Carattere e descrizione del Ciobănesc Românesc Corb
Taglia, il nero corvino e il temperamento del pastore rumeno
Il Ciobănesc Românesc Corb ha uno degli standard più recenti di tutta la nomenclatura FCI: è del settembre 2024. E contiene una regola che quasi nessun’altra razza si permette: fra due cani della stessa qualità, sarà preferito quello più nero.
In questa pagina: quanto è grande, la regola dell’ottanta per cento di nero, il carattere di un cane fatto per affrontare orsi e lupi, e a chi è adatto.
Sommario
Il Ciobănesc Românesc Corb in breve
Il Ciobănesc Românesc Corb, il pastore rumeno corvino, è il guardiano di greggi dei Carpazi Meridionali: dai 70 agli 80 cm i maschi e dai 65 ai 75 le femmine. Il mantello è nero corvino per oltre l’80 per cento, con il bianco solo sul petto e sugli arti. Il carattere, testuale: equilibrato, calmo, con un istinto protettivo ben sviluppato, obbediente e attaccato ai suoi proprietari. E capace di combattere contro i predatori: orsi, lupi.
Quanto è grande un Ciobănesc Românesc Corb

I maschi vanno dai 70 agli 80 centimetri al garrese e le femmine dai 65 ai 75. Il peso lo standard non lo indica affatto: dice solo che dev’essere in proporzione all’altezza.
Ottanta centimetri al garrese lo collocano fra le razze più grandi riconosciute dalla FCI, insieme al Pastore del Caucaso e al Cão de Gado Transmontano.
L’aspetto generale sta in quattro aggettivi: cane di taglia grande, imponente, fiero e coraggioso. E aggiunge che il dimorfismo sessuale è ben marcato: la sua mancanza è un difetto grave.
Il formato è rettangolare, con il corpo leggermente più lungo dell’altezza, e c’è una proporzione che descrive bene un cane da montagna: la distanza fra il garrese e il gomito e quella dal gomito a terra sono uguali.
La testa è potente e massiccia, ma il dettaglio da ricordare è come viene portata: con orgoglio, sopra la linea superiore dorso-lombare.
E poi c’è una cosa che nella nomenclatura FCI si trova pochissime volte: una misura assoluta in centimetri per una parte del corpo. La larghezza del cranio dev’essere di 16-18 cm nei maschi e di 15-17 cm nelle femmine.
Le orecchie sono a V, pendenti e portate vicino alle guance, con un test pratico per la lunghezza: quando vengono tirate in avanti, devono raggiungere la commessura labiale. Orecchie erette sono un difetto grave.
Gli occhi sono piccoli rispetto alla testa, a mandorla e obliqui. Occhi gialli, rotondi e sporgenti o di colore diverso fra loro sono difetti gravi.
Nero corvino: la regola dell’ottanta per cento

Il nome della razza viene dal colore: questo cane è conosciuto da generazioni e chiamato Corvo per il suo mantello prevalentemente nero. E lo standard traduce quel soprannome in una regola numerica.
Testuale: il mantello è sempre nero (corvino) o nero che copre più dell’80 per cento del corpo, con marcature bianche sul petto e sugli arti anteriori.
E le marcature bianche hanno confini precisi: non devono superare il livello dell’articolazione metacarpale nella parte anteriore, ma possono estendersi quasi fino al gomito nella parte posteriore.
Il bianco sulle punte delle dita dei piedi posteriori, invece, non è penalizzato. E non sono ammessi altri colori.
Poi arriva la frase che rende questo standard particolare, ed è una regola di giudizio più che di morfologia: tra due cani della stessa qualità o quasi, sarà preferito quello più nero.
C’è infine una nota pratica che tradisce l’origine pastorale della razza, e che si legge di rado: un mantello con una sfumatura rossastra, dovuta a una prolungata esposizione al sole durante l’estate, non deve essere penalizzato.
Tradotto: un cane che ha passato l’estate in montagna con le pecore, e che il sole ha sbiadito, non va punito in ring. È una clausola scritta da chi conosce i cani veri.
Il mantello del Corb

Il pelo segue lo schema classico dei guardiani di montagna: corto sulla testa e sulla parte anteriore delle zampe, abbondante e lungo 7-10 centimetri sul corpo, piatto, dritto e ruvido.
Sotto c’è un sottopelo più corto e denso, che è quello che rende il cane adatto agli inverni dei Carpazi.
Sul collo il pelo è molto più lungo e forma una criniera: è il tratto che, insieme al colore, rende questo cane inconfondibile visto di fronte.
Dietro gli arti anteriori il pelo forma frange, e dietro i posteriori le culottes. La coda è folta e completamente naturale: nessun taglio, nessuna eccezione.
Il limite inferiore è fissato: un pelo troppo corto, cioè sotto i 6 centimetri, è un difetto grave. E lo stesso vale per un mantello arricciato o di tessitura atipica.
Sulla manutenzione: due spazzolate a settimana tutto l’anno, quotidiane nelle mute, e niente tosature. Con un cane di ottanta centimetri e questo mantello, la muta è un evento.
La pelle, dice lo standard, è spessa, con pigmentazione di colore cenere scuro. Anche sotto il pelo, questo cane è scuro.
Il carattere del Ciobănesc Românesc Corb
Il paragrafo caratteriale comincia con due aggettivi rassicuranti e finisce con una frase che ricorda dove vive questo cane: equilibrato, calmo, con un istinto protettivo ben sviluppato, obbediente e attaccato ai suoi proprietari.
Prosegue così: è diffidente nei confronti degli estranei. Ottimo guardiano del bestiame, coraggioso e capace di combattere contro i predatori (orsi, lupi).
Orsi. Non è un modo di dire: i Carpazi rumeni ospitano la più grande popolazione di orso bruno d’Europa fuori dalla Russia, e i lupi ci sono ancora in numero consistente.
Un cane selezionato per quel contesto non è un cane da appartamento con la faccia simpatica: è uno strumento di lavoro pensato per un problema molto concreto.
Obbediente, però, è un aggettivo che nei guardiani si legge di rado, ed è una buona notizia. Molti standard di questa categoria insistono sull’indipendenza: qui si parla di un cane più collaborativo.
Equilibrato e calmo completano il quadro: è un cane che non si agita per niente e che interviene quando serve.
L’ultima riga del paragrafo è quella che chi vive in mezzo ad altre case deve leggere due volte: il suo abbaio è forte, profondo e può essere sentito a grande distanza.
Con gli estranei serve gestione: la diffidenza è scritta nello standard, e con un cane di ottanta chili non è un dettaglio da improvvisare.
Fra i difetti da squalifica ci sono i soggetti aggressivi e quelli eccessivamente timidi, oltre a una formula insolita: il soggetto atipico.
Corb, Mioritic, Bucovina: le razze rumene

La Romania ha quattro razze di cani da pastore riconosciute dalla FCI, e il Corb è l’ultima arrivata: il suo standard è del 2024.
Nella foto: un Ciobănesc Românesc Mioritic, non un Corb. Della razza corvina esistono pochissime immagini pubbliche, e qui usiamo le altre razze rumene per il confronto, dicendolo ogni volta.
Il Mioritic è il più conosciuto: un gigante a pelo lunghissimo, bianco o bianco e grigio, con la faccia completamente coperta. È l’opposto estetico del Corb, ma fa lo stesso lavoro.
Il Ciobănesc Românesc de Bucovina viene dal nord del paese ed è bianco con grandi macchie nere o grigie: anche lui un guardiano da settanta centimetri.
Il Ciobănesc Românesc Carpatin è il pastore dei Carpazi in versione lupina, grigio-fulvo, il più asciutto e il più agile dei quattro.
Il Corb si distingue da tutti per una cosa sola ma decisiva: il colore. È l’unico nero, e il nome della razza viene proprio da lì.
Fuori dalla Romania i parenti per mestiere sono i grandi guardiani dei Balcani e dell’est: il Cane da Pastore di Ciarplanina, il Pastore del Caucaso, il Cane da Pastore di Tatra e, in Italia, il Pastore Abruzzese Maremmano.
Tutti fanno la stessa cosa: stare in mezzo alle pecore e convincere un predatore a cambiare idea. Cambiano il colore, il pelo e il paese.
Quanto vive un Ciobănesc Românesc Corb e di cosa si ammala
È una razza naturale, come la definisce lo standard, formatasi senza selezione da esposizione: la vita media si colloca intorno ai 10-12 anni, che per un cane di ottanta centimetri è un buon dato.
Il primo controllo sono le lastre di anche e gomiti: su un cane di questa mole sono il rischio numero uno.
Il secondo è la torsione dello stomaco, il classico dei giganti con torace profondo: pasti divisi in due o tre volte e riposo prima e dopo.
Il terzo è la crescita. Un cucciolo che deve arrivare a ottanta centimetri va fatto crescere lentamente, con un cibo per razze giganti e nessuno sforzo articolare nei primi diciotto mesi.
Il quarto è il caldo, e in una razza nera con il pelo lungo e il sottopelo denso è un tema serio: un mantello corvino assorbe il sole. D’estate servono ombra vera, acqua e uscite all’alba e alla sera.
Il quinto è il pool genetico. La razza è appena entrata nei registri internazionali, e anche se lo standard dice che la popolazione esistente è numerosa, il coefficiente di consanguineità resta una domanda sensata.
Non ci sono, allo stato, patologie ereditarie documentate come tipiche: è un cane che fino a ieri veniva selezionato solo dai pastori.
A chi è adatto il Ciobănesc Românesc Corb
È adatto a chi ha un gregge: è il suo mestiere, e lo standard specifica anche contro chi lo fa.
È adatto a chi ha una proprietà da custodire e uno spazio recintato serio.
È adatto a chi apprezza un cane calmo: equilibrato, calmo sono le prime due parole del suo paragrafo caratteriale.
È adatto a chi vuole un guardiano un po’ più collaborativo della media: lo standard lo definisce obbediente, cosa rara in questa categoria.
È adatto a chi vive in zone fresche: il pelo e il sottopelo sono nati per i Carpazi.
Non è adatto ai primi cani, né alla vita in appartamento.
Non è adatto a chi ha vicini vicini: quell’abbaio forte, profondo si sente a grande distanza, e lo dice lo standard.
Non è adatto a chi vive in una zona molto calda senza la possibilità di dare ombra a un cane nero con dieci centimetri di pelo.
E non è adatto a chi lo vuole subito: in Italia non risulta nessuna nascita registrata.

