Allevamento dell’Epagneul Français
Dove si trova un cucciolo, quanto costa e cosa chiedere a chi lo alleva
In Italia questa razza non si trova: un solo cucciolo iscritto all’ENCI in dieci anni e zero affissi. La strada passa dalla Francia, dove il Club de l’Epagneul Français lavora dal 1906 e gli allevatori portano i cani nelle prove di lavoro.
In questa pagina: quanto costa un cucciolo e il viaggio, cosa chiedere ai riproduttori in una razza senza test genetici obbligatori e la situazione italiana.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Epagneul Français

In Francia un cucciolo con pedigree costa fra gli 800 e i 1.300 euro, a cui va aggiunto il viaggio, fra i 200 e i 500 euro secondo la distanza e il modo in cui il cucciolo arriva.
Il canale è il club di razza francese, che pubblica le cucciolate e riunisce gli allevatori: in Francia l’Epagneul Français è un cane da caccia vero, e molti riproduttori hanno qualifiche in prova di lavoro. Un cucciolo con pedigree FCI si iscrive senza problemi al libro genealogico italiano.
Il mantenimento è quello di un cane da venticinque chili molto attivo: 70-110 euro al mese fra cibo di qualità, antiparassitari e accantonamento veterinario. La toelettatura costa poco o niente: le frange vanno spazzolate per evitare i nodi, il resto del pelo è facile.
Una spesa che in questa razza conviene mettere in bilancio è quella dei corsi: in un cane da ferma il lavoro sul campo con un istruttore fa la differenza fra un buon cane e un cane sprecato.
Cosa chiedere a chi alleva Epagneul Français
Non ci sono test genetici di razza da pretendere, perché la razza non ha patologie ereditarie diffuse che li richiedano. Le domande si spostano su salute generale, lavoro e carattere.
Sulla salute: le lastre ufficiali di anche e gomiti dei riproduttori e la visita oculistica. Quest’ultima ha un senso particolare qui, perché lo standard è severissimo su occhi e pigmentazione, e un allevatore che segue quella parte è un allevatore che guarda i dettagli.
Sul lavoro: chiedi cosa fanno i genitori. In Francia molti Epagneul Français hanno qualifiche in prova di lavoro, e un cucciolo che viene da cani che cacciano ha una testa più equilibrata e impara con più facilità, anche se non lo porterai mai a caccia.
Sul carattere: in una razza descritta come dolce e docile, il difetto da temere non è l’aggressività ma la timidezza, che lo standard mette fra le squalifiche. Chiedi come reagiscono i genitori a un estraneo e a un rumore forte, e guarda la mamma: se ti viene incontro tranquilla, hai metà delle informazioni che ti servono.
Poi le solite cose: dove sono cresciuti i cuccioli (in casa, in mezzo ai rumori), quanti anni ha la madre, quante cucciolate ha fatto, cosa hanno già visto. E, per una razza così rara, una domanda in più: quante cucciolate fa l’allevatore in un anno. Qui i numeri piccoli sono un buon segno.
L’Epagneul Français in Italia: la situazione
L’ENCI, sui dieci anni fra il 2015 e il 2024, registra una sola iscrizione di Epagneul Français, nel 2020. Gli affissi dedicati alla razza sono zero. Praticamente, in Italia questo cane non esiste.
Non è una questione di qualità: è concorrenza. Il posto del cane da ferma continentale, in Italia, è occupato da razze radicate come l’Epagneul Breton, il Kurzhaar, il Drahthaar, il Bracco Italiano e lo Spinone, e chi vuole la sagoma frangiata prende un setter. È la stessa dinamica che a fine Ottocento aveva quasi cancellato la razza in Francia.
Cosa vuol dire in pratica per chi ne vuole uno: informarsi in francese, perché il materiale serio è quello del club di razza, mettere in conto tempi lunghi e un viaggio, e cercare un istruttore che sappia lavorare con i cani da ferma continentali.
Il lato buono delle razze così è che chi le alleva non ha motivi commerciali per farlo male: non esiste il mercato dei cuccioli senza pedigree, e chi te ne vende uno lo fa perché ci crede.

