, com’è fatta la testa, il capitolo sulle frange, i colori (bianco e marrone, e nient’altro), il carattere descritto con cinque aggettivi che fanno invidia a mezza cinofilia, e a chi è adatto.
Sommario
L’Epagneul Français in breve
L’Epagneul Français è un cane da ferma francese di taglia media grande: 56-61 centimetri nei maschi e 55-59 nelle femmine, per 20-27 chili. Il pelo è piatto e serico sul corpo, con frange ondeggianti su orecchie, arti e coda, e i colori ammessi sono solo bianco e marrone. Il carattere, parole dello standard: equilibrato, franco, dolce, calmo e docile, cacciatore appassionato e compagno ideale in tutte le circostanze. Vive 12-14 anni.
Quanto è grande un Epagneul Français

I maschi misurano 56-61 centimetri al garrese, le femmine 55-59, con una tolleranza di 2 centimetri in più e 1 in meno. Il peso non c’è nello standard: in pratica siamo fra i 20 e i 27 chili. È il più grande fra gli spaniel francesi.
Lo standard lo definisce di tipo braccoide: elegante e muscoloso, con una costruzione armoniosamente proporzionata che mostra l’energia e la resistenza necessarie al suo utilizzo, e con un’ossatura forte senza essere grossolana. Nella pratica: sembra un setter, ma è costruito come un bracco.
Le proporzioni sono date con i numeri, come nei migliori standard francesi. La lunghezza del corpo supera l’altezza al garrese di 2-3 centimetri (quindi è appena rettangolare), e la lunghezza del torace è almeno 6/10 della lunghezza del corpo: metà cane è torace, come in tutti i cani costruiti per galoppare a lungo.
Il torace è prorompente, di grande capacità, disceso fino al livello del gomito, e la linea inferiore è appena rilevata, non levrettata. La groppa è larga e arrotondata.
Sulla coda lo standard usa una parola che nel 2009 pesa: integra. Arriva alla punta del garretto, è inserita sotto la linea dorsale e porta lunghe frange ondeggianti. In una razza da caccia europea, mettere per scritto che la coda si tiene intera è una scelta chiara.
La testa e le orecchie dell’Epagneul Français

La testa è portata fieramente, non pesante e non troppo asciutta, con le facce laterali del cranio quasi parallele, le arcate sopracciliari marcate e, di profilo, le linee di cranio e muso leggermente divergenti.
Due dettagli sono tipici e vanno guardati. Il tartufo è di colore marrone (mai nero) e ben pigmentato, e la canna nasale leggermente convessa è preferibile a quella diritta: un accenno di montonino, come nei bracchi.
Gli occhi sono grandi e ovali, di colore da cannella a marrone, e lo standard chiede una cosa elegante: che siano il più possibile vicini al colore delle pezzature del mantello. Esprimono dolcezza e intelligenza, e anche le palpebre sono marroni.
Su questo punto lo standard è severissimo, e conviene elencare le squalifiche perché sono insolite: occhi eterocromi, sguardo cattivo od occhio da rapace, macchia bianca che circonda l’occhio e depigmentazione del tartufo o delle palpebre. In una razza selezionata per la dolcezza, lo sguardo è un carattere di razza.
Le orecchie sono ben aderenti, attaccate indietro sulla linea dell’occhio, e la misura è memorabile: tirate in avanti senza sforzo, le cartilagini devono raggiungere l’inizio del tartufo. Le frange sono più o meno lunghe e ondeggianti; orecchie parzialmente bianchi, troppo corte o triangolari sono difetti gravi.
Il pelo e le frange dell’Epagneul Français

Il mantello è quello di un vero epagneul: piatto, serico e ben fitto sul corpo, raso e fine sulla testa, e lungo e ondulato su orecchie, dietro degli arti e coda, dove forma le frange che sono il tratto più riconoscibile della razza.
Le frange non sono decorazione: sono descritte con precisione millimetrica. Sulle orecchie oltrepassano l’estremità; sugli arti anteriori sono di media lunghezza sopra il gomito e nettamente più lunghe sull’avambraccio, dove ricadono fino al metacarpo; sulla coda cominciano a qualche centimetro dall’inserzione, si allungano fino a metà e poi diminuiscono verso la punta.
Due cose sono difetti gravi, e dicono che tipo di cane non si vuole: il pelo arricciato sul corpo (questo non è uno spaniel a pelo riccio) e la mancanza di frange.
La manutenzione è ragionevole: una spazzolata a settimana sul corpo, più attenzione alle frange, dove si formano i nodi, e agli spazi fra le dita, che hanno il pelo e raccolgono forasacchi. Dopo il lavoro nel folto o in acqua, controllo e asciugatura delle orecchie: sono frangiate e pendenti, e le otiti sono la casistica principale.
I colori dell’Epagneul Français: solo bianco e marrone

Qui non c’è margine: il mantello è bianco e marrone, e qualsiasi altro colore all’infuori del bianco e marrone è motivo di squalifica. Il marrone varia da cannella a fegato scuro.
La pezzatura è media, talvolta invadente, con chiazze irregolari, e sono ammessi moschettature e roano senza esagerazione. Quindi si vedono soggetti quasi bianchi con poche macchie e soggetti largamente marroni: entrambi corretti.
Sulla testa c’è una nota simpatica: la lista bianca e il bianco in testa sono apprezzati, se la macchia non è troppo larga, ma l’assenza di bianco sulla testa è perfettamente ammessa. Nessuno viene penalizzato per una testa tutta marrone.
Coerentemente con il marrone del mantello, tutta la pigmentazione è marrone: tartufo, bordi delle labbra e rime palpebrali, senza zone depigmentate. Una macchia rosa importante sul tartufo o sulle palpebre è una squalifica, e in un cane che passa la vita al sole e in acqua la pigmentazione è anche salute della pelle.
Il carattere dell’Epagneul Français

Qui lo standard scrive una delle righe più belle di tutta la nomenclatura: equilibrato, franco, dolce, calmo e docile, cacciatore appassionato, socievole con i suoi simili e compagno ideale in tutte le circostanze.
Conviene smontarla pezzo per pezzo. Dolce e docile: è un cane che non ha durezza, che collabora e che con i modi bruschi si spegne. Calmo: in casa è un cane tranquillo, che non gira per le stanze e sta volentieri sui tuoi piedi. Socievole con i suoi simili: con gli altri cani non fa problemi, e viene da una tradizione di cani tenuti in gruppo.
Cacciatore appassionato è l’altra faccia, e non va sottovalutata: la ferma di questa razza è descritta come molto decisa, ed è un cane che sul selvatico si accende e lavora con una serietà da professionista. In un giardino di città, quella passione va incanalata altrove.
Aggiunge poi una frase che completa il quadro: eccellente cane da ferma, è anche buon cane da riporto. È un cane completo, che lavora prima e dopo lo sparo, come i cani da ferma continentali.
Nelle squalifiche c’è anche il cane pauroso, non solo l’aggressivo: in una razza così dolce, la timidezza è il difetto da tenere fuori, e per questo il cucciolo va scelto guardando il carattere dei genitori.
Epagneul Français o Epagneul Breton? Le differenze
Il Breton lo conoscono tutti ed è fra i cani da ferma più diffusi del mondo; il Français quasi nessuno, e le differenze sono nette. La prima è la taglia: il Français è alto 56-61 centimetri nei maschi contro i 48-51 del Breton, e pesa dieci chili in più.
La seconda è il colore: il Français ammette solo bianco e marrone, il Breton anche l’arancio, il tricolore e il roano. La terza è la coda: nel Français è integra e frangiata, nel Breton è corta di natura o accorciata dove è ammesso.
Poi c’è il carattere, e qui la differenza è di temperamento: il Breton è descritto come vivace e scattante, il Français come calmo e docile. Sono due modi diversi di stare in casa e due modi diversi di lavorare: il Breton è un motore, il Français un professionista tranquillo.
Rispetto al Setter Inglese, che gli somiglia molto nella sagoma e nelle frange, la differenza è di stile e di scuola: il setter è un galoppatore da grandi spazi, il Français è un continentale che unisce ferma e riporto. E rispetto al Cocker Spaniel Inglese, che condivide la parola spaniel, non c’è nemmeno paragone: quello è un cane da cerca, questo un cane da ferma.
Quanto vive un Epagneul Français e di cosa si ammala
È una razza rustica e non ha patologie ereditarie diffuse che richiedano test genetici obbligatori: è il vantaggio delle razze rimaste in mano ai cacciatori e mai diventate di moda.
I controlli sensati sono quelli di un cane medio grande e sportivo: le lastre di anche e gomiti dei riproduttori e la visita oculistica, tanto più in una razza in cui lo standard è severissimo su pigmentazione e palpebre.
I temi pratici della vita quotidiana sono due. Le orecchie: frangiate, pendenti e in un cane che lavora nel folto e in acqua, quindi controllo e asciugatura dopo ogni uscita, sempre in estate. E le lesioni da lavoro: tagli sui cuscinetti, forasacchi fra le dita (dove c’è il pelo), contusioni.
Sulla longevità siamo intorno ai 12-14 anni: è la stima degli allevatori francesi, non un dato da studio pubblicato, perché su questa razza non ne esistono.
A chi è adatto l’Epagneul Français

È il cane di chi caccia con il cane da ferma e vuole un compagno completo: cerca, ferma, riporta a terra e in acqua. E, a differenza di molte razze da caccia, è anche il cane di chi vuole un animale tranquillo in casa: lo standard lo chiama compagno ideale in tutte le circostanze.
Fuori dalla caccia funziona bene con famiglie sportive: cammina, corre, nuota volentieri, ed è dolcissimo con i bambini. La combinazione fra un carattere calmo in casa e un motore da cane da lavoro fuori è rara, e in questa razza c’è.
Non è adatto a chi vive in appartamento con mezz’ora al giorno, perché il cacciatore appassionato dello standard ha bisogno di sfogo e di naso: due ore fra movimento e attività olfattive sono il minimo. E non è adatto a chi usa modi bruschi: su un cane docile e sensibile la durezza fa danni.
Il vero limite è pratico: in Italia la razza non c’è. L’ENCI ha registrato un solo cucciolo in dieci anni e non esiste nessun affisso; chi ne vuole uno guarda alla Francia, dove il club di razza è attivo e i cuccioli si trovano.

